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Franklin Delano Roosevelt

Caso Roosevelt: il presidente che, dalla sua seggiola a rotelle, mise a punto il New Deal e aiutò l'America a riprendersi dalla Grande Depressione degli anni Trenta

Franklin D.Roosevelt nacque a New York nel 1882: fu il 32esimo presidente degli Stati Uniti d’America fra il 1933 e il 1945. Mise a punto un innovativo programma di riforme economiche e sociali – il New Deal - che aiutò l’America a superare la Grande Depressione dei primi anni ’30. Portò inoltre il suo paese a combattere nella Seconda Guerra Mondiale e  alla formazione delle Nazioni Unite. Gli americani lo amarono moltissimo, tanto che fu l’unico presidente degli Stati Uniti a servire per due mandati e vinse le elezioni presidenziali per ben quattro volte! Divenne presidente nel 1933, ma è giusto ricordare la malattia che lo colpì nel 1921. Ripercorriamo i primi anni della sua vita: nacque in una famiglia dell’aristocrazia americana e si laureò ad Harward nel 1904, scegliendo il ramo della giurisprudenza. Terminata l’università si diede all’avvocatura a Wall Street. Ma non era soddisfatto, voleva qualcosa di più per la sua vita, decise allora di passare al mondo più movimentato della politica. Nel giro di pochi mesi divenne presidente del Comitato delle Foreste e sposò la cugina – alla lontana – Anna Eleanor.

Arriviamo al 1921, quando Roosevelt e la moglie si trovano in vacanza nel New Brunswick. Franklin contrae una malattia che al tempo era considerata una grave forma di poliomielite che porta alla paralisi degli arti inferiori.

Nel 2003 sono stati effettuati degli studi medici specifici che hanno dimostrato che la sua malattia non era poliomielite, bensì la “Sindrome di Guillain-Barré”, malattia auto-immune del sistema nervoso periferico. In Roosevelt insorsero subito problemi di deambulazione che lo portarono ad usare una sedia a rotelle. Il suo male si aggravò con il passare degli anni.

Nonostante le difficoltà fisiche il futuro presidente continuò la carriera politica: nel 1910 divenne Senatore per lo Stato di New York. La carica fu confermata nel 1912, anno in cui affiancò Woodrow Wilson nella campagna per la presidenza. Grazie alla vittoria di Wilson fu nominato sottosegretario alla Marina, ruolo in cui si mise in luce negli anni della Prima Guerra Mondiale. Seguirono anni intensi fino al 1932, quando fu eletto presidente degli Stati Uniti. Dovette combattere contro le altre forze al Governo per portare avanti le sue riforme, spesso radicali. La seconda elezione è del 1936 e Roosevelt si ricandidò anche nel 1940, vincendo le elezioni con una maggioranza schiacciante.  In Europa era scoppiata quella che poi diventerà la Seconda Guerra Mondiale e Roosevelt, pur avendo dichiarato che non avrebbe mandato i giovani americani a combattere in terre straniere, dovette prendere una difficile decisione dopo l’attacco a Pearl Harbour, il 7 dicembre 1941. Il giorno dopo l’America entrò in guerra a fianco degli Alleati. Nel febbraio del ’45 vennero i giorni della Conferenza di Yalta, nel corso della quale Roosevelt, insieme con Stalin e Churchill, si stabilì quale sarebbe stato l’assetto politico internazionale al termine del conflitto. A questo periodo risale la decisione più discutibile del presidente, quella di internare in campi di concentramento 110.000 cittadini giapponesi e cittadini americani di origini giapponesi. Roosevelt fu anche criticato per non avere preso posizione contro l’Olocausto perpetrato dal nazismo in Europa. Frattanto il suo stato di salute si aggravava, pure si candidò per il quarto mandato, affiancato dal candidato Truman - come lui democratico - e i due vinsero le elezioni del ’44. Ma Roosevelt era debilitato dalle tensioni della guerra, dalla poliomielite e dalle troppe sigarette, era anche malato di cuore. Morì il 12 aprile del 1945 per un’emorragia cerebrale.

 

Chiara Ambrosioni

Lisdha News n 54, luglio 2007

18/12/2013