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Parco inclusivo: dove il gioco non ha handicap

“Quando si parla di bambini disabili si pensa alle cure mediche, agli ausili e ci si dimentica che sono bambini che hanno bisogno di giocare come gli altri.” A Malnate il primo progetto di parco inclusivo della Provincia di Varese.

Emanuela Solimeno, Maristella Schiavulli, Davide Gardon e Valentino Statella, quattro persone davvero speciali che sono riuscite, in soli otto mesi, a realizzare il primo progetto di parco giochi inclusivo in provincia di Varese. Quattro moschettieri che, con un entusiasmo contagioso e il sorriso sulle labbra, hanno saputo coinvolgere persone, associazioni, enti territoriali e istituzioni in un percorso entusiasmante e solidale.  Ne parliamo con Emanuela Solimeno.

 

Cos’è un parco giochi inclusivo?

Un parco inclusivo è un parco privo di barriere architettoniche, con accorgimenti che permettono a tutti i bambini (disabili e non) di poter accedere e di poter vivere l’esperienza del gioco, fondamentale per un corretto sviluppo cognitivo e una corretta educazione alla socialità.

 

Cosa trovo in un parco inclusivo?

Si presenta come un parco giochi normale (scivoli altalene, giochi multifunzione) ma con accorgimenti che permettono l’accesso anche a bambini con disabilità motorie gravi: una rampa di accesso può essere congegnata per permettere al bambino di salire in autonomia, il bambino può svolgere il percorso con attività di gioco anche con, ad esempio, una carrozzina elettrica. Lo scivolo può avere delle scale ampie che permettono di salire anche ad un accompagnatore. Lo scivolo stesso ha le pareti un po’ più avvolgenti, in modo che tutti possano scendere in autonomia senza alcun tipo di pericolo. Deve avere tutte quelle caratteristiche che permettono ad ogni bambino di vivere l’esperienza di gioco. Le altalene hanno uno schienale più ampio e la possibilità di assicurare il bambino con delle fasce. Abbiamo scelto di non mettere un’altalena per carrozzine perché, secondo noi, correva il rischio di essere ghettizzante: la socialità è l’elemento più importante del parco inclusivo e tutti i bambini devono poter utilizzare tutti i giochi. Va sottolineato che in un parco inclusivo anche il genitore disabile può interagire e giocare con il proprio bambino normodotato. Nel nostro parco ci sarà anche la possibilità di accogliere persone con disabilità sensoriali. Per gli ipovedenti e i non vedenti abbiamo previsto l’utilizzo di colori molto contrastati, pareti tattili. In collaborazione con l’Unione Ciechi Varesini, più avanti, ci doteremo anche di ausili per la deambulazione e l’interazione con gli altri.

 

A chi è venuta l’idea del parco e come ha reagito e l’Amministrazione comunale?

L’idea è nata dalla mia esperienza familiare con Luca, che ha una disabilità motoria, il quale fin da piccolissimo ha espresso il desiderio di giocare e interagire con gli altri. La prima volta che ci siamo accorti dell’esistenza di un parco inclusivo eravamo in Liguria: alcuni giochi avevano rampe d’accesso che ne permettevano a tutti l’utilizzo. L’anno scorso abbiamo scoperto, a Novarello, un’altalena inclusiva con cinture di sicurezza in cui Luca ha avuto, per la prima volta, la possibilità di andare sull’altalena da solo. Esiste un blog che si chiama http://parchipertutti.blogspot.it/ e tramite loro abbiamo scoperto che esisteva un parco inclusivo a Vercelli. In quel luogo Luca e Jacopo hanno finalmente potuto giocare insieme.

La fase successiva è stata la pubblicazione di foto su facebook e una richiesta di disponibilità a collaborare per organizzare un parco anche a Malnate. Il primo a rispondere è stato Davide Gardon, consigliere della Gyminc Club Asd, che si è dato subito da fare. Il 7 dicembre Davide ha mandato un messaggio telefonico al sindaco Samuele Astuti che ha immediatamente dato il placet per un incontro. Il 9 ci ha accolto in comune, abbiamo presentato l’idea e il sindaco si è detto subito felice di mettere a disposizione uno spazio del Comune. Inizialmente si era pensato a Villa Braghenti, bella ma poco accessibile. In seguito, su idea del vicesindaco Maria Croci, è stato identificato uno spazio in piazza delle Tessitrici, il cuore della città. Lo spazio è accessibile sui quattro lati, con parcheggi per disabili, servizi igienici e quant’altro può essere utile al progetto. Inoltre è centrale e visibile, condizioni necessarie per un parco inclusivo che funzioni.

 

E i cittadini di Malnate?

Hanno risposto con convinzione. Davide ha iniziato a parlare con tutti i soci della palestra del progetto, e molti sono stati coinvolti. Io sono andata nelle aziende. Maristella, essendo già inserita nei comitati scolastici, ha iniziato a coinvolgere la popolazione partendo dalle scuole. Malnate ha una comunità scolastica molto unita che ha risposto benissimo. Valentino è stato prezioso – direi indispensabile – per la gestione amministrativa e contabile.

 

Quanto costa l’attrezzatura per il parco inclusivo?

Prima di iniziare siamo andati a visionare gli altri parchi giochi di Malnate. In particolare uno, molto recente, era già usurato dopo due anni dalla sua inaugurazione. Abbiamo quindi deciso di utilizzare materiali il più possibile resistenti (e quindi più costosi) per garantire una maggiore durabilità nel tempo. I giochi del nostro parco sono garantiti per almeno vent’anni. L’ultimo preventivo che abbiamo preso in considerazione è di circa 46.000 euro e comprende: un gioco multifunzione (passerella con giochi, parete d’arrampicata e scivolo) un’area con cinque altalene, il tutto su una superficie di 250 mq.

 

Nel giro di 8 mesi avete raccolto tutto il denaro necessario per il parco. In un momento di crisi come questo è quasi un miracolo. Come avete fatto?

Ci siamo dedicati al progetto giorno e notte, non l’abbiamo fatto a tempo perso ma come un vero e proprio lavoro (ovviamente senza alcun compenso se non la nostra soddisfazione personale). In questo modo abbiamo raccolto anche più di quel che ci serviva. I canali di raccolta sono stati diversi. Fondazioni, aziende e associazioni ci hanno dato una mano (compresi gli eventi abbiamo ricevuto circa 23.000 euro), ma sono stati soprattutto i privati cittadini a fare la differenza. Solo di donazioni abbiamo incassato più di 57.000 euro. L’eccedenza verrà utilizzata per ulteriori migliorie al parco inclusivo. Ci tengo a sottolineare che il lavoro di squadra non ha riguardato soltanto noi, ma tutta la comunità di Malnate che ha risposto all’appello.

 

I lavori di preparazione del terreno sono già iniziati. Quando contate di inaugurare il parco completo?

Contiamo di inaugurarlo in primavera, una volta che le condizioni climatiche permetteranno la posa dei giochi e della gomma antitrauma.

 

Oltre al fatto di aver raggiunto l’obiettivo che vi eravate prefissati, cosa vi ha colpito di questa esperienza?

Il messaggio che è passato, quello che ha stupito molto gli altri, è che anche i bambini disabili avessero voglia di giocare al parco. La gente pensa subito alle cure mediche, agli ausili, etc. Noi con questo parco volevamo che tutti capissero che dietro a qualsiasi disabile c’è prima di tutto una persona, un bambino che ha voglia di giocare.

 

Sarete il primo parco inclusivo della provincia di Varese. Sapete se anche altri seguiranno il vostro esempio?

Una volta presentato il progetto in conferenza stampa abbiamo avuto dimostrazione di interesse da parte di altri Comuni che hanno reputato l’idea buona. Tra questi Varese e Besozzo, che hanno già concretamente avviato la fase di progettazione e che con tutta probabilità realizzeranno i loro parchi. Per quanto riguarda Varese si parla della realizzazione di aree inclusive in parchi già esistenti.

 

Vi aspettavate tutto questo?

No. Ma ci speravamo!

 

Fabio Simonelli

18/02/2016