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Mario Contarino, Il colore della musica

Mario Contarino, trentenne romano affetto da distrofia, pubblica il suo secondo album “Musical Colors” e racconta: Quando mi sveglio la mattina, il mio primo pensiero non è “Cavolo, ho la distrofia!” ma “Che fortuna, sono un musicista!”

Mario ha (quasi) trent’anni.

Nel novembre 2012 ha pubblicato il suo primo album, “Universe of Emotions”, prodotto da Giacomo Castellano per l’etichetta Zeta Factory.

Nel novembre 2014 uscirà il suo secondo album, “Musical Colors”, ancora prodotto da Castellano, per l’etichetta Red Cat.

Tutto normale, insomma: un ragazzo con la musica nel sangue che alla fine ce la fa e corona il sogno di incidere un disco, certamente più fortunato di parecchi altri.

E invece il tutto così normale non è: Mario ha la distrofia muscolare di Duchenne, diagnosticata quando aveva circa 5 anni.

La malattia però non l’ha fermato: da quando era piccolissimo e giocava a suonare la batteria con le pentole della mamma, tentando di replicare la batteria delle canzoni che passavano per radio, ha sempre saputo che la sua vita sarebbe stata, in un modo o nell’altro, segnata dalla musica. L’epifania è avvenuta a quattordici anni, quando, “per errore” dice lui, ha ascoltato il vinile dell’album “Burn” dei Deep Purple. Da allora, ha ascoltato e ha interiorizzato tutti gli album di rock su cui riusciva a mettere le mani, ampliando e plasmando la sua cultura musicale, cosa che continua a fare ancora oggi. A sedici anni ha lasciato la scuola e ha cominciato a suonare in una band di ragazzi con la sua stessa malattia, i “Ladri di carrozzelle”. La batteria era divisa fra quattro ragazzi, che usando speciali pads potevano suonare tutta la gamma dei suoni dello strumento

“In quel periodo ho fatto più di 600 concerti. Quello che ricordo con più piacere è il concerto del 1° Maggio a Piazza S.Giovanni a Roma nel 2006.” dice Mario.

Nel 2007, qualche tempo dopo aver lasciato la band, ha cominciato a comporre. “Le prime canzoni nacquero per gioco. Generalmente non uso un metodo specifico, dipende tutto dall'ispirazione.” Lo spessore artistico era comunque piuttosto alto e Mario ha capito che doveva perseverare. La sua forza di volontà è notevole: “Quando si ha una passione vera niente ti più fermare, nemmeno una malattia genetica come la mia, bisogna scavalcarla, non vederla sempre come un ostacolo. Io mi considero prima malato di musica e poi di distrofia. Quando mi sveglio la mattina, il mio primo pensiero non è  “Cavolo, ho la distrofia!” ma “Che fortuna, sono un musicista!”.

All’inizio poteva ancora suonare. Con il progredire della malattia si è dovuto “accontentare” di comporre e usare il computer con programmi appositi per creare la magia delle sue canzoni.

E’ in questi momenti che prende vita e forma il progetto TBP. “E' un progetto molto vario, senza preconcetti né limiti. Il nome non ha un significato specifico, è solo uno pseudonimo semplice che rimane facilmente in testa. Il progetto è nato per gioco, ma adesso è uno scopo di vita, cioè trasmettere emozioni e messaggi positivi, ma anche temi su cui riflettere.”

Il suo primo album, “Universe of Emotions” è composto da dodici canzoni strumentali completamente suonate grazie al computer. E’ stato mixato da uno dei più grandi chitarristi italiani, Giacomo Castellano, produttore anche del secondo disco, che vanta collaborazioni con cantanti del calibro di Gianna Nannini, Raf, Vasco Rossi, Marco Masini, Irene Grandi e parecchi altri.

L’evoluzione artistica fra “Universe of Emotions” e “Musical Colors” è notevole: “Secondo me sono molto diversi fra loro soprattutto perché il primo è stato realizzato completamente al computer, e "Musical Colors" invece è stato suonato da molti musicisti reali di grande spessore.” spiega Mario. “Come stile musicale è più o meno simile ma si nota una maturità compositiva.”

Oltre alla novità della registrazione fatta da musicisti in carne e ossa, per la prima volta tre delle canzoni sono cantate, cosa che sarà sempre più frequente anche nei prossimi progetti.

Attualmente su youtube.com, sul canale ufficiale di TBP, si possono vedere i video che sono stati tratti dal primo album, che sono pura poesia: immagini e giochi di colori che seguono la musica in una fusione magica. Se la musica ha un colore, è certamente quello.

Mario, ovviamente, non ha nessunissima intenzione di fermarsi: “Se tutto va bene vorrei fare, con una band creata appositamente, un mini tour in giro per l'Italia, e un terzo album al quale inizierò a lavorare dall'anno prossimo.”

Dana Della Bosca

 

 

Dove ascoltare Mario

Il progetto TBP è online su www.tbpmusic.com, su Facebook, con la pagina ufficiale di TBP, e ancora su Youtube.com, nel canale ufficiale TBP Official.

I dischi sono in vendita su Amazon.com, iTunes, Spotify e GooglePlay.

Lisdha news n. 83, Ottobre 2014

04/11/2014