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Indennità di accompagnamento

Un assegno di 515 euro erogato mensilmente dall'Inps alle persone invalide al 100%, senza limitazioni di età e reddito. Vediamo i requisiti, i casi di incompatibilità e come richiederla.

L'indennità di accompagnamento è un sostegno economico statale corrisposto dall'Inps, istituito con L. 18/1980 (modificata dall'art. 1 L. 508/1988).

 

Chi può beneficiarne

Ne hanno diritto coloro che hanno ottenuto il riconoscimento di un'invalidità totale e permanente al 100%, che sia stata accertata dalla competente commissione sanitaria in presenza di una delle seguenti condizioni:

- la totale inabilità per minorazioni fisiche o psichiche;

- l'impossibilità di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore (da intendersi la persona invalida impossibilitata o incapace di camminare o che non possiede o ha gravemente alterata tale funzione per amelia, dismelia, paralisi, ecc. o non è in grado di controllarla perché affetta da forme neuropsichiche);

- oppure l'impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita e la conseguente necessità di un'assistenza continua. Questo anche a seguito di disturbi psichici, come chiarito dalla Corte di Cassazione in alcune recenti pronunce del 2015 in cui si precisa:  l’incapacità del malato di compiere gli elementari atti giornalieri della vita deve intendersi, non solo in senso fisico, cioè come mera idoneità ad eseguire in senso materiale tali atti, ma anche come capacità di intenderne il significato, la portata, la loro importanza anche ai fini della salvaguardia della propria condizione psico-fisica”, ed è chiaro il riferimento all’incapacità di intendere e di volere.

L'indennità di accompagnamento spetta anche:

- ai ciechi civili assoluti;

- alle persone che sono sottoposte a chemioterapia o ad altre terapie in regime di day hospital e che non possono recarsi da sole all'ospedale (in base alle Sentenza della Cassazione n. 1705 del 1999 e del 27 maggio 2004, n. 10212). Il diritto al beneficio può essere riconosciuto anche per periodi molto brevi (inferiori al mese);

- ai bambini minorenni, incapaci di camminare senza l'aiuto di una persona e bisognosi di assistenza continua;

- alle persone affette dal morbo di Alzheimer e dalla sindrome di Down;

- alle persone affette da epilessia, sia a coloro che subiscono attacchi quotidiani, sia a coloro che abbiano solo di tanto in tanto le cosiddette "crisi di assenza";

- a coloro che hanno compiuto 65 anni di età. Il diritto all’indennità è, però, subordinato alla condizione che la persona abbia difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni dell’età: impossibilità alla deambulazione autonoma e mancanza assoluta di autosufficienza.

 

Ulteriori requisiti necessari ai fini del riconocimento del diritto all'indennità.

Le persone che si trovano in una delle condizione indicate sopra per vedersi riconosciuta la prestazione Inps devono, altresì,  presentare i seguenti requisiti:

-  essere cittadini italiani o cittadini Ue, o cittadini extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno Ce per soggiornanti di lungo periodo o di almeno un anno (come previsto dalle sentenze della Corte Costituzionale). In tutti i casi presentati, il cittadino deve avere la residenza in Italia;

- non essere ricoverati in reparti di lunga degenza o riabilitativi di strutture sanitarie (intese come istituti o case di riposo) con retta a carico dello Stato o di altro ente pubblico per un tempo pari o superiore a 30 giorni. E' comunque corrisposta nei seguenti casi: 1) durante i periodi di ricovero per terapie contingenti di durata connessa al corso della malattia; 2) durante i periodi di allontanamento dalla struttura di ricovero di durata non superiore al mese; 3) per i periodi di documentata interruzione del ricovero, purché di durata non inferiore al mese. 

 

Limite di età

Non sono previsti limiti di età. Quindi spetta anche ai minori di 18 anni e agli ultra 65enni.

 
Limite di reddito

Nessuno. L'indennità di accompagnamento è indipendente dai redditi e dalla composizione del nucleo famigliare. Come le altre prestazioni agli invalidi civili, ciechi e sordomuti, l'indennità non è soggetta ad Irpef (art. 34, Dpr 601/73 - Dpr 917/73).

 

L'indennità di accompagnamento non è reversibile (cioè non si trasmette agli eredi dopo la morte dell’invalido).

E' compatibile  con lo svolgimento di attività lavorativa. In tal senso, l'art. 1, 3° comma, della Legge 21 novembre 1988, n. 508 espressamente dispone: "Fermi restando i requisiti sanitari previsti dalla legge, l'indennità di accompagnamento non è incompatibile con lo svolgimento di attività lavorativa..." ed è compatibile con il periodo di detenzione.

Non hanno diritto all'indennità di accompagnamento coloro che percepiscono indennità simili per causa di guerra, di lavoro o di servizio, ma è possibile scegliere il sussidio più conveniente.

 

A quanto ammonta

L'importo dell'indennità di accompagnamento per l’anno 2017 è di euro 515,43 al mese, pagati per 12 mensilità e non è soggetta ad Irpef. Per effetto della Legge di Stabilità il termine di corresponsione dovrebbe essere portato a breve  al 10 di ogni mese.

 

Come richiederla

Per richiedere il riconoscimento di invalidità e l'indennità, è necessario presentare una domanda alla Commissione Medica per gli Invalidi Civili della Asl di residenza, allegando la certificazione medica comprovante la minorazione o menomazione. In questo caso, la certificazione medica allegata alla richiesta all’Asl deve avere una diagnosi chiara e precisa.

Entro tre mesi, viene comunicata alla persona interessata la data della visita medica per la verifica dei requisiti.

Con la Legge 80/2006 (art.6) lo Stato ha disposto un iter di accertamento accelerato a carico della Commissione medica della Asl in caso di malattia oncologica. La visita di accertamento dovrà essere infatti effettuata entro 15 giorni dalla data della domanda e gli esiti dell'accertamento dovranno essere immediatamente produttivi dei benefici che da essi conseguono.

Alla fine degli accertamenti medici il verbale definitivo viene inviato al cittadino dall’Inps e se il giudizio finale prevede l’erogazione di provvidenze economiche, il cittadino viene invitato ad inserire online una serie di dati richiesti (ad esempio reddito personale, eventuale ricovero a carico dello Stato, frequenza a scuole o centri di riabilitazione, coordinate bancarie ecc.).Queste informazioni finiscono nella banca dati Inps e completano il profilo della persona ai fini dell’invalidità civile. Per questa procedura è bene farsi assistere da un patronato sindacale, un’associazione o un soggetto abilitato. Il procedimento si conclude con l’erogazione delle provvidenze economiche nei casi in cui ne sia riconosciuto il diritto sulla base dei requisiti necessari. La correspensione dell'assegno decorre dal mese successivo alla data di presentazione della domanda di accertamento sanitario all’Asl.

Entro il 31 marzo di ogni anno, gli invalidi civili che percepiscono l’indennità di accompagnamento sono tenuti a presentare una dichiarazione relativa alla permanenza delle condizioni al fine di mantenere il beneficio.

 

Se viene negata

Contro il verbale della Commissione Asl che riconosce o meno l’invalidità civile e la relativa indennità di accompagnamento, la persona può presentare ricorso.Chiunque voglia fare ricorso avverso un verbale di invalidità deve obbligatoriamente effettuare un accertamento tecnico preventivo prima di avviare la causa giudiziaria.
L’accertamento medico è compiuto da un consulente tecnico nominato dal giudice alla presenza di un medico legale dell’Inps. La relazione tecnica redatta dal consulente deve essere trasmessa alle parti (cioè all’Inps e al ricorrente). A quel punto, il Giudice, con decreto comunicato alle parti, fissa un termine non superiore a trenta giorni, entro il quale le medesime devono dichiarare, con atto scritto depositato in cancelleria, se intendono contestare le conclusioni del consulente tecnico dell’ufficio. In assenza di contestazione, il Giudice, entro trenta giorni, omologa con decreto l’accertamento del requisito sanitario presentato nella relazione del consulente. Il decreto è inappellabile, cioè non si possono più presentare ricorsi.

Al contrario, nei casi di mancato accordo, la parte che abbia dichiarato di contestare le conclusioni del consulente tecnico dell’ufficio deve depositare, presso lo stesso Giudice, entro il termine di trenta giorni dalla dichiarazione di dissenso, il ricorso introduttivo del giudizio. Da quel momento può iniziare l’iter con le udienze e la presentazione delle consulenze di parte. 
Il giudizio terminerà con una sentenza inappellabile. Il ricorrente è comunque tenuto ad appoggiarsi ad un legale che lo assista.

 

Agevolazione per i minori

La Legge n. 114/2014 ha introdotto importanti novità a favore dell'invalido, stabilendo che il minorenne titolare dell'indennità di accompagnamento non è più tenuto a presentare la domanda  all'Inps al compimento della maggiore età.

Grazie a questa riforma sono attribuite al compimento della maggiore età le prestazioni economiche erogabili agli invalidi maggiorenni, senza ulteriori accertamenti sanitari e senza bisogno di presentare una nuova domanda.

                                                                                                                               Morena Restelli

 

09/02/2017