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Legge 11 agosto 2014 114, art. 25 - Semplificazioni per i disabili

Sarà più agevole rinnovare la patente, trovare parcheggi riservati e usufruire di permessi e congedi per l'assistenza. Verrà ridotta la necessità di sottoporsi a nuove visite quando si diventa maggiorenni e la revisione dell’invalidità sarà esclusa in caso di patologia stabilizzata.

Una boccata d'ossigeno rispetto alla pressante ed estenuante burocrazia a cui sono quotidianamente sottoposti i cittadini italiani e in modo particolare i soggetti con disabilità, arriva con il decreto legge 24 giugno 2014, n. 90 convertito definitivamente dalla legge 11 agosto n. 114.

Le disposizioni contenute nell’articolo 25, rubricato “Semplificazione per i soggetti con invalidità”, portano interessanti novità che senza comportare costi aggiuntivi per la pubblica amministrazione, fanno risparmiare tempo e soldi alle persone disabili e alle loro famiglie. La legge è stata accolta con soddisfazione dalle associazioni che operano nel campo della disabilità, «Raccogliamo - ha dichiarato Vincenzo Falabella, presidente della Fish (Federazione Italiana per il superamento dell'handicap) – i risultati di un lavoro di anni, con un  provvedimento che finalmente accoglie le nostre proposte in materia di semplificazione amministrativa.

 

Ma vediamo le principali novità.

 

Rivedibilità e status

Una prima interessante novità riguarda la situazione di chi si trova in attesa di revisione rispetto ai verbali di accertamento relativi allo status di minorazione civile e all'handicap. Con la vecchia normativa, quando scadevano i verbali di accertamento, anche se l'interessato era in attesa di revisione, questi veniva a perdere benefici, prestazioni e agevolazioni di qualsiasi natura (ad esempio benefici fiscali) relativi allo status alla data di scadenza del verbale e fino a nuovo accertamento. Ora invece l'articolo 25 comma 6 bis prevede che non si perdono benefici, prestazioni e agevolazioni di qualsiasi natura quando si è in attesa di nuovo accertamento.

Viene inoltre chiarito che tocca all'Inps procedere alla convocazione a visita nei casi di verbali per i quali sia prevista la rivedibilità, mentre prima era il cittadino che doveva presentare domanda per richiedere la visita di accertamento.

 

Patente e guida

Niente più visita della commissione per rinnovare la patente, qualora la disabilità certificata dalla commissione al momento dell'idoneità sia stabilizzata e non soggetta a modificazioni. Grazie a questa misura viene semplificata la procedura precedentemente in vigore, equiparandola a quella prevista per gli automobilisti non disabili che, al momento del rinnovo, non devono passare per la commissione medica.

Inoltre la durata della patente viene ad essere quella comunemente prevista per tutti (tre, cinque, dieci anni a seconda del tipo di patente e dell’età del conducente).

Sempre a proposito di patente di guida, il secondo comma dell’articolo 25 ammette la possibilità per l’interessato di chiedere la presenza, nel corso della valutazione dell’idoneità, di un esperto di un’associazione di persone con disabilità da lui individuata.

Questa opportunità si aggiunge a quella già prevista di farsi accompagnare da un medico di fiducia.

L’importanza delle semplificazioni apportate la si capisce se si pensa che ottenere l’idoneità alla guida per una persona con disabilità e sempre stata un vero e proprio percorso ad ostacoli.

 

Parcheggi

Secondo la nuova normativa, (che modifica l'art. 381 del Regolamento del codice della strada) i comuni avranno l'obbligo di stabilire, nelle aree di parcheggio a pagamento, un numero di posti gratuiti per le persone invalide con regolare contrassegno, nella misura di 1 posto ogni 50. È invece facoltativo, per gli stessi comuni, prevedere la sosta gratuita nei parcheggi a pagamento, qualora siano occupati i posti a loro riservati.

 

 

Certificati provvisori e agevolazioni lavorative

Viene semplificata e velocizzata la procedura per la richiesta di permessi o congedi lavorativi. Nello specifico vengono abbassati da 90 a 45 giorni i limiti entro cui la commissione medica deve pronunciarsi. L'accertamento di handicap, inoltre, potrà essere effettuato da un medico specialista della Asl di riferimento del richiedente. Inoltre, la nuova norma autorizza la commissione a rilasciare un certificato provvisorio (valido fino all'emissione di quello definitivo) già a fine visita ed estende queste due semplificazioni, prima previste solo per i permessi lavorativi, anche ai congedi.

 

Neomaggiorenni

È questa una delle principali novità dalla nuova normativa: il minore titolare di indennità di accompagnamento non avrà più bisogno di sottoporsi a visita di accertamento al compimento del diciottesimo anno di età, ma automaticamente godrà delle prestazioni economiche per previste per i maggiorenni. Precedentemente invece il minore titolare di indennità di accompagnamento per una grave disabilità, anche se stabilizzata e ingravescente, era comunque costretto al compimento della maggiore età ad una nuova valutazione di invalidità, altrimenti gli veniva revocata l’’indennità o non gli veniva concessa la pensione che gli sarebbe spettata come maggiorenne.

 

Rivedibilità

Niente più visite di revisione per le persone con patologie o menomazioni stabilizzate e non reversibili, gravi o non gravi, indipendentemente dal fatto che godano o meno di indennità di accompagnamento o comunicazione. Una vera svolta verso la semplificazione burocratica.

 

Concorsi e assunzioni nella pubblica amministrazione

Più semplice sarà anche l'accesso alle prove d'esame nei concorsi pubblici e per l'abilitazione alle professioni: intervenendo sull'articolo 20 della legge 104/1992, la legge 114/2014 stabilisce infatti che una persona con invalidità uguale o superiore all'80% non è tenuta a sostenere la prova preselettiva eventualmente prevista.

Una ulteriore novità riguarda la modifica dell'art 16 comma 2 della legge 12 marzo 1999, n. 68, che prevede che la persona con disabilità, idonea a concorso pubblico presso la pubblica amministrazione, può essere assunta anche oltre il limite dei posti previsti nel bando del concorso. La novità introdotta tende a privilegiare le persone con disabilità che versino in stato di disoccupazione, eliminando la frase come segue: Art. 16 comma 2 Legge 68/99 "I disabili che abbiano conseguito le idoneità nei concorsi pubblici possono essere assunti, ai fini dell'adempimento dell'obbligo di cui all'articolo 3, anche se non versino in stato di disoccupazione e oltre il limite dei posti ad essi riservati nel concorso".

 

In conclusione, si tratta di piccoli ma fondamentali passi verso quella semplificazione burocratica da tempo invocata dalle associazioni e dalle famiglie delle persone disabili, costrette a districarsi tra documenti e procedure spesso cavillose, solo per ottenere ciò che la legge riconosce loro come diritto.

Lisdha nwes n. 83, Ottobre 2014

04/11/2014