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Esagramma, musica che guarisce

Un'orchestra sinfonica di disabili che ha entusiasmato il Papa e l'Italia.

Il nostro pontefice Benedetto XVI ha scelto l'Orchestra Sinfonica Esagramma per un concerto speciale che si è tenuto quest'anno a Loreto, in occasione dell'Agorà dei Giovani. L'Orchestra, composta da 30 ragazzi con disagi psichici e mentali, è stata diretta dal presidente di Esagramma Pierangelo Sequeri e ha suonato davanti al papa, a 400mila giovani e in diretta su Rai 1. Proprio Sequeri ha sottolineato, parlando di disabilità, che "a Esagramma non interessa un'integrazione fine a sé stessa. Noi miriamo a un'integrazione che abbia contenuti di qualità. Di solito si guarda ai disabili come a persone da portare al livello di autonomia nella soddisfazione dei bisogni elementari... ma gli esseri umani hanno bisogno anche di cose intelligenti, di cose da adulti, di qualcosa che metta in gioco la loro interiorità. Essere qui oggi per noi è dire che i disabili hanno il diritto e le capacità di accedere ai livelli alti dello scambio umano e culturale. E l'esperienza di oggi sosterrà la loro vita in tante altre mille piccole cose". 

Ma scopriamo in modo più approfondito quale intensa, bella ed efficace esperienza riabilitativa e formativa abbia appoggiato Benedetto XVI chiamando l'Orchestra del Centro Esagramma ad esibirsi a Loreto. Lo facciamo ripercorrendo la storia e gli obiettivi di Esagramma. 
Il Centro, pur esistendo come esperienza di volontariato da più di 20 anni, è stato fondato come Cooperativa Sociale Onlus nel 1999. Unico in Europa e sostenuto economicamente dalla Comunità Europea, svolge un' affascinante attività, appunto, di volontariato nell' ambito della MusicoTerapia Orchestrale. "Fornisce servizi terapeutici innovativi a bambini e ragazzi con problemi psichici e mentali (autismo e insufficienza mentale), ad adulti pazienti psichiatrici, a ragazzi e giovani con disagio sociale e familiare e, infine, a genitori in difficoltà". 
E ancora: "Esagramma rivolge la sua attività formativa a educatori, psicologi, medici e musicisti, svolgendo anche attività di ricerca e supporto professionale in ambito psicologico, musicale e informatico". 
Si tratta di una carta d' identità di grande interesse per obiettivi e risultati. 
Il progetto Esagramma ha infatti tenuto conto del fatto che le arti e in particolar modo la musica, hanno caratteristiche tali da migliorare la qualità dell'esistenza e dell'integrazione personale, anche laddove siano presenti difficoltà psichiche e mentali. Gli strumenti diventano infatti degli alleati che trasformano in realtà e colori delle sensazioni che, altrimenti, rimarrebbero immerse nel silenzio interiore. L'orchestra, inoltre, diventa un punto di incontro sociale che accoglie, custodisce e motiva i suoi componenti, aiutandoli a superare le loro paure. 

Il Centro si trova a Milano e propone ai suoi studenti dei percorsi triennali di musicoterapia orchestrale e di musicoterapia individuale. 
Nel primo caso gli allievi diventano protagonisti di interventi strumentali all'interno di un piccolo gruppo-orchestra, mentre nel secondo caso l'allievo incontra individualmente il terapeuta per valorizzare ed approfondire il suo percorso musicale. 
In ogni momento dell'apprendimento si può osservare la crescita della conoscenza musicale del singolo e della sua capacità di comunicare e relazionarsi con gli altri elementi del gruppo. Tutto questo viene realizzato mantenendo sempre il collegamento con i genitori. 
L'esperienza del gruppo-orchestra ha quindi una forte valenza terapeutico-educativa. 
Nel corso delle attività 5/8 allievi vengono guidati da 2 musicisti responsabili esperti nella metodologia, affiancati da uno psicologo/pedagogista e da un educatore tirocinante. Dopo ogni lezione e al termine di ogni anno scolastico vengono redatte note e schede che ripercorrono i progressi compiuti dai singoli partecipanti. 
La metodologia messa a punto negli anni da Esagramma permette agli allievi di scoprire partiture importanti "armati" di violini, violoncelli, arpe, timpani, xilofoni, vibrafoni, pianoforte e strumenti a fiato. L' orchestra ha infatti nel suo repertorio rielaborazioni orchestrali di opere di Stravinskij, Dvorak, Mahler, Gershwin, Bartòk, Musorgkij, Saint-Saens, Bizet, Rimskij-Korsakov e altri. 
I ragazzi che lo desiderano possono entrare a far parte dell'Orchestra Sinfonica che quest'anno ha suonato davanti al papa a Loreto e ha già realizzato diversi concerti in molti teatri italiani. Nel 2000 era stata invitata dalla Commissione Liturgica della Conferenza Episcopale Italiana a suonare in occasione del Giubileo con i disabili, mentre nel 2002 ha proposto parte del suo repertorio presso la sede del Parlamento Europeo di Bruxelles, in occasione dell'anno per la disabilità. 

E quale opportunità migliore potremmo avere, per conoscere Esagramma, se non parlare proprio con il simpatico ed entusiasmante Marco Sciammarella, responsabile proprio dell'orchestra? Alla domanda "Com'è nata l'idea di fondare Esagramma? " il direttore Sciammarella ha risposto che l'entusiasmo del presidente monsignor Pasquale Sequeri ha unito due tipi di persone: chi aveva una grande esperienza nel campo musicale e chi aveva lavorato a lungo con i disabili e nell'ambito della psicologia. Gli uni hanno imparato dagli altri e questo scambio di esperienze e competenze ha dato vita a un'esperienza molto intensa per ciascuno di loro. 

- Quindi tutti quelli che lavorano per Esagramma hanno un'esperienza che li avvicina a questi due mondi? 
«Sono persone che sono sempre state vicine a tali ambiti, che hanno al centro dei propri interessi formativi e professionali questo raccordo tra la terapia, i temi dell'educazione e la musica; il senso formativo della musica, in quanto la musica forma l'uomo. Chi lavora in Esagramma o arriva dalla musica - e quindi ha un bagaglio musicale che utilizza in senso psicologico ed educativo - o si tratta di veri e propri musicologi e terapisti della riabilitazione in genere che in qualche modo si fanno un'esperienza musicale. La cosa che abbiamo realizzato, oltre ad essere originale, per noi è importantissima. Così lo psicologo arriva a sapere di musica, mentre il musicista giunge a conoscere la psicologia e questa doppia competenza è sempre presente. Anche se la musica è sicuramente un nodo fondamentale, a Esagramma non facciamo solo musica e neppure solo terapia. Noi vogliamo fare musica bene e per noi fare musica bene ha un ruolo fortemente educativo e terapeutico». 

- E come arrivano a voi i ragazzi? 
«Arrivano secondo una modalità ormai consolidata, anche se siamo un piccolo centro privato, una cooperativa: principalmente grazie al passaparola delle famiglie, e per noi è una cosa molto importante. Questa è senza dubbio la prima modalità di conoscenza di Esagramma. Abbiamo poi un sito, abbiamo delle pubblicazioni, facciamo convegni: dal punto di vista comunicativo abbiamo cercato di farci conoscere e di stare al passo coi tempi. Un secondo, fondamentale, veicolo di conoscenza sono sicuramente i concerti. Un concerto fatto dalla nostra orchestra per noi è quasi un biglietto da visita: che vi assiste intuisce quale grosso lavoro debba esservi dietro». 

- Qual' é il vostro "collegamento" con la Santa Sede che vi ha portato ad esibirvi in occasioni tanto particolari: dal Giubileo per i disabili al recente incontro con il pontefice a Loreto? 
«Abbiamo collaborato con la Conferenza Episcopale Italiana, accompagnando anche la Messa solenne del Giubileo. Il nostro presidente monsignor Sequeri è un musicista, teologo, filosofo e compositore: una persona di grande competenza ed umanità. Voglio comunque sottolineare che Esagramma è un centro apolitico e aconfessionale, siamo quindi aperti al mondo. Certo consideriamo molto importante questo aggancio con la Cei, legato alla capacità di monsignor Sequeri di creare musica sacra e liturgica. Infatti a suo tempo gli erano state commissionate le musiche per il Giubileo e quest'anno a Loreto abbiamo riarrangiato molto del materiale creato per quell'occasione». 

- Qual' è la risposta al vostro "programma musicale" da parte dei giovani che condividono l'esperienza di Esagramma? 
«La risposta dei nostri "musicisti speciali"? Ci sono persone che sono con noi da oltre 20 anni e non hanno nessuna intenzione di lasciarci, perché gli viene data la possibilità di vivere un'esperienza molto particolare, gratificante. Dietro quest'esperienza c'è un grande lavoro, un'idea adulta che oggi è difficile trovare nel mondo della riabilitazione. I ragazzi infatti arrivano a Esagramma e solo dopo 6/7 anni entano a far parte dell'orchestra. Prima c'è la musica da camera, quindi altri 3,4 anni nei quali si studia uno strumento preciso. C'è un lavoro lungo e paziente che non è adatto a tutti. È un piacere adulto quello di fare un grosso lavoro e vederne poi i risultati, ovvero andare in giro e proporre della bella musica, andare in giro non toccando il mondo parrocchiale e i soliti giri del mondo dell'handicap, non dipendendo da strutture come l'Associazione genitori dell'handicap. Noi siamo al di fuori di tutto questo. L'orchestra di Esagramma viene riconosciuta come veicolo di buona musica e di buona integrazione, proprio perché lavoriamo tanto e i ragazzi sono molto felici anche se possono fare anche solo una piccola parte di quello che diventa un prodotto di grande qualità, raffinatezza, eleganza e bellezza. Vogliamo fare della bella musica». 

- Una curiosità: come scelgono i ragazzi il loro strumento? 
«È una scelta che avviene nel corso degli anni, perché nel triennio di base di musico-terapia orchestrale - durante il quale si lavora con i ragazzi insieme con musicisti e pedagogisti - si vede qual'è lo strumento adatto a ciascuno, con il quale il musicista ha più feeling, più sintonia. Dopo questo triennio di musicoterapia orchestrale tanti vogliono continuare a suonare: chi ha la possibilità di dircelo, indica lo strumento che ha scelto, chi non può farlo - per tanti la parola è uno dei problemi più grossi - in quegli anni ci fa capire qual'è lo strumento che meglio risponde alla sua "voce interna", che lo esprime al meglio, che lo aiuta a dire le cose che lui con le parole non può dire. Quello strumento, quindi, dice cose di lui che non riuscirebbe a dire altrimenti». 

- E ora un' ultima domanda: come si finanzia il Esagramma? 
«Il centro si finanzia sostanzialmente in due modi: attraverso le rette che pagano le famiglie dei musicisti e grazie a un grosso lavoro di ricerca fondi che facciamo presso il pubblico e il privato, presso istituzioni locali e nazionali che possono sostenerci, istituzioni che aiutano chi si occupa di sociale. Abbiamo dei progetti per riuscire a raccogliere dei sostegni economici che ci permettano di rendere la nostra struttura più completa. Oggi Esagramma ospita 120/130 musicisti dai 4 ai 50 anni! Abbiamo progetti che ci consentono di fare dei lavori di ricerca piuttosto approfonditi su fasce di età che nel mondo dell' handicap sono molto scoperte, ovvero i primissimi anni di vita e la mezz' età, gli anni al di fuori della fascia scolare. Abbiamo progetti mirati sui bambini dell'età prescolare e sulle persone che hanno esaurito ogni altro percorso terapeutico. Inoltre a 50 anni suonare in un'orchestra dà una bella immmagine di sé, molto gratificante». 

Ricordiamo quindi che Esagramma ha bisogno del sostegno di tutti, privati ed aziende, per consentire al maggior numero di persone con disabilità di migliorare, attraverso la musica, la qualità della propria vita. 


Chiara Ambrosioni 

Il sito di Esagramma è: www.esagramma.net 
L'indirizzo: Via Bartolini, 48 - 20155 Milano 
tel. 02/3925091 , fax 02/39255434. 

Lisdha news n. 56 - gennaio 2008

29/01/2008