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Colf e Badanti: quanto è possibile pagarle con i voucher

Semplici da utilizzare i voucher sono sempre più impiegati per retribuire il lavoro domestico offetto da colf e badanti. Ma quali sono le regole da rispettare?

I voucher sono una particolare modalità di prestazione lavorativa, prevista dalla legge Biagi del 2003, istituita allo scopo di regolamentare quei rapporti di lavoro che soddisfano esigenze occasionali di carattere saltuario che rischiano spesso di essere svolti senza alcuna protezione assicurativa e previdenziale.

I voucher possono essere utilizzati in tutti i settori produttivi, pertanto anche nel lavoro domestico. Con i voucher possono essere retribuite baby sitter, colf o badanti che prestano la loro assistenza occasionalmente e in maniera discontinua. 

Ma vediamo nel dettaglio le regole dal conoscere e la modalità per utilizzarli.

 

VALORE

Come compenso il prestatore di lavoro accessorio riceve da chi ha beneficiato della prestazione uno o più buoni (c.d. voucher), orari, numerati progressivamente e datati.

Il valore nominale di ciascun buono, equivalente ad 1 ora di lavoro, è pari a 10 euro e comprende una quota previdenziale destinata alla gestione separata Inps (13%), una quota per l’assicurazione Inail (7%) ed una quota ulteriore a favore dell’Inps per la gestione del servizio (5%), con un valore netto di 7,5 euro a favore del lavoratore, che rimane esente da qualunque ulteriore trattenuta Irpef.

Esistono anche buoni  'multiplo’ da 50 euro, dove  il corrispettivo netto della prestazione, in favore del lavoratore, è quindi pari a 37,50 euro; quello del buono da 20 euro è pari a 15 euro.

Il periodo di validità dei Buoni Cartacei è fissato in 24 mesi.

Il compenso è esente da qualsiasi imposizione fiscale (non va indicato nella dichiarazione dei redditi del prestatore) e non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato del prestatore di lavoro accessorio (l’attività svolta con i voucher non va comunicata al Centro per l’Impiego)

E’ previsto che i compensi percepiti con il lavoro accessorio concorrono nella determinazione del reddito utile per il rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno.

 

IMPORTO MASSIMO ANNUO

Le prestazioni lavorative pagate con i voucher, con riferimento alla totalità dei datori di lavoro, non possono dar luogo a compensi superiori a € 7.000 netti (€ 9.333 lordi) nel corso dell’anno (dal 1° gennaio al 31 dicembre).

Qualora il committente sia un imprenditore o un professionista le prestazioni di lavoro accessorio rese a suo favore non possono eccedere il limite di € 2.000 nell’anno per ciascun lavoratore, mentre questo limite non esiste per il lavoro domestico. Va da sé quindi che di fatto nel lavoro domestico può succedere una colf o una badante, che lavora in modo non occasionale presso una famiglia possa essere pagata integralmente con i voucher, scavalcando di fatto il contratto di lavoro del settore. Qual è il rischio? Secondo la Federazione italiana datori di lavoro domestico sarebbe difficile sostenere che un’attività subordinata e continuativa, come quella della colf sia da considerare come prestazione occasionale. E per questo le colf pagate con i voucher potrebbero fare ricorso e rivendicare ferie, tredicesima e Tfr.

I percettori di cassa integrazione salariale o di misure di sostegno del reddito (indennità di disoccupazione), possono lavorare con contratto di lavoro accessorio per un compenso massimo di € 3.000 netti l’anno (4mila lordi). Occorre comunicare all’Inps il superamento di tale cifra, il quale provvederà a detrarre la contribuzione figurativa dalle misure di sostegno, conguagliando con gli accrediti contributivi derivanti dal lavoro accessorio.

 

COME ASSUMERE

Prima dell’inizio del lavoro accessorio, il datore di lavoro deve comunicare:

  • i propri dati anagrafici e codice fiscale,
  • i dati anagrafici del lavoratore e relativo codice fiscale,
  • il luogo di svolgimento dell’attività lavorativa,
  • la date presunte di inizio e di fine dell’attività lavorativa.

La comunicazione può essere fatta attraverso il Contact center dell’INPS n° 803164 (numero gratuito da rete fissa) o allo 06/164164 da cellulare (a pagamento in base al gestore telefonico), tramite il sito www.inps.it alla pagina Lavoro accessorio; oppure presso le sedi INPS.

Per quanto riguarda il lavoro domestico non si applicano le disposizioni previste dal recente decreto correttivo del Job Act inerenti la “tracciabilità dei voucher” pertanto le famiglie non sono tenute a effettuare la comunicazione supplementare all’Ispettorato del lavoro almeno un’ora prima dell’inizio della prestazione prevista invece per le aziende.

 


ACQUISTO

I  buoni-lavoro si possono acquistare:

  • presso gli Uffici Postali (con il pagamenti di una commissione di 1,50 + Iva)
  • presso i tabaccai (con il pagamenti di una commissione di 1,70 euro)
  • presso gli sportelli bancari abilitati (con il pagamento di una commissione di 1 euro)
  • con modalità telematica

La modalità di acquisto dei voucher tramite procedura telematica è accessibile dal sito istituzionale www.inps.it, nella sezione Servizi On-Line/Per il cittadino/Lavoro accessorio/Accesso ai servizi.


Presso gli uffici postali è inoltre possibile acquistare ai sensi e per gli effetti del D. Lgs. 81/2015 voucher telematici da parte di tutti i soggetti che si siano preventivamente registrati sul sito Inps.

 

RISCOSSIONE

La riscossione dei buoni cartacei,  da parte dei prestatori/lavoratori può avvenire presso tutti gli uffici postali sul territorio nazionale, dal giorno successivo alla fine delle prestazione ed entro 24 mesi dal giorno dell’emissione. Per gli sportelli bancari e i tabaccai il termine massimo per riscuoterli è un anno.

La riscossione dei voucher 'telematici’ può avvenire tramite l’INPSCard (ricevute dal prestatore, se attivate) o tramite bonifico domiciliato, riscuotibile presso gli uffici postali.

Per comunicare un indirizzo diverso rispetto a quello registrato nella procedura in origine e confermato al Contact Center, si invita a recarsi presso una Sede INPS provinciale per la sostituzione in archivio e l’automatico invio della comunicazione corretta a Posteitaliane.

 

VANTAGGI

I vantaggi per i lavoratori sono soprattutto quelli legati alla possibilità di ottenere una retribuzione non in nero, riconosciuta ai fini pensionistici ma comunque esente da qualsiasi tipo di tassazione e, soprattutto, non incidente sullo stato di disoccupazione. Mentre il datore di lavoro, si ritrova ad avere delle prestazioni di lavoro legale senza tuttavia le complicazioni fiscali e burocratiche legate alla stipula di un contratto.

 

Marcella Codini


29/10/2016