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La musica di Michele Gallo

Non gli piace parlare di handicap (ma ovviamente lo abbiamo costretto a farlo...). Preferisce raccontare del  progetto di un nuovo CD e del suo sogno nel cassetto di diventare cantautore  di professione.

Incontro Michele Gallo nella sua casa a Varese. Una chitarra, lo zio al computer, una carrozzina, l'ingrandimento incorniciato della foto di un concerto, presentano subito al visitatore la situazione: Michele abita a Varese da molti anni, insieme allo zio, ma è di origine pugliese e la sua famiglia vive tuttora in Puglia; fa musica, suona la chitarra, compone canzoni da molti anni, ed è disabile.

- So che non ami molto parlare dell'handicap, ma una prima domanda sull'argomento  è d'obbligo. Mi racconti cosa ti è capitato? E come si è svolta poi la tua vita?
"All'età di due anni ho contratto la poliomielite in seguito a vaccinazione obbligatoria; la mia è una tetraparesi che ha colpito, in misura diversa, tutti e quattro gli arti. Per sollevare un po' mia madre, che si doveva occupare di altri due figli oltre a me, mi sono trasferito, con lo zio e i nonni, al nord, dapprima provvisoriamente, anche perché non mi avevano dato molta speranza di vita. La sistemazione da provvisoria è invece poi diventata definitiva.
Ho vissuto nell'istituto dalle suore Orsoline di Casciago: sono stati anni difficili sia per la mia timidezza, sia per la convivenza con altri bambini tutti con problemi simili, sia per la mancanza della famiglia, ma anche anni importanti poiché ho appreso a camminare ed ad usare i tutori e devo al personale dell'istituto l'acquisizione dell'autonomia nel movimento.
Terminate le medie sono uscito dall'Istituto e mi sono iscritto all'Itis di Varese,  indirizzo "meccanico". Con difficoltà e grazie all'insistenza di mio zio, ho potuto essere ammesso in questa scuola poiché nessuno la riteneva adatta a me, anche per motivi pratici legati all'utilizzo di macchinari. Ma questa era la scuola che io volevo fare e verso la quale mi sentivo più portato e dove ho appreso molte cose. Al temine degli studi, mentre cercavo lavoro, ho operato molto con le associazioni di volontariato e sono socio fondatore della Polha e di altre. Ho lavorato come decoratore di piatti e vasi in un laboratorio di ceramica, ho frequentato un corso professionale di riparazione radio e TV, finché l'incontro con un professore mi ha spinto ad iscrivermi al Politecnico di Milano, alla  Facoltà di Ingegneria elettronica. Ho frequentato il Politecnico per tre anni, vivendo a Milano presso la Casa dello studente, e risale a quegli anni l'incontro con una ragazza, da cui ho avuto un figlio che purtroppo è deceduto al momento della nascita. Questo ed altri motivi mi hanno convinto a lasciare gli studi ed a cercarmi  un impiego. Così dal '90 lavoro come impiegato in un Ente Pubblico". 

- Chi ti ha aiutato nella vita, finora?
"Sicuramente lo zio Nicola mi ha fatto da padre e da madre e con lui ho raggiunto traguardi importanti nella vita, ma anche un amico  (Camillo)  che mi è fedele dall'infanzia e mi ha aiutato ad uscire dalla mia timidezza,dandomi la spinta per avvicinarmi alla vita sociale. La mia famiglia inoltre mi sostiene da sempre e il mio maestro di musica continua ad essere il mio riferimento più importante in campo artistico".

- In quali occasioni l'handicap ti ha fatto fare scelte diverse dalle tue aspettative?
"Vorrei dire mai, senza apparire presuntuoso; ho sempre cercato di portare avanti le cose che sceglievo e che mi piacevano".

- In quali occasioni invece hai potuto realizzare comunque i tuoi progetti, nonostante l'handicap?
"Aver imparato a camminare è stata una delle prime conquiste; l'essere stato ammesso all'Itis, come già detto, un'altra. Con molta fatica e lunghi sforzi ho ottenuto la patente e ho messo a punto una tecnica di guida dell'auto molto personale che mi ha dato grandi soddisfazioni. Anche il poter suonare la chitarra è stato oggetto di studio di un metodo personalizzato, poiché ho un utilizzo limitato del braccio destro. Tutte queste capacità acquisite con fatica e molto tempo mi hanno reso sempre più autonomo, sicuro di me stesso, e soddisfatto".

- E finalmente possiamo parlare dell'argomento che più ti piace: che cosa è per te la musica?
"La musica e la canzone sono il linguaggio migliore con cui riesco ad esprimermi. Quando scrivo un testo e ne compongo la melodia mi sento "completo", più che se usassi solo delle parole per fare un discorso".

- Quando hai scoperto la tua predisposizione in campo musicale?
"Quando frequentavo gruppi di giovani ed oratori, vedevo altri ragazzi suonare la chitarra, cantare ed animare feste e momenti di svago. Ho cominciato a volerli imitare e da solo ho iniziato a suonare la chitarra. Veramente era uno strumento che conoscevo poiché mio nonno possedeva e suonava sia la chitarra che la mandòla. Quando suonavo io mi divertivo e facevo divertire gli altri intorno a me. Ho cominciato a comporre melodie e canzoni che anche ad altri piacevano e che suonavamo insieme. Così abbiamo iniziato ad organizzare veri e propri concerti con chitarre, flauto dolce e percussioni per animare feste, matrimoni, piano bar".

- Cosa hai realizzato fino ad oggi in campo musicale?
"Mi piacevano i cantautori di allora: Guccini, De Andrè, Iannacci, a loro mi sono sempre un po' ispirato per comporre canzoni mie. Ho incontrato musicisti che hanno creduto in me ed ho realizzato un cd "In una vecchia storia", tutto con canzoni mie. Ho continuato quindi a fare spettacoli con interpretazione di canzoni, serate a tema e concerti in ambiti importanti e teatri. Ho partecipato a numerosi concorsi dove ho presentato le mie canzoni, mi sono classificato al primo posto in alcuni, secondo e terzo in altri".

- Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
"Ho in progetto di realizzare un nuovo cd che rafforzi la mia personalità di cantautore, voglio continuare a fare serate, sia con canzoni mie che di altri e organizzare spettacoli di musica dal vivo. Un altro desiderio che non si è ancora realizzato sarebbe poi quello di farmi una famiglia".

- Se tu potessi esprimere un desiderio al genio della lampada, cosa chiederesti?
"Vorrei poter diventare un cantautore di professione, ma solo perché questo sarebbe il modo migliore per ripagare le persone che più mi sono state vicine e hanno creduto in me in tutti questi anni".



Donatella Mecca

Lisdha news n. 44, gennaio 2005

Michele  può  essere contattato   al   numero 339/7519078
e  all'indirizzo email casaamico@libero.it
Il suo cd è in vendita presso La casa dell'amico - C.P. 112 - 21100 Varese.


17/01/2005