Home / ATTUALITA' / ARTICOLI / Un Girasole per l'Etiopia

Un Girasole per l'Etiopia

Netsanet è una delle tante persone disabili aiutate dal nostro progetto “Un Girasole per l’Etiopia”. A soli diciotto anni perse l'utilizzo delle gambe in un incidente d'auto, adesso la giovane ragazza madre ha ricevuto una sedia rotelle.

Netsanet Garramo è una giovane donna che vive a Haro Wato un villaggio situato nel sud dell’Etiopia. A soli 18 anni Netsanet è diventata mamma di una bellissima bambina di 9 mesi ma, a sole poche settimane dal parto, la sua vita è stata stravolta da un incidente d’auto che le ha provocato la paralisi a entrambe le gambe.

Grazie a un progetto finanziato dall’Associazione varesina Il Girasole, Netsanet ha ricevuto una sedia a rotelle che le consente di muoversi e svolgere una serie di attività quotidiane come preparare da mangiare, accudire la casa e lavare i panni. «Non potete immaginare qual è stata la sua gioia quando le ho portato la carrozzina» commenta la missionaria comboniana suor Marina Zorzan.

 

Netsanet è una delle tante persone disabili aiutate dal progetto “Un Girasole per l’Etiopia”, il frutto della collaborazione tra l’Associazione varesina Il Girasole, nota per il suo impegno nell’ambito della disabilità, il Centro caritativo San Giuseppe di Addis Abeba fondato dall’italo-etiopica Almea Bordino, i missionari comboniani e l’ong locale Mekedonia.

 

Il progetto vuole offrire un aiuto a persone disabili, che si trovano in condizioni di grave povertà e marginalità per promuovere il loro inserimento sociale e lavorativo, soprattutto fornendo loro ausili, tra cui protesi, carrozzine, stampelle, bastoni per non vedenti (sostegni che non sono forniti gratuitamente dallo Stato), ma anche cure, ad esempio nel caso di malati di podoconiosi (una malattia fortemente invalidante diffusa soprattutto in Etiopia) e strumenti di lavoro.

 

«Dopo tanti anni trascorsi, soprattutto attraverso la rivista Lisdha news, a promuovere i diritti e l’inserimento sociale delle persone con disabilità sul nostro territorio – commenta la presidente dell’Associazione Il Girasole Marcella Codini –  giunti al termine della nostra esperienza associativa, abbiamo pensato di guardare un po’ più in là e di dedicare un progetto a disabili che vivono in situazioni di estrema povertà dove anche avere una carrozzina o una protesi rappresenta una conquista. Abbiamo pensato così all’Etiopia, uno dei paesi più poveri dell’Africa, dove su una popolazione di 100 milioni di persone il 30 per cento circa vive in condizioni di povertà estrema. E vogliamo dedicare questo progetto a Fabrizio Chianelli che ci ha lasciati nel luglio scorso dopo  aver guidato la nostra Associazione in questi 23 anni»

La situazione delle persone con disabilità in Etiopia, soprattutto nelle zone rurali, è particolarmente drammatica. Lo si capisce anche solo se si pensa a quanto sia diffusa ancora nel Paese una malattia fortemente invalidante come la podoconiosi, chpotrebbe essere prevenuta con la semplicissima misura di prevenzione di indossare scarpe con calzini  per evitare di porre i piedi a contatto diretto con il suolo.

La condizione dei disabili è aggravata anche dal fatto che nella cultura locale la disabilità congenita è poco accettata o quasi rifiutata, così che quando viene al mondo un bimbo con una grave disabilità viene tenuto nascosto e in certi casi fatto morire. Non meno grave è la situazione di chi come Netsanet diventa disabile da adulto, a causa di un trauma o di incidente, in quanto i centri di riabilitazione sono pochi e difficilmente accessibili per chi vive nelle zone rurali.

 

 

05/01/2021