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L’accarezzatrice

Il libro di Giorgia Wurth affronta un tema di scottante attualità, quello dell'assistenza sessuale ai disabili. Un romanzo delicato e piacevole che però non dà risposta ad alcuni interrogativi.

Nel momento in cui in Parlamento arriva una proposta di legge sull’assistenza sessuale, e a Bologna viene organizzato un corso per preparare quanti desiderano svolgere questa attività che scatena una furiosa polemica sui social network, esce il libro L’accarezzatrice dell’attrice e scrittrice Giorgia Wurth edito da Mondadori.

Si tratta di un romanzo che affronta in modo spigliato e insieme delicato e profondo, il controverso tema dell’assistenza sessuale alle persone con disabilità, già oggetto del recente film The Sessions,  tratto da un romanzo autobiografico e uscito l’anno scorso nelle sale italiane.

Un’opera di fantasia, quella della Wurth, ma frutto di una ricerca di quattro anni compiuta in Italia e Svizzera. E, a beneficio dei tanti lettori varesini che ci seguono, va segnalato che il romanzo trova la sua ambientazione proprio a Varese e Canton Ticino.

Gioia è una ragazza di trent'anni come tante, ha appena perso il lavoro da infermiera in ospedale, il fidanzato l'ha lasciata, ed è preoccupata per suo padre malato. I giorni passano, l'ansia cresce, nulla si muove: non c'è lavoro, gli orizzonti sembrano chiusi. Finché una mattina risponde a un annuncio nel quale si richiede "un'infermiera con spiccata sensibilità" a Bellinzona. È così che conosce Rosaria, una donna malata di sclerosi multipla, che cerca per il suo amatissimo marito, anch'egli gravemente invalido, un'assistente sessuale...

Comincia per Gioia - dopo l'iniziale turbamento - la scoperta di un mondo, quello dei disabili e dei loro bisogni spesso negati e inespressi, che le fa incontrare anche un universo vibrante di speranze e di coraggio. Scopre come molte persone portatrici di handicap siano private della possibilità di sperimentare il piacere fisico o semplicemente un contatto corporeo diverso da quello medicalizzato e impara a conoscere il significato e il ruolo della figura dell’assistente sessuale, una professione che in Svizzera e in diversi Paesi del Nord Europa è prevista dalla legge.

Questo romanzo racconta di come Gioia decida di diventare un'accarezzatrice, e di come, da quel giorno, la sua vita e quella di tante persone intorno a lei cambi per sempre.

Un romanzo che ha il grande pregio, attraverso le numerose storie che racconta (ispirate a vicende reali), di ben rappresentare il contesto in cui si muove il bisogno dell’assistente sessuale, togliendo il velo su argomenti spesso rimasti tuttora tabu e delineando nel contempo anche i contorni e le caratteristiche di questa figura, che cerca, attraverso il contatto fisico,  di prendersi cura del mondo affettivo della persona. Grazie alla testimonianza di un assistente sessuale uomo, il romanzo affronta anche il tema, ancora più tabu, dell’assistenza sessuale a donne e ad omosessuali.

L’opera trova forse il suo limite, in quel suo affrontare la questione in maniera un po’ troppo “semplice”, omettendo di mettere in luce o soltanto sfiorando, tante problematiche e tanti interrogativi che un lettore naturalmente si pone scorrendo le pagine del volume. Ad esempio quali problemi può comportare il fatto di offrire in un’ottica professionale un gesto che per sua natura appare così intrinsecamente legato alla sfera degli affetti e dei sentimenti? Si può “sanitarizzare” l’amore? E una volta che l’assistente sessuale ha insegnato al o alla sua paziente come e dove procurarsi il piacere, o semplicemente procurandoglielo egli stesso, come gestire la valanga di emozioni che può seguire?

Marcella Codini

 

Giorgia Wurth, L’accarezzatrice, Mondadori 2014, pagg. 252, euro 16

Lisdhna news n. 83, Ottobre 2014

04/11/2014