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Come deve essere una cucina accessibile ai disabili?

Le soluzioni vanno pensate in base alle esigenze della persona e alla sua disabilità. Anche utilizzando semplici accorgimenti.

Non è facile rispondere a questa domanda... la difficoltà risiede nel fatto che in cucina vengono svolte molteplici attività: in cucina ovviamente si preparano i pasti, ma anche si mangia, ci si relaziona, si condivide, insomma… si vive.

Tante sono le attività, tante sono le disabilità. Ogni disabilità sottintende delle difficoltà, ma anche delle risorse e delle capacità e la possibilità di utilizzare degli ausili. E una situazione che potrebbe evolvere, sia in un senso che nell’altro.

Se tante sono le attività svolte in cucina e tante le disabilità, tante sono anche le “tipologie” di persone: una persona che è spesso fuori per lavoro, avrà probabilmente necessità differenti rispetto ad una mamma con bambini, progettare una cucina per una persona anziana che vive da sola dovrà tenere in considerazione elementi differenti rispetto ad una persona ugualmente anziana, ma  che durante la preparazione dei pasti può essere aiutata (o anche solo “supervisionata” da un care-giver).

 

Da queste considerazioni nasce spontaneo rilevare come un progetto di “cucina accessibile” che sia realmente funzionale e adatta alla persona e che quindi possa quindi possa diventare realmente un luogo nella quale anche la persona con disabilità possa esprimere al massimo le sue potenzialità e capacità, per il tempo più a lungo possibile, non possa non tenere in considerazione di tutti gli aspetti indicati.

Quali desideri ha la persona? Come si muove? Utilizza degli ausili? Può stare in piedi? Per quanto tempo? Come evolverà probabilmente la sua situazione? Queste sono solo alcune delle domande da tenere in considerazione quando si progetta e si pensa ad una cucina (ma il discorso si può allargare a qualsiasi ambiente della casa) per una persona con disabilità. Alla base quindi di un progetto sull’ambiente ci dovrebbe essere sempre una approfondita analisi della dimensione della “persona” in modo che il progetto possa davvero tenere conto delle sue necessità e, possibilmente, adattarsi al decorso della situazione clinica.

 

Dopo aver ribadito l’importanza che alla base di un progetto sull’ambiente debba esserci in realtà un’attenta analisi della componente persona, è possibile rilevare, nel panorama delle cucine “per persone con disabilità” attualmente presenti sul mercato, alcune caratteristiche comuni, che possono essere un buon punto di partenza per migliorare l’accessibilità della cucina, soprattutto tenendo in considerazione le esigenze della persona in carrozzina:

- spazio libero al di sotto del piano di lavoro, in modo da facilitare l’accostamento della carrozzina

- utilizzo di cestelli e carrelli removibili in modo da avere “spazio da riempire” senza però ostacolare i movimenti;

- continuità del piano,  che pone gli elettrodomestici sullo stesso livello in modo da evitare ostacoli che costringono a sollevare l’oggetto anziché trascinarlo, soluzione particolarmente indicata per persone che hanno un deficit di forza;

- pensili e scolapiatti posti in posizione raggiungibile;

- attenzione alla posizione del forno, in modo che possa essere utilizzata anche da seduti;

- utilizzo di cestelli estraibili /girelli in modo che il contenuto degli armadietti possa essere sempre ben visibile;

- utilizzo di piastre ad induzione in modo tale da facilitare il trascinamento delle pentole e allo stesso tempo, garantire sicurezza anche alle persone con problemi di sensibilità; 

- attenzione alle impugnatura e alle maniglie presenti nell’arredamento: devono essere facilmente impugnabili (e utilizzabili) anche dalle persona con problematiche più o meno gravi alle mani (es artrite reumatoide).

Per persone invece con problemi visivi (ipovisione o riduzione del campo visivo – es. retinite pigmentosa) sarà particolarmente importante valutare, per gli arredi, antine a libro, oppure con apertura verso l’alto in modo che le ante aperte non possano essere un ostacolo (ed un pericolo) durante i frequenti spostamenti in cucina. Allo stesso modo sarà particolarmente importante valutare l’illuminazione del piano di lavoro e della cucina in generale.

 

Talvolta però, nonostante la messa in atto di tutti gli accorgimenti scritti sopra non basta: ci si può accostare bene la tavolo di lavoro, ma nelle mani la persona non ha abbastanza forza per poter girare la pasta, tagliare il pane… cosa si può fare?

Insieme alla modifica dell’ambiente, torna preponderante il tema della valutazione della persona e delle sue capacità. Solo cosi si possono valutare tutta una serie di accorgimenti necessari (ausili) affinché la persona possa sfruttare al massimo le sue capacità residue.

Ecco che allora, ad una persona in carrozzina con un deficit di forza degli arti superiori posso consigliare un “coltello a L”, posata con un impugnatura particolare che consente di tagliare utilizzando una presa palmare. Oppure posso consigliare un particolare tipo di tagliere, con il quale poter fissare attraverso dei chiodi la pietanza che devo affettare. Ausilio utilizzabile e consigliabile sia per persone con problemi di tremore, sia per persone che hanno la possibilità di utilizzare un solo arto nello svolgimento dell’attività (amputazione, emiplegia, ecc.).

E questi sono solo due piccoli esempi tra le centinaia di particolari ausili utilizzabili in cucina, che possono renderla maggiormente accessibile…

 

Ma in attesa di modifiche dell’arredamento o della valutazione degli ausili necessari da parte di un terapista,  come possiamo rendere le nostre cucine, fin da subito, maggiormente accessibili?

Se, per accessibilità, intendiamo non solo l’attraversare una porta, accostarsi ad un tavolo, ma soprattutto poter ” fare” all’interno dell’ambiente, interagire con esso per creare qualcosa, abbiamo varie possibilità per incrementare l’accessibilità della nostra cucina fin da subito e a costo zero.

Porre una sedia al posto giusto, che possa consentire ad una persona che ha difficoltà di equilibrio di potersi sedere (e svolgere alcune attività da seduta) durante la preparazione del pranzo, può aiutare la persona a completare l’attività in modo soddisfacente e con meno fatica.

Organizzare l’attività in modo da avere delle pause, può aiutare le persone a non dover richiedere aiuto, riuscendo, durante la pause, a “recuperare” dell’energia.

Abituarsi ad accendere un timer (che suoni ogni 3-4 minuti) ogni volta che viene messa qualcosa sul fuoco, può aiutare le persone che hanno difficoltà di memoria e di attenzione, soprattutto se, durante la preparazione del pasto, si ricevono telefonate, mail, utilizzo il pc, dimenticando quindi che si stava cucinando…

 

Altro aspetto molto importante è l’organizzazione degli spazi: molto spesso si sprecano tempo ed energie per continuare a spostarsi da una parte all’altra della stanza perché le cose non sono mai dove dovrebbero essere! Oppure sono proprio nel posto sbagliato: quante volte le pentole, anche quelle più pesanti, si trovano nell’armadietto in fondo, costringendo la persona ad assumere posizioni talvolta anche pericolose sotto il profilo della sicurezza?

 

Un ultimo aspetto che può aiutare fin da subito ad aumentare l’accessibilità delle nostre cucine è quello di curare, nel modo più attento possibile, la preparazione di tutta l’attività. Organizzare e avere tutto a disposizione su un piano di lavoro, consente alla persona di ridurre al minimo gli spostamenti inutili, che, oltre a poter rappresentare elementi di rischio, comportano sempre una considerevole perdita di tempo.

Come in cucina, quando a volte sono piccoli ingredienti, mischiati sapientemente insieme, a fare la differenza, cosi, anche nell’accessibilità della cucina stessa, oltre all’ambiente “costruito” è spesso l’attenzione ai dettagli, la messa in atto delle piccole strategie, l’utilizzo di ausili a fare la differenza.

Ora tocca a voi cercare di “mischiare” le varie professionalità che possono aiutarvi a rendere più accessibile la vostra cucina: progettisti, designer (ambiente e arredamento), ma anche terapisti occupazionali (ausili e strategie)… buon appetito!

 

Marco Lodi Pasini

18/01/2017