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Il Millepiedi - Quando il servizio alla disabilità diventa famiglia

L’opera fruttuosa svolta in questi sedici anni dall’associazione Il Millepiedi che ora ha dato vita anche alla casa didattica “Mille e una notte” per favorire l’autonomia.

L’Associazione “Il Millepiedi” Onlus, con sedi a Induno Olona e nel quartiere di S. Fermo a Varese, offre un servizio per “disabili fisici e cognitivi di grado medio di età compresa tra 16 e 50 anni residenti nei Distretti di Arcisate, Varese, Luino, Tradate, Azzate”. Questo “servizio” è un impegno molto importante e dalle numerose sfaccettature. Ne abbiamo parlato con Carlo Fiori, Presidente della Cooperativa “Il Millepiedi Onlus”.    

                          

- Apriamo quest’intervista con una domanda “personale”: quale percorso l’ha portata a essere vicino ai “disabili fisici e cognitivi”, una descrizione che sta sicuramente stretta a un gruppo di persone che vivono una vita ricca di stimoli e di apprendimento, giorno dopo giorno …                                                                                                             

«Ho incominciato ad appassionarmi al tema della disabilità già dalle scuole superiori: un’età in cui le figure adulte all’interno della scuola o dell’Oratorio mi affiancavano nell’aiutare alcuni compagni e amici con delle difficoltà. In quei momenti mi sono accorto che per me era gratificante e arricchente pormi in una relazione d’aiuto rispetto agli altri, in maniera paritaria. L’esperienza mi dava la possibilità di mettermi in gioco e di vivere una condivisione. Dopo alcune esperienze di volontariato e dopo essermi confrontato con persone a me care, ho scelto il percorso universitario di Scienze dell’educazione a Milano, scoprendo quotidianamente la bellezza e la sfida del lavoro educativo. Facendo il mio tirocinio ho avuto la conferma di come il servizio alla disabilità adulta potesse essere per me la giusta strada professionale: sono convinto che si tratti di un lavoro molto stimolante, creativo. Un tipo di esperienza nella quale la progettualità legata al futuro di ciascuna persona, secondo le sue potenzialità, possa avere una ricca valenza formativa cui dedicare tempo e risorse».  

 

- Veniamo all’associazione “Il Millepiedi”: quando è nata e con quali obiettivi?

«L’associazione è nata nel 1998 a Induno Olona grazie alla famiglia Bressan, che ha messo a disposizione una casa come luogo di aggregazione e come spazio ricreativo per adulti disabili, da tempo alla ricerca di ambiti socializzanti. Con il passare del tempo il bisogno si è fatto sempre più specifico, mentre cresceva il numero degli utenti. Di conseguenza si è ampliato il progetto inserendo all’interno dell’organico figure professionali stabili che sono diventate punti di riferimento per la progettualità educativa e per il territorio stesso di appartenenza. Da subito, infatti, l’associazione si è posta in una posizione di dialogo e di rete con le altre strutture che si occupano di disabilità sia in Valceresio che nella zona varesina, creando incontri sulla sensibilizzazione della tematica handicap e momenti di scambio tra familiari che vivono quest’esperienza».     

                                               

- Riuscite quindi a lavorare in sinergia con altre istituzioni e organizzazioni del territorio nate, come voi, con finalità di solidarietà sociale?                                                 

«Le occasioni di lavoro in rete sono davvero tante e i nostri referenti sono i Comuni nei quali offriamo i nostri Servizi e da cui provengono i nostri utenti, le Comunità Montane, le scuole, il Tavolo di sviluppo di Comunità, gli enti con cui collaboriamo per varie attività, i Servizi per disabili … Rispetto a ciascuna di queste realtà ci poniamo in modalità di ascolto, di dialogo e di lettura del bisogno: questi atteggiamenti creano una cultura educante e stimolano la riflessione su varie tematiche. Da qui nascono poi proposte e azioni concrete». 

                                                                                                     

- Nel 2008, con la crescita e organizzazione di un’equipe di professionisti sul campo, è nata la Cooperativa Sociale “Il Millepiedi Onlus”. Come perseguite i vostri “interventi socio–educativi e socio–animativi”?                                                              

«Con l’Associazione è nato lo Sfa (Servizio di Formazione all’Autonomia) “Il Millepiedi”: un Centro di incontro in cui persone con disabilità di grado medio potessero sviluppare le proprie potenzialità e inclinazioni in vari ambiti. Sono stati quindi definiti dei percorsi di integrazione con il territorio (con le scuole, gli Oratori, i comuni di residenza degli utenti, etc..) e sono state organizzate delle attività quotidiane in cui ciascun ospite - accompagnato dalle figure degli educatori e dei volontari – potesse scoprire la propria capacità di “camminare da solo” in alcuni spazi della vita (dal prendere il pullman all’utilizzare piccole somme di denaro, dall’esprimere i propri gusti al piacere di trascorrere il tempo libero in maniera soddisfacente ed edificante). Con l’avvento della Cooperativa e l’apertura di una sede operativa a San Fermo (quartiere di Varese vicino a Induno Olona), ci siamo strutturati in Cse (Centro Socio Educativo) e Sfa, in conformità alle leggi vigenti: questa impostazione ci ha dato modo di qualificare più dettagliatamente la proposta formativa del nostro Servizio, sia in base all’età che alla tipologia dell’utenza». 

                                 

- Come le vostre attività sono state scelte e come si sono diversificate e ampliate nel corso degli anni?                                                                                                               

«In linea generale le attività si sono evolute dall’idea iniziale di creare dei laboratori di tipo ludico-ricreativo, arrivando poi alla strutturazione di attività suddivise secondo differenti tipologie (occupazionali, sportive, socializzanti, cognitive, manuali, espressive). Poiché il Millepiedi è un Centro diurno, queste varietà di moduli sono presenti al mattino o al pomeriggio. Inoltre, caratteristica cardine del nostro approccio lavorativo, si propone all’utente un inserimento nello Sfa o nel Cse (in base all’età o all’handicap) offrendogli un progetto che possa essere allo stesso tempo adeguato al suo bisogno e che gli consenta di essere presente in eventuali altri ambiti per lui rilevanti sul suo territorio di provenienza. L’idea di fondo è di non limitare l’esperienza dell’utente al tempo di permanenza all’interno del nostro Servizio, ma di incentivare la creazione di un ponte, di una rete con altri luoghi che siano importanti spazi educativi e di formazione».

                                                                       

- Quante sono le persone coinvolte, come lei, sul fronte degli educatori?   

«Attualmente siamo 8 educatori professionali, una coordinatrice e due psicologhe. In alcune attività intervengono inoltre delle figure specializzate che affiancano gli educatori con uno sguardo e una competenza più tecnica (un’arte-terapeuta, un insegnante di nuoto della Polha, un insegnante di teatro). A latere, operano figure di volontari (delle scuole oppure adulti) che donano il loro tempo con continuità ed esperienza, oppure tirocinanti (scuole superiori, università) che si confrontano con la nostra utenza per capire più a fondo le proprie inclinazioni lavorative ed eventuali prospettive per impieghi futuri».         

                                          

- E quanti sono gli “ospiti”, i frequentatori quotidiani del centro?                                           

«Tra il Cse e lo Sfa, gli utenti sono circa 45: non possono essere presenti contemporaneamente (sia per vincoli di legge, sia per sottolineare l’importanza di un progetto che non si concentri solo sulla frequenza al nostro Servizio)».       

                               

- Per attuare il vostro “servizio” è determinante l’interazione tra l’educatore e lo studente …

«Direi proprio che è fondamentale non solo questo tipo di interazione, ma anche quella con la famiglia di provenienza e il servizio inviante: senza la condivisione della presa in carico e del progetto con tutti gli attori in gioco, risulterebbe piuttosto difficile collegare ogni parte e comprendere verso quale obiettivo di benessere si stia lavorando insieme in concerto. L’Interazione, poi, è un primo passaggio verso l’Integrazione, una parola chiave, che ci vede protagonisti sia di un’accoglienza calda e autentica nei territori che abitiamo, che di progetti a cui aderiamo in quartieri o luoghi per noi significativi».  

                                            

- Quali sono i successi che “Il Millepiedi” ha raggiunto in tanti anni di lavoro?                   

«I successi sono tanti, frutto di un quotidiano credere che “insieme si può”: la nascita della Cooperativa, l’andare con gli utenti in università a raccontare i nostri progetti, il segnalare a nuclei di inserimento lavorativo eventuali utenti con capacità e competenze tali da essere inclusi in contesti protetti, le mostre d’arte fatte con altri Servizi che si occupano di disabilità … questi sono solo alcuni degli obiettivi raggiunti! Sicuramente, in ogni risultato ottenuto, c’è il desiderio e la volontà di crescere in maniera adulta e responsabile, nella certezza che l’autonomia si consegue passo dopo passo».            

                                        

- Per essere al passo con i tempi, da alcuni anni offrite ai vostri utenti un Laboratorio di Informatica …

«Sì, crediamo che il Computer sia uno strumento importante per conoscere o approfondire la conoscenza di vari pacchetti utilizzabili in eventuali postazioni di tipo occupazionale. A questo proposito, durante gli anni e in collaborazione con una società esterna, abbiamo proposto lo studio e l’applicazione di alcuni moduli dell’Ecdl, con un esame finale e la conseguente acquisizione di un attestato in grado di qualificare il livello di apprendimento dell’utente. Sono convinto che, grazie all’avvento dei social network e all’informatizzazione di vari Servizi, implementare le proprie competenze anche in questo ambito sia un obiettivo significativo e una sfida aperta, anche grazie all’incremento di tecnologie sempre più conformi alle diverse tipologie di disabilità».       

                                                                                                                             

- Proprio quest’anno è stata inaugurata da Il Millepiedi a Morosolo la casa didattica “Mille e una notte”: si tratta di una proposta per disabili medio lievi, che vuole favorire, piano piano, l’autonomia.                                                                                   

«“Mille e una notte” è un progetto che abbiamo nel cuore e che da qualche mese ha trovato uno spazio concreto: si tratta di una casa didattica per le autonomie e l’avvicinamento alla residenzialità in cui anticipiamo il concetto di quello che sarà “dopo di noi”, mentre si vive l’esperienza “con noi”. La casa è una villetta all’interno dell’Oratorio di Morosolo (frazione di Casciago) di proprietà della Curia, che ci è stata messa a disposizione dal Parroco: è disposta su due piani, con un’ampia cucina, un soggiorno, una lavanderia e altre stanze al piano terra; camere singole o doppie con bagni privati al piano superiore, per un totale di otto posti letto. L’idea di fondo è quella che gli utenti, usufruendo della casa come di una palestra o scuola di autonomia, possano trovare un luogo in cui mettersi alla prova nell’ambito della quotidianità domestica (cucinare, lavare i piatti, fare il letto, rassettare casa, …) confrontandosi con le proprie capacità e trascorrendo i weekend con personale educativo specializzato. In questo modo, i famigliari potranno trovare un luogo in cui elaborare un pensiero rispetto al futuro e riusciranno a toccare con mano le effettive potenzialità dell’utente da mantenere poi fra le mura di casa».  

                                                

- Ci racconti alcuni dei momenti che più l’hanno colpita e coinvolta nel corso di questa sua bellissima esperienza di vita e di lavoro …    

«Questa domanda mi fa pensare a tanti momenti vissuti in questi 16 anni, da quando sono arrivato al Millepiedi come volontario. Nella mia mente e nel mio cuore ricordo molti volti e sorrisi. Una delle esperienze più coinvolgenti è senz’altro quella delle vacanze estive che proponiamo, come fossimo una “scuola”: vedere gli utenti in contesti destrutturati fa emergere la loro trasparenza, naturalezza e spensieratezza, coinvolgendo gli educatori emotivamente e nella dimensione del prendersi cura al di fuori della “quotidianità scolastica"».      

                                                                                         Chiara Ambrosioni   

 

Come è possibile contattare l'Associazione Il Millepiedi                                           

Società Cooperativa Sociale “Il Millepiedi Onlus”

Sede legale: via Monte Cristallo, 1 -  21056 Induno Olona (Va)

Sede operativa: via Monfalcone, 29 -  21100 San Fermo (Va)

Casa didattica: Piazza Giovanni XXIII, 2 - 21020 Morosolo di Casciago (Va)

Telefono fisso: 0332-344195, Cellulare: 366-6795415, e-mail: info@ilmillepiedionlus.it

Sito internet (in preparazione): www.ilmillepiedionlus.it 

  Lisdha news n. 82, Luglio 2014                          

11/07/2014