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Permessi retribuiti 104 per disabili e familiari

Chi ne ha diritto, le principali regole e le ultime novità sui permessi lavorativi previsti dalla Legge 104.

 

L’art 33 della Legge 104/92 disciplina le agevolazioni riconosciute ai lavoratori affetti da disabilità grave ed ai familiari che assistono una persona con handicap in situazione di gravità, ossi i c.d. permessi  retribuiti.

 

Chi ne ha diritto

I permessi retribuiti possono essere richiesti al proprio datore di lavoro, pubblico o privato da:

–                    disabili con contratto di lavoro dipendente (anche  part time);

–                    genitori lavoratori dipendenti (padre/madre biologici, adottivi o affidatari di figli disabili in situazione di gravità anche se non conviventi);

–                    coniuge lavoratore dipendente (recentemente anche il convivente more uxorio);

–                    parenti o affini entro il III grado lavoratori dipendenti: zii, nipoti, bisnonni, bisnipoti nel caso in cui i genitori o coniuge siano ultrasessantaciquenni ovvero in caso di mancanza, decesso o patologie invalidanti degli altri soggetti sopra individuati, ma anche nei casi di divorzio o separazione.

Non ne hanno diritto le seguenti categorie:

–                    lavoratori a domicilio;

–                    addetti ai lavori domestici e familiari;

–                    lavoratori agricoli a tempo determinato occupati in giornata;

–                    lavoratori autonomi e parasubordinati.

 

Quanto spetta

 

Per il lavoratore disabile:

- tre giorni di riposo al mese o, in alternativa, riposi giornalieri di una o due ore.

 

Per i genitori e i familiari lavoratori, è necessario distinguere in base all'età dell'assistito:

I genitori con figli disabili di età inferiore ai tre anni hanno diritto a:  

- prolungamento del congedo parentale previsto fino al compimento dell'ottavo anno di vita del figlio, per un periodo massimo di ulteriori tre anni, a condizione che il bambino non sia ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati, ovvero che, in caso di ricovero, sia richiesta dai sanitari la presenza del genitore; 

- tre giorni di permesso mensile fruibili anche alternativamente;

- riposi orari di una o due ore per giorno a seconda dell'orario di lavoro. La fruizione dei benefici elencati sopra non è cumulativa.

I genitori con figlio disabile di età compresa tra i tre e gli otto anni hanno diritto a: 

- prolungamento del congedo parentale previsto fino al compimento dell'ottavo anno di vita del figlio, per un periodo massimo di ulteriori tre anni, a condizione che il bambino non sia ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati, ovvero che, in caso di ricovero, sia richiesta dai sanitari la presenza del genitore;

- tre giorni di permesso mensile fruibili anche alternativamente, ma non anche riposi orari.


I genitori, coniuge e parenti di disabile maggiorenne:

-          tre giorni di permesso mensile.


Anche in assenza di una specifica norma sul preavviso, qualora i permessi siano richiesti tempestivamente al datore di lavoro, questi non può legittimamente rifiutarli. Il concetto di tempestività dev'essere concretamente determinato avendo riguardo sia alle necessità del lavoratore sia alle necessità tecnico-amministrative del datore di lavoro. Per quanto riguarda la frazionabilità in ore dei permessi giornalieri da parte dei familiari, nel silenzio del legislatore, si deve ritenere che non possa essere accordata nel caso in cui determini problemi di natura organizzativa per l'impresa o l'amministrazione.

 

Come sono retribuiti

I permessi fruiti a giorni o a ore sono indennizzati sulla base della retribuzione effettivamente corrisposta, quelli concessi a titolo di prolungamento del congedo parentale fino all'ottavo anno di vita del bambino sono indennizzati al 30% della retribuzione effettivamente corrisposta.

 

Piccole attenzioni

–                    I permessi non possono essere fruiti alternativamente da più beneficiari, infatti sono accordati ad un solo lavoratore per l'assistenza della stessa persona (comma 3, art. 3 L. 104). L'unica eccezione vale in favore dei genitori, anche adottivi, di figli con grave disabilità.

–                    La persona disabile non deve essere ricoverata a tempo pieno in strutture. Il tempo pieno non è considerato tale nei seguenti casi: è interrotto da visite e terapie certificate fuori dalla struttura, la persona si trova in stato vegetativo, si tratta di un minore con disabilità per il quale risulti documentato la necessità di essere assistito da un genitore o familiare.

 

Novità

–                    I permessi retribuiti sono previsti anche per i conviventi more uxorio. La corte. Cost. con la sentenza n. 213 del 23/09/2016 ha stabilito che possono usufruire dei 3 giorni di permesso mensile retribuito anche i conviventi dei cittadini disabili.

–                    Nei periodi in cui viene effettuata la revisione delle condizioni per i benefici della Legge 104, il soggetto invalido e i suoi familiari possono continuare a godere dei permessi retributi anche se non è terminato l'iter di accertamento (Circolare Inps n. 127 del 08/07/2016).

–                    I permessi sospendono le ferie. Il chiarimento è stato dato dal Ministero del Lavoro in risposta ad un interpello della Cgil in cui si chiedeva se il datore di lavoro potesse negare l'utilizzo dei permessi nel periodo di ferie programmate o chiusura dell'azienda. Secondo il Ministero, la fruizione del permesso sospende il godimento delle ferie, che torneranno a decorrere da giorno successivo a quello in cui termina l'assistenza. Il datore di lavoro non può negare al dipendente i giorni di permesso retribuiti, ma ha il diritto di verificare se questi possono essere rinviati. (Interpello n. 20/2016 – oggetto art. 9 D.lgs. n. 124/2004 – coincidenza ferie programmate con permessi di assistenza al congiunto disabile).

–                    La L. 104 e successive mod. D.lgs 151/2001 e 115/2003 recitano espressamente che i lavoratori che abbiano a proprio carico un soggetto disabile non sono obbligati a prestare lavoro notturno, compresi eventuali turni di reperibilità o di pronta disponibilità, essendo equiparati al lavoro notturno.

 

Come richiederli

Per poter beneficiare delle agevolazioni previste dalla Legge 104, è necessario presentare specifica domanda da cui risultino le condizioni personali ovvero di quelle del familiare assistito (dati personali, relazione di parentela, affinità o coniugio, rapporto di lavoro in corso, stato di handicap). Lo stato di disabilità deve risultare dal verbale rilasciato dalla competente Commissione Asl/Inps. Nei casi in cui la Commissione medica non si pronunci entro i 90 giorni dal momento in cui è stata fatta richiesta vi è la possibilità di ottenere una certificazione provvisoria rilasciata dal medico specialista nella patologia denunciata sufficiente ad accedere alle agevolazioni lavorative nell'attesa della certificazione definitiva. Qualora la persona disabile è intrasportabile deve e può ottenere che la visita di accertamento si svolga presso l'abitazione del disabile. Le domande si presentano all'Inps tramite i servizi telematici della struttura o tramite contact center o tramite i patronati. 

Nel settore privato una copia della domanda presentata all'Inps va consegnata al datore di lavoro. Nel settore pubblico una copia della domanda presentata all'Inps va consegnata al dirigente dell'amministrazione di riferimento.

 

Da quando è valida la domanda

La domanda di permesso retribuito, che deve contenere l'indicazione dello specifico permesso di cui si intende usufruire, ha validità a partire dalla data di presentazione e non scade al termine dell'anno solare. Le eventuali variazioni delle notizie o delle situazioni autocertificate nel modello di richiesta devono essere comunicate entro trenta giorni dalla variazione.

 

Uso improprio 

E' legittimo il licenziamento per giusta causa dei c.d falsi utilizzatori dei permessi retribuiti,vale a dire dei dipendenti che sfruttano le giornate di assenza dal lavoro non prestando assistenza al parente disabile o prestandola solo in via parziale. In tal senso vi sono varie sentenze della Corte di Cassazione (sentenza nr 8784/2015, nr 5574/16 del 22 marzo e ancora più recentemente la nr 9217/16 del 6 maggio 2016). E' stato ritenuto altresì legittimo il controllo esperito dal datore di lavoro finalizzato ad accertare l'utilizzo improprio dei permessi retribuiti (sentenza C. Cass Nr 9749 del 12 maggio 2016).

                                                                                                                                     Morena Restelli

09/12/2016
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