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Come assumere una badante

Assumere un assistente (o badante) è una soluzione spesso obbligata per far fronte ai bisogni di assistenza di una persona disabile o anziana. Si tratta di mettere in essere un vero e proprio rapporto di lavoro con i diritti, gli obblighi e i costi che ne conseguono.

Sono quasi un milione  e il numero è costantemente in crescita. Parliamo degli assistenti famigliari (che sono soprattutto donne e più comunemente sono definite “badanti”) impegnati presso le famiglie italiane per assistere anziani o disabili. Una scelta spesso obbligata a causa dell'allungamento della vita media e delle inefficienze del welfare.

Affidare un familiare alle cure di un assistente è di per sé una questione delicata e quello che si viene a configurare è un rapporto di lavoro che ha davvero delle specificità di cui è importante tenere conto. Se nella migliore delle ipotesi l'assistente può diventare "una persona di famiglia" è importante tener presente che quello che si pone in essere è un vero e proprio rapporto di lavoro. Va inoltre considerato che la presenza di un assistente spesso non esaurisce le necessità di supporto della famiglia e sarà quindi necessario attivare altre forme di aiuto. Detto questo ci sembra interessante ripercorrere quelli che sono le caratteristiche di questo peculiare rapporto di lavoro.

 

L’assunzione diretta di un assistente familiare è regolamentata da norme di legge e dai contratti collettivi nazionali che sono due: il Contratto collettivo nazionale (Ccnl) Colf e badanti  e il Contratto collettivo nazionale (Ccnl) Lavoro domestico.

Le differenze tra i due contratti sono minime, il più utilizzato ed applicabile in generale a tutti i lavoratori domestici in Italia è il secondo, il c.d. Contratto collettivo nazionale di Lavoro Domestico.

E' un contratto di facile gestione e molto versatile, infatti, può prevedere anche un rapporto di lavoro ad ore, a servizio intero (lavoratore domestico convivente o badante), a mezzo servizio (part-time), in base alle esigenze. Inoltre, anche i tempi di assunzione e rescissione dal contratto sono molto flessibili.

 

I documenti da richiedere al lavoratore per l'assunzione

- un documento di identità personale non scaduto (carta di identità, passaporto, patente o altro documento analogo);

- codice fiscale, da comunicare all'Inps per il versamento dei contributi;

- eventuali diplomi o attestazioni professionali specifici;

per i lavoratori stranieri i documenti aggiuntivi da richiedere si distinguono a seconda si tratti di cittadino extracomunitario già residente in Italia o residente all'estero:

1) per il cittadino extracomunitario residente in Italia è da richiedere il permesso di soggiorno valido per lo svolgimento di lavoro subordinato;

2) per il cittadino extracomunitario residente all'estero, il datore di lavoro dovrà procedere alla cosiddetta richiesta nominativa, in occasione dell’emanazione del Decreto flussi, che stabilisce il numero massimo di assunzioni di lavoratori stranieri effettuabile da parte di datori di lavoro italiani o stranieri regolarmente soggiornanti in Italia. Se viene accettata, lo Sportello Unico per l’Immigrazione convoca il datore di lavoro per il rilascio del nulla osta al lavoro subordinato.

Entro 6 mesi dal rilascio del nulla osta il lavoratore deve presentarsi presso il Consolato per richiedere il visto di ingresso per lavoro subordinato. Attenzione: allo stato attuale non è ancora stato varato il nuovo decreto flussi, e finché non sarà emanato non sarà possibile assumere lavoratori extracomunitari residenti all'estero.

3) Nessun ulteriore documento è richiesto ai cittadini dell'Unione Europea.

 

L'accordo sulle condizioni di impiego

L'instaurazione del rapporto di lavoro si fonda sull'accordo tra datore di lavoro e lavoratore in merito alle condizioni d'impiego.

Le principali condizioni da pattuire per i rapporti di lavoro domestico sono: categoria contrattuale, orario, riposo, festività, ferie, vitto e alloggio, retribuzione.

Datore di lavoro e lavoratore potranno accordarsi su condizioni di lavoro diverse da quelle indicate dalla legge, purché risultino più favorevoli per il lavoratore.

Vediamo le condizioni d'impiego minime aggiornate al 2015 (con riferimento al Contratto collettivo nazionale di Lavoro Domestico).

 

Categoria contrattuale

I livelli contrattuali per i collaboratori domestici sono 4 (da A a D) a ciascuno dei quali corrispondono due parametri retributivi: normale e super.

Nel caso di assistenza di persona disabile non autosufficiente il lavoratore dovrà essere inquadrato nel livello C super (ossia assistente a persone non autosufficienti, senza diploma professionale, con mansioni connesse al vitto e alla pulizia della casa) oppure nel livello D super (ossia assistenti a persone non autosufficienti in possesso di diploma professionale o di un attestato specifico con mansioni connesse al vitto e alla pulizia della casa).

 

Orario di lavoro

Nel lavoro a tempo pieno l'attuale durata normale dell'orario di lavoro è concordata tra le parti, senza però superare i seguenti limiti:

  • il personale convivente può lavorare un tempo massimo di 10 ore giornaliere non consecutive, per un totale di 54 ore settimanali; ha diritto ad un riposo di almeno 11 ore consecutive nell'arco della stessa giornata, e di due ore di riposo non retribuito;
  • il personale non convivente può lavorare per un massimo di 8 ore giornaliere non consecutive, per un totale di 40 ore settimanali distribuite in 5-6 giorni.

 

Riposo settimanale

  • 24 ore di domenica (o altra giornata stabilita nel contratto di assunzione). Questo riposo è irrinunciabile. In caso di richiesta di prestazione lavorative per esigenze imprevedibili le ore vanno retribuite con la maggiorazione del 60% sia per i lavoratori non conviventi che per i lavoratori conviventi;
  • 12 ore in qualsiasi altro giorno della settimana. Qualora fossero richieste prestazioni lavorative nel giorno fissato, il riposo può essere goduto in altro giorno della settimana (in assenza di recupero le ore lavorate vanno retribuite con la maggiorazione del 40% sia per i lavoratori non conviventi che per i lavoratori conviventi).

 

Festività

1° gennaio - 6 gennaio – lunedì di Pasqua – 25 aprile – 1° maggio – 2 giugno – 15 agosto – 1° novembre – 8 dicembre – 25 dicembre – 26 dicembre – S. Patrono. In queste giornate il lavoratore ha diritto al completo riposo e alla retribuzione normale. Se la festività coincide con la domenica o nel giorno di riposo stabilito, il lavoratore ha diritto al recupero del riposo in altra giornata o, in alternativa, al pagamento di 1/26 della retribuzione. Se invece è lavorata è dovuto, oltre alla normale retribuzione giornaliera il pagamento delle ore lavorate maggiorate del 60%.

 

Ferie

Indipendentemente dalla durata dell'orario di lavoro, per ogni anno di servizio il lavoratore ha diritto a 26 giorni lavorativi di ferie se la distribuzione dell'orario di lavoro settimanale è su 6 giorni (occorre proporzionare se i giorni lavorativi sono inferiori a sei). La retribuzione dei giorni di ferie è maggiorata dell'indennità sostitutiva di vitto se dovuto. Le ferie non possono essere monetizzate (salvo i giorni non goduti che residuano alla cessazione del rapporto di lavoro).

 

Retribuzione, minimi salariali aggiornati al 2015

Livello C super: la paga lorda minima mensile è di Euro 958,58 per lavoratore convivente, ciò significa che il costo totale mensile a carico del datore di lavoro ammonta circa ad Euro 1.280,45 (comprensiva dei contributi, ferie 13esima e tfr da versare in busta paga al lavoratore).

Per lo stesso livello in caso di lavoratore non convivente la paga oraria è pari ad Euro 6,63.

Livello D super: la paga lorda minima mensile è di Euro 1.350,88 per lavoratore convivente, ciò significa che il costo totale mensile a carico del datore di lavoro ammonta a circa ad Euro 1.769,62 (comprensiva dei contributi, ferie 13esima e tfr da versare in busta paga al lavoratore).

Per lo stesso livello in caso di lavoratore non convivente la paga oraria è pari ad Euro 8.

Assistenza notturna

Livello C super: assistenza a persone non autosufficienti, paga di Euro 1.102,36, (7,20 x ora);
Livello D super: assistenza a persone non autosufficienti, paga di Euro 1.361,75, (869 x ora);

Vitto e alloggio: pranzo e prima colazione (1,89 al giorno, 56,70 mensili); cena (1,89 al giorno e 56,70 mensili), alloggio (1,65 al giorno e 49,50 mensili), per un totale di Euro 5,43 al giorno ed Euro 162,90 mensili.

 

Lavoro straordinario

Per il personale convivente è compensato con una maggiorazione del:

- 25% per le ore di lavoro prestate dalle ore 6,00 alle ore 22,00 (straordinario diurno);

- 50% per le ore di lavoro prestate dalle ore 22,00 alle ore 6,00 (straordinario notturno);

- 60% per le ore di lavoro prestate nel giorno di riposo stabilito e nelle festività infrasettimanali;

- 40% per le ore di lavoro prestate nella mezza giornata di riposo (mancato riposo);

Per i non conviventi le ore eccedenti le 40 fino le 44, eseguite nella fascia oraria tra le 6 e le 22 sono compensate con la retribuzione di fatto oraria maggiorata del 10%.

 

Scatti di anzianità

Per ogni biennio di servizio presso lo stesso datore di lavoro spetta al lavoratore un aumento pari al 4% sulla retribuzione minima contrattuale, per un massimo di 7 scatti.

 

Periodo di prova

In base alla legge è sempre previsto all’interno del contratto uno specifico periodo di prova. Durante questo periodo, e comunque si concluda, spetta al lavoratore la retribuzione contrattuale. In base al Ccnl di lavoro domestico il periodo di prova è il seguente: 30 giorni di lavoro effettivo per il livelli da A a C e 8 giorni per i livelli D. Durante questo periodo il rapporto di lavoro può essere sciolto in qualunque momento, senza preavviso da parte di entrambe le parti.

 

Malattie, infortuni, maternità

Malattia: in caso di malattia il lavoratore ha diritto al mantenimento del posto in base all'anzianità di servizio: 10 giorni per anzianità fino 6 mesi, 45 giorni per anzianità  da sei mesi a due anni, 180 giorni per anzianità oltre i due anni. Oltre alla conservazione del posto, il datore di lavoro deve garantire il pagamento del salario pattuito i primi tre giorni e la metà per i giorni successivi fino ad un massimo di 8 giorni per anzianità fino 6 mesi, 10 giorni per anzianità fino 2 anni e 15 giorni per anzianità superiore a due anni (periodi aumentati del 50% in caso di malattia oncologica certificata).

Infortunio: se il lavoratore resta vittima di un infortunio durante lo svolgimento del lavoro domestico, il datore di lavoro deve denunciare l'incidente all'Inail seguendo le procedure.

Maternità: in caso di gravidanza della lavoratrice è previsto un tempo di astensione obbligatoria di 5 mesi così articolato: due mesi prima della data presunta del parto, tre o quattro mesi dopo il parto. Durante questo periodo ha diritto ad un'indennità sostitutiva corrisposta dall'Inps. Durante questo periodo la lavoratrice non può essere licenziata, salvo ci sia una giusta causa (ad esempio assenze ingiustificate oltre i cinque giorni).

 

Contributi

I contributi, versati dal datore di lavoro, sono calcolati in base:

- alla retribuzione effettiva oraria;

- alla tredicesima mensilità calcolata in misura oraria;

- al valore convenzionale, anch'esso ripartito in misura oraria, del vitto e dell'alloggio.

Essi si versano per tutti i giorni retribuiti, per tutte le ore effettivamente lavorate nel corso del trimestre e per quelle relative a periodi di assenza retribuita.

I contributi si pagano ogni trimestre alle seguenti scadenze: dal 1° al 10 aprile (versamento per il 1° trimestre), dal 1° al 10 luglio (versamento per il 2° trimestre), dal 1° al 10 ottobre (versamento per il 3° trimestre).

 

Tfr (Trattamento di fine rapporto)

Deve essere liquidato al termine del rapporto di lavoro e indicativamente corrisponde ad una mensilità per ogni anno di servizio prestato.

 

Preavviso per Licenziamento o Dimissioni

Il rapporto di lavoro domestico può cessare per libera volontà del lavoratore e del datore di lavoro.
Non c'è necessità di motivare l'interruzione del rapporto di lavoro, ma deve essere concesso un termine di preavviso, che varia a seconda che il rapporto di lavoro sia superiore od inferiore a 24 ore settimanali, ed all’anzianità di servizio presso il datore di lavoro. Le parti possono regolare tra di loro questi termini, che però non possono comunque essere inferiori a quelli stabiliti per legge.
In caso di licenziamento, se il lavoratore è impegnato per oltre 24 ore settimanali e ha maturato fino a cinque anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro, il termine di preavviso deve essere almeno di 15 giorni di calendario. Il termine deve essere di almeno 30 giorni se gli anni di anzianità sono oltre i cinque. Se invece il rapporto di lavoro è fino a 24 ore settimanali il preavviso dovrà essere pari ad 8 giorni di calendario, fino a due anni di anzianità e 15 giorni di calendario, oltre i due anni di anzianità. Nel caso di dimissioni da parte del lavoratore i termini sono ridotti del 50%.

 

Adempimenti e sgravi fiscali

Adempimenti fiscali: al collaboratore domestico oltre a corrispondere mensilmente la retribuzione corredata da busta paga, occorre consegnare la dichiarazione sostitutiva della Certificazione Unica (ex Cud), nel quale vengono dichiarati tutti i redditi erogati al lavoratore nell'anno fiscale di riferimento, affinché possa presentare la dichiarazione fiscale.

Sgravi fiscali:  tutti i datori di lavoro domestico hanno diritto a dedurre dal reddito su cui sono calcolate le tasse i contributi versati all'Inps nell'anno precedente. La deduzione è fino a un massimo di Euro 1549,37, qualunque sia il reddito, mentre un'agevolazione maggiore è prevista per l'assunzione di un collaboratore che assiste la persona non autosufficiente. Infatti, il datore di lavoro avrà la detrazione pari al 19% sulle spese sostenute per pagare il lavoratore fino ad un massimo di Euro 2.100: lo sconto massimo sarà quindi di Euro 399, purché il reddito del datore non superi  Euro 40.000.

 

La comunicazione di assunzione all'Inps

Il datore di lavoro deve obbligatoriamente comunicare l’assunzione all’Inps, almeno 24 ore prima dell’inizio del rapporto di lavoro (incluso il periodo di prova), anche se festivo.

Comunicando l’assunzione all’Inps, il datore di lavoro adempie contemporaneamente a tutti gli obblighi di denuncia agli uffici competenti e agli enti previdenziali.

L’obbligo di comunicazione esiste anche dopo l’assunzione, per tutte le fasi di variazione del rapporto di lavoro: trasformazione, modifica o cessazione.

In questi casi la comunicazione dovrà essere effettuata entro 5 giorni dall’evento.
I dati da comunicare sono:  le generalità complete del datore di lavoro e l'indirizzo, oltre al  codice fiscale, le generalità del lavoratore, compreso il codice fiscale, e la data di assunzione del lavoratore, i vari elementi del rapporto di lavoro (retribuzione, orario, ecc..).

Le comunicazione può essere eseguita telefonicamente al Contact Center Inps, online   (www.inps.it) o tramite intermediari Caf, Patronati ecc.

 

Presenza notturna

I lavoratori assunti per garantire esclusivamente la presenza notturna (e non l'assistenza o cura) finalizzata a non lasciare sola la persona, rappresentano una categoria a sé. La badante interviene solo in casi particolari e di reale necessità. Le prestazioni sono effettuate in una fascia oraria compresa tra le ore 21 e le ore 8 e prevedono che il datore di lavoro metta a disposizione un alloggio idoneo per il completo riposo notturno. L'orario è di 54 ore settimanali su 6 giorni (9 ore per notte). Una notte ogni 7 è di riposo.

Questo tipo di prestazioni vengono inquadrate in una tipologia specifica di lavoro domestico, appunto la "presenza notturna", che ha una categoria unica, con retribuzione pari a 651, 27 euro nel 2015. Nel contratto di lavoro dovrà essere indicato che si tratta di "prestazioni notturne" e l'ora di inizio e quella di cessazione dell'assistenza. Qualora venissero richieste al lavoratore prestazioni diverse dalla mera presenza, queste non saranno considerate lavoro straordinario, bensì retribuite aggiuntivamente sulla base delle retribuzioni previste per i lavoratori non conviventi con le eventuali maggiorazioni contrattuali e limitatamente al tempo effettivamente impiegato.

 

Casi particolari

Lavoro occasionale:  nei casi in cui la  persona disabile necessiti di un'assistenza limitata a poche ore o giorni, può fare ricorso alle c.d prestazioni di tipo accessorio di  natura occasionale. In questo caso non è necessario procedere alla comunicazione di assunzione. Il lavoro accessorio, infatti, è regolato mediante la consegna dei c.d. voucher al  lavoratore per il pagamento della prestazione offerta, che contengono la retribuzione e la contribuzione verso Inps ed Inail.Ecco quando è possibile utilizzarlo: http://www.lisdhanews.it/di-cosa-parliamo/assistenza-e-previdenza/1123

Lavoratori conviventi:  il datore di lavoro che assume alle proprie dipendenze un lavoratore domestico in qualità di convivente, anche se parente o affine, dovrà darne immediata comunicazione entro 48 ore dall’inizio del rapporto di lavoro all’autorità locale di pubblica sicurezza (Questura/Commissariato o in Comune in caso di mancanza di questi Uffici), a seconda di dove si trova l’immobile, mediante l’invio del modulo di cessione di fabbricato o del modulo di comunicazione ospitalità.

Nei moduli si richiedono: le generalità del denunciante, quelle del lavoratore, gli estremi del passaporto o del documento di identificazione che lo riguardano, l'esatta ubicazione dell'immobile in cui la persona è alloggiata o presta servizio ed il titolo per il quale la comunicazione è dovuta.

 

Si consiglia ai fini della stipula e gestione del contratto di lavoro domestico di farsi supportare da enti come Caf, Commercialisti o Patronati.

                                                                                       Morena Restelli

16/01/2017