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Adrian Anantawan Una stella della musica classica

Ha una sola mano, ma è uno dei violinisti più affermati del mondo. “Suonando posso condividere con il mondo quello che sono”.

Adrian Anantawan non ha una mano, eppure è uno dei violinisti più affermati del mondo. Oltre agli innumerevoli concerti nei teatri e auditori più prestigiosi e con le orchestre più importanti, si è esibito alla Casa Bianca, alle Olimpiadi invernali di Vancouver , davanti a Papa Giovanni Paolo II e davanti al Dalai Lama durante un concerto privato al Mit, il Massachusset Institute of Technology di Boston. In quest’ultima occasione, quando Adrian ha finito di suonare un pezzo di Bach, il leader religioso gli si è avvicinato, “ha unito le mie mani – racconta il violinista – e le ha avvolte con le sue. Le nostre fronti si sono toccate per sei o sette secondi e io pensavo stupefatto a quanto lontano mi hanno portato il mio strumento e la musica. E’ una benedizione poter vivere esperienze come questa”.

 

Adrian nato 1986 a Mississauga, Canada, è disabile dalla nascita. I medici dissero che il cordone ombelicale aveva avvolto la sua mano nel grembo materno, interrompendo l’afflusso di sangue e impedendone la crescita corretta.

La sua infanzia è stata difficile perché i compagni lo facevano sentire diverso. Ma Adrian, con una sola mano, ha presto raggiunto molti traguardi: dall’allacciarsi le scarpe al temperare una matita, all’andare in bicicletta. Di se stesso dice: “Sono un violinista con una sola mano; ho vissuto tutta la mia vita senza poter usare la mano destra. Crescere con questa difficoltà in un gruppo di bambini di sei o sette anni, può farti sentire escluso. Quando avevo 9 anni i miei genitori mi hanno comprato un violino: una grande spesa per la nostra famiglia”. La scelta non è stata facile: il flauto era troppo complicato, la tromba e la batteria troppo rumorose e, ancora, la voce di Adrian non era adatta al canto. Così la madre preferì il violino.  “Lo strumento – racconta ancora Anantawan - è stato adattato alle mie esigenze con i sistemi di ingegneria biomedica di un centro riabilitativo”. I tecnici hanno messo a punto un dispositivo fatto con cinghie di gesso, alluminio e velcro: una spatola in grado di afferrare l’archetto per il violino, che Antanawe utilizza ancora oggi. “I miei genitori – scherza l’artista – non si erano resi conto di essersi portati a casa un gatto ubriaco: per sei mesi ho straziato la canzoncina per bambini 'Twinkle, Twinkle, Little Star’! Mia madre pensava di offrirmi un piacevole hobby, ma per me il violino è diventato molto più! Avevo questo adattatore, questa spatola – ricorda – era strano a vedersi, ma in termini di suono il mio strumento era uguale a quello degli altri violinisti con i quali suonavo. Ero molto timido e parlavo poco: suonare il violino mi ha aiutato a uscire dal mio bozzolo; un prodotto della tecnologia mi ha permesso di suonare con successo il mio strumento.  Non tutti i bambini hanno la fortuna e le opportunità che ho avuto io – continua l’artista – ma credo che per i bambini disabili sia possibile avere una carriera nel mondo della musica, se assistiti nel modo opportuno e nelle strutture adatte”.

 

Adrian ha imparato molto in fretta a usare il suo violino e il suo curriculum scolastico è impressionante. Completata con successo la carriera scolastica, si è diplomato presso il Curtis Institute of Music di Philadelfia, noto a livello mondiale, dove era stato accettato per gli ottimi risultati scolastici conseguiti negli anni precedenti (Adrian disse di essere stato molto stupito e felice dell’ammissione, che proprio non si aspettava!). Nel corso di quest’ultima fase di formazione ha studiato con la violista e violinista di origini turche Ida Kavafian - acclamata in tutto il mondo - mentre nei tre anni successivi ha lavorato con il famoso violinista e direttore d'orchestra israeliano Itzhak Perlman. Dopo essere stato sia nel 1999 che nel 2000 il più giovane componente dell’Orchestra Giovanile Canadese, a partire dal 2001 si è esibito  regolarmente come solista tra Canada e Stati Uniti e ha vinto molti premi e riconoscimenti, tra i quali quello di Talento musicale emergente del Mississauga, Ontario – sua regione di origine – e dell’Ytv canadese, un canale televisivo per il pubblico più giovane.

Nel 2002 è stato riconosciuto il Giovane talento più promettente della scuola di musica Meadowmount, fondata dal musicista Ivan Galmian, un violinista iraniano che è tra i più celebri pedagoghi del violino.  Sempre nel 2002 ha vinto il Premio Rosemary Kennedy e ha debuttato al Kennedy Center di Washington. Nel 2004 ha rappresentato il Canada nello spettacolo di apertura delle Paralimpiadi di Atene e, nel novembre del 2005, ha debuttato con la Toronto Symphony diretta da Peter Oundjian, il noto violinista canadese di origini armeno-inglesi. Nel 2005 l’emittente radiofonica CBC l’ha nominato Artista emergente mondiale conferendogli il “Galaxie Rising Star Award”. Nel 2006 ha suonato alla Casa Bianca per aiutare il lancio delle Iniziative culturali globali del presidente e, sempre nel 2006 le frequenze di radio CBC hanno trasmesso dal vivo in tutto il Canada il suo recital “La musica attorno a noi”. Nel 2008 ha ottenuto il Master in Musica alla Yale University, lavorando ancora una volta con Peter Oundjian ed è entrato a far parte della “Hall of fame di Terry Fox”, ovvero la Galleria di cui fan parte i canadesi che hanno fatto cose straordinarie per migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità fisica (Terry Fox è un attivista nella ricerca contro il cancro che ha ideato una corsa attraverso l’intero Canada chiamata la “Maratona della speranza”).

 

Proseguendo nel suo cammino di successi nel 2010 Anantawan ha suonato nella cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali che si sono svolte a Voncouver. Le sue apparizioni concertistiche lo hanno poi portato a collaborare con la nota violinista Anne-Sophie Mutter, che ha seguito nelle sue dieci esibizioni di un tour europeo, seguito da alcune date negli Stati Uniti e in Canada. Oggi Anantawan fa parte della Fondazione Anne-Sophie Mutter ed è direttore del laboratorio musicale della Charter School di Boston.  

 

Oltre a questo elenco di esperienze eccezionali è giusto ricordare che Adrian Anantawan, fin da giovanissimo, ha usato la sua bravura e la sua energia per aiutare i bambini: quelli nati con delle disabilità, ma anche tutti quelli che amano la musica.

Il dottor Tom Chau, vice presidente del settore ricerca dell’ospedale pediatrico Holland Blooview, afferma sempre con grande gioia: “Quando i bambini vedono suonare Adrian cala su di loro un silenzio stupefatto. E’ bellissimo. E’ la cosa migliore da mostrare ai nostri ospiti. I piccoli pazienti vedono con i loro occhi che possono ancora realizzare i propri sogni”. E ora anche noi chiudiamo gli occhi e lasciamoci trasportare dalla musica di Adrian Anantawan, solo così – come dice Adrian stesso – potremo capire la sua bravura. Giudicheremo per ciò che sentiamo, non per ciò che vediamo”.

Chiara Ambrosioni

 

 

Anantawan e l’impegno per i bambini disabili

Grazie ad un sofisticato programma musicale il giovane musicista Eric Wan, costretto ad abbandonare il violino quando un disordine neurologico lo aveva paralizzato dal collo in giù, ha potuto riprendere  a suonare.

Fin da giovanissimo Adrian Anantawan ha usato la sua competenza e la sua energia per aiutare i bambini in difficoltà e ha sempre desiderato impegnarsi nell’insegnamento. E’ membro attivo del Champ, il programma per i piccoli che hanno subito amputazioni del The War Amps - l’organizzazione no-profit canadese nata nel 1918 per rispondere alle esigenze degli invalidi di guerra – e negli ultimi anni ha aiutato molti giovani aspiranti musicisti usando la tecnologia adattativa, ovvero dispositivi protesici come la sua spatola, o software sofisticati. E’ infatti impegnato nel centro di riabilitazione dell’ospedale pediatrico Holland Bloorview di Toronto: la struttura più grande esistente al mondo specializzata nell’aiuto ai bambini nati con disabilità o ricoverati per lesioni al cervello e alla spina dorsale, paralisi cerebrale, autismo, epilessia e alterazioni genetiche.

Il Bloorview accoglie ogni anno circa 7000 pazienti e usa un approccio olistico nella cura della disabilità, servendosi della medicina e delle terapie riabilitative. Al suo interno il Centro per le Arti offre la più vasta gamma possibile di servizi per aiutare la guarigione e sostenere la creatività e l’educazione dei degenti, con uno sguardo particolare alla musica. Grazie alla collaborazione di musicisti e terapisti della musica che intrecciano il loro lavoro con quello di ricercatori informatici, psicologi e insegnanti è stato infatti sviluppato un sistema di programmi musicali, la cui tecnologia permette ai pazienti di scoprire inattese abilità personali.

Tra questi il più significativo è sicuramente il Vmi (Virtual Music Instrument): un sistema virtuale che trasforma in note i gesti e i movimenti dei bambini avvalendosi di web cam e di speciali software. Un sistema intelligente che agisce come estensione del corpo e come strumento musicale. Il tutto viene realizzato all’interno dell’Istituto di ricerca dell’ospedale guidato dal dottor Tom Chau - noto ingegnere biomedico e pioniere nello sviluppo delle tecnologie assistenziali. Il progetto è nato nel 2009 e il sostegno economico è venuto dalla Yale University fino al suo culmine, nel 2011: la premiére mondiale del VMI con l’Orchestra da camera di Montreal.

Dal 2012 il progetto viene finanziato dall’Holland Bloorview Fondation. Se inizialmente il Vmi era stato pensato per aiutare l’interazione sociale e il movimento fisico dei bambini con particolari esigenze, oggi permette loro di esprimere e sviluppare la propria creatività musicale.

Anantawan, attivamente impegnato nel Centro del Bloorviews, ha usato per la prima volta il Vmi nel 2010 con il giovane musicista Eric Wan, costretto ad abbandonare il violino quando un disordine neurologico lo aveva paralizzato dal collo in giù. Al concerto di Montreal Wan ha usato il Vmi creando suoni con i movimenti della sua testa. Ha suonato il “Canone D” di Pachelbel. Le sue parole sono state belle quanto la sua musica: “ho suonato il violino per 8 anni prima di restare paralizzato. Non avrei mai pensato di poterlo suonare di nuovo: è una sensazione fantastica!”. Anantawan è estremamente orgoglioso di essere stato parte di questo successo, così come di tutti i progressi dei suoi giovani allievi. Lui stesso spiega: “nella maggior parte dei casi l’aspetto veramente importante non riguarda la tecnologia o la tecnica, bensì il desiderio di vivere la vita autenticamente, mettendo a frutto la propria creatività. Spesso dimentichiamo – conclude – che anche gli strumenti musicali ‘tradizionali’ sono attrezzi che trasformano il suono come non potremmo mai fare solo con l’aiuto del nostro corpo”.

18/02/2016