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Padre Zanotelli: Rendiamo la guerra tabu'

E’ la provocazione lanciata dal missionario comboniano padre Alex Zanotelli rientrato in Italia dopo aver vissuto 12 anni in una baraccopoli del Kenya.

Rientrato da poco in Italia dopo aver vissuto per 12 anni “nei sotterranei della vita e della storia”, ossia a Korogocho, una delle più grandi baraccopoli di Nairobi (Kenya), il missionario comboniano padre Alex Zanotelli non cessa di scuotere le coscienze con i suoi forti messaggi. Lo ha fatto anche di recente a Bisuschio (Varese), in uno dei numerosi interventi che ha tenuto in giro per l’Italia. 
Interventi che non trovano in tutti consenso, ma certo non lasciano mai indifferenti. Dalla sua esperienza vissuta in mezzo ai diseredati Zanotelli ha acquisito un nuovo modo di vivere la fede e di leggere la storia “Una cosa è parlare dei poveri - afferma - un’altra è conoscere da vicino la loro vita”.

- Com’è stato questo rientro in Italia?
“Tornando in questo Paese ho trovato una voglia di partecipare, una capacità critica che mi hanno impressionato. Quando ho partecipato a Roma alla grande manifestazione contro la guerra del 15 febbraio, ciò che mi ha stupito di piu' non è stato tanto il numero dei partecipanti, ma la gioia che vi ho visto. Non c’era piu' un corteo, ma decine di cortei e pur essendo così in tanti tutto è filato liscio, come se fosse stato orchestrato, benché le cose preparate nei giorni precedenti erano saltate”.

- L’idea dei “balconi di pace” è venuta proprio a lei: che effetto le fa vedere tutta Italia disseminata di bandiere arcobaleno?
“Un effetto molto bello. Io credo che l’Italia sia il Paese europeo che ha la migliore societa' civile. E’ una cosa importante, una forza, perché i politici hanno una paura boia della societa' civile organizzata e mi fanno compassione, perché non si rendono conto che a decidere non sono loro, ma che le grandi decisioni vengono prese nel mondo dell’economia e della finanza”.

- Che cosa sta dietro a questa guerra all’Iraq?
“Questa assurda guerra all’Iraq è il simbolo di una scelta radicale di fondo, di un sistema che continua ad uccidere favorendo pochi a spese di molti. Si difendono con le armi i privilegi di un quinto dell’umanita' che non vuole saperne di veder messo in discussione il proprio stile di vita. Dobbiamo scegliere da che parte stiamo, se dalla parte della vita o della morte. Non si può piu' barare. Il 20% del mondo è ormai deciso a continuare a papparsi l’83% delle risorse del mondo. Solo lo strapotere delle armi può permettere questo. Non so che cosa sia successo l’11 settembre ma so che è stato usato in maniera magistrale dal complesso militare per rilanciare l’economia mondiale in recessione convincendo il governo americano ad investire 500 miliardi di dollari in armi che si sommano ai 250 stanziati dall’Europa. 
Ma ecco altri dati eloquenti: il complesso militare industriale americano ha forzato Clinton, utilizzando le sue scappatelle amorose, a chiedere al Congresso Americano 60 miliardi di dollari per rifare l’armamentario atomico e questa guerra all’Iraq, secondo studi americani, costera' dai 100 ai 1900 miliardi. 
Gli ingenti investimenti in armi tolgono risorse alla vita: la Banca Mondiale dice che con 13 miliardi di dollari si possono risolvere fame e sanita' per tutto il mondo per un anno intero!
Mettendo insieme questi dati si vede l’assurdità del sistema: le armi e i militari sono diventati il motore dell’economia e servono a difendere i privilegi di chi detiene il potere economico e finanziario. 
Gli Usa affermano inoltre che useranno l’atomica ovunque i loro interessi militari saranno minacciati e questo è un fatto gravissimo perché l’atomica è forse l’invenzione piu' mostruosa dell’uomo”.

- L’attuale presidente del Brasile Lula aveva affermato 10 anni fa che una terza guerra mondiale è già stata dichiarata: la guerra dei ricchi contro i poveri. Condivide questa affermazione?
“Certamente. Se la seconda guerra mondiale ha fatto 50 milioni di morti, questa terza guerra mondiale ne fa 30/40 milioni all’anno per fame e malattie che potrebbero essere facilmente curate. Sapete che cosa prova una mamma che vede morire il proprio bimbo per diarrea perché non ha i soldi per comprare le medicine?
Secondo i dati Unicef sono 120 milioni di bambini non possono andare in prima elementare! Teniamo presente questa regola: quello che la societa' fa ai suoi ragazzi è ciò che i ragazzi diventati adulti faranno alla societa'. E’ per questo che io dico che lo costruiamo noi con le nostre mani il terrorismo.
Tempo fa su richiesta dei comboniani sono stato a Bruxelles, e ho scoperto nei bilanci della Comunita' Europea che all’agricoltura viene dato un sostegno di 50 miliardi di dollari che equivalgono a dire che a testa ogni vacca europea dispone di 2,5 dollari al giorno. Vedendo che il 20% dell’umanita' vive con meno di un dollaro al giorno mi sembra proprio di poter dire che se esistesse la reincarnazione sarebbe molto conveniente rinascere vacca europea! Poi andiamo in giro a dire ai contadini dei paesi poveri “che non sono competitivi”: almeno abbattiamo le barriere, in modo che possano esportare”.

- Anche sul piano ambientale le conseguenze sono pesanti...
“Questo sistema ammazza il nostra pianeta. Il trattato di Kyoto era un tentativo estremo di salvare qualcosa e gli Usa hanno deciso di non firmarlo. Gli scienziati ci danno 50 anni per cambiare altrimenti l’ecosi- stema sara' irrimedia- bilmente compromesso.
Ed è un sistema che non ha futuro: se l’80% delle persone vivesse come il 20% avremmo bisogno di 4 terre come risorse e di 4 terre per buttare i nostri rifiuti”.

- Che parte hanno i mass-media in questo sistema?
“I mass-media sono nelle mani del potere economico, finanziario, militarizzato, ecco perché è così difficile far passare certe cose. Una delle grandi grazie che il Signore mi ha fatto in Kenya è che sono stato risparmiato da 12 anni di televisione italiana. Pensate a quella pubblicita' in cui veniamo ringraziati perché siamo ottimi consumatori. E’ una pubblicita' pagata dal Ministero degli Esteri con i vostri soldi. Guardate che quello che cercano i mass-media è di renderci tubi digerenti. Questo sistema economico finanziario militarizzato ci uccide dentro, ci toglie l’anima, ci rende tubi digerenti. Ecco perché siamo così scontenti e infelici, perché siamo trattati come cose”.

- Lei dice spesso di essere un uomo di parte e che anche Dio è “di parte”: che cosa significa?
“La lettura che si fa del Vangelo dipende molto dall’ambiente in cui si lo legge. Le cose cambiamo a seconda che si legga il Vangelo in una villa di Milano o in una baraccopoli del Kenya. Io per 12 anni ho vissuto in una baraccopoli e leggo il Vangelo stando da quella parte. E lì ho scoperto che il Dio della Scrittura è il Dio dei poveri, degli schiavi, degli orfani, delle vedove, degli sconfitti. Un Dio che sogna che il popolo di Israele dia vita ad una societa' alternativa che abbia un’economia di eguaglianza dove i beni siano il piu' equamente condivisi. Ogni societa' umana lasciata a se stessa si struttura nella diseguaglianza a causa della bramosia di beni dell’uomo e solo una politica di giustizia potra' portare ad un’economia di eguaglianza. Dio non è garante dell’ordine meglio dire del disordine costituito, ma è colui che ascolta il grido del povero, dell’orfano, della vedova, dell’emarginato. Questo è il cuore del sogno di Dio per Israele. In Gesu' il sogno di Dio prende carne in un volto e Gesu' lo rilancia in una Galilea strangolata dell’impero romano, definito “demoniaco” dall’Apocalisse per la sua capacita' di schiacciare ed opprimere. E Dio è anche oggi fedele ai crocifissi della nostra societa'”.


- Dalle pagine di Nigrizia non aveva esitato a denunciare, precorr- rendo i tempi, traffici d’armi e tangenti che si nascondevano dietro agli aiuti al Sud del mondo: ci sono ancora cose che dobbiamo sapere?
“Ad esempio il caso di Ilaria Alpi, la giornalista uccisa nel 94 a Mogadiscio, per cause ancora non ben chiarite. Ai tempi in cui denunciammo dalle pagine di Nigrizia gli imbrogli degli aiuti italiani ai Paesi del Sud del mondo avevano scoperto che gli aerei militari che dal 85 al 90 venivano caricati a Milano con aiuti alimentari a cura del Ministero per gli Affari Esteri per la Somalia, facevano scalo in Sicilia e lì si scaricavano gli alimenti e si caricavano armi. Allora però non sapevamo che la contropartita richiesta dall’Italia era lo smaltimento in Somalia per mare e per terra di rifiuti tossici e che il pentapartito ha ricevuto per 20 anni negli anni 70 e 80 tangenti sulla vendita di armi che andavano dal 10 al 15%”.

- Che cosa pensa dell’attuale normativa sull’immigrazione?
“Quando ho visto la legge Fini Bossi mi sono vergognato di essere italiano, in quanto non accoglie gli immigrati come soggetti di diritto, ma solo come manodopera in funzione del capitale, dopodiché devono essere rispediti al mittente. E questo è tanto piu' inaccettabile se fatto da un popolo come il nostro che ha 60 milioni di suoi connazionali all’estero, che in passato hanno vissuto sulla propria pelle la stessa emarginazione che ora stanno facendo vivere a persone provenienti da altri paesi. E’ incredibile come a questo proposito si possa fare un uso strumentale della religione: il senatore Bossi si batte per riportare nelle aule del Senato il crocifisso morto e schiaffeggia i crocifissi viventi”.

- Che cosa è cambiato dopo le grandi manifestazioni contro la guerra svoltesi lo scorso 15 febbraio?
“Dopo le grandi manifestazioni che si sono svolte a Roma e in numerose capitali del mondo, che secondo la Cnn hanno riunito 110 milioni di persone, il New York Times, schierato a favore della guerra, ha scritto che ci sono due superpotenze in questo momento: gli Usa e l’opinione pubblica mondiale, con cui la superpotenza dovra' fare i conti. E’ fondamentale il ruolo che può svolgere questa societa' civile organizzata”. 

- Che soluzione vede al dilagare della violenza?
“Insieme a tanti pensatori (René Girard, Bailey, ecc) ritengo che stiamo attraversando la piu' grave crisi che l’homo sapiens abbia mai vissuto: il genio della violenza è fuggito dalla bottiglia e non esiste piu' nessun potere che potra' rimettervelo dentro. Ormai abbiamo armi atomiche sufficienti a far saltare il mondo 4 volte.
All’umanita' rimane solo una scelta: rendere tabu' la violenza e la guerra. L’umanita' ha fatto una simile operazione con l’incesto che era praticato nelle antiche societa'. Quando l’uomo vide che l’incesto faceva male alla razza umana lo ha reso tabu'. Penso che non ci resta che questo: rendere tabu' la guerra e la violenza. E’ questo il salto di qualita' che l’umanita' è chiamata a fare. E’ la scelta della non violenza attiva come praticata da Gesu', Ghandi, Martin Luther King.... E’ una scelta di civilta'. E’ l’unica strada che ci rimane.
Ritornate a parlare di disarmo, di obiezione coscienza all’esercito, di obiezione fiscale alle spese militari, a proposte come l’anno di volontariato, mandate lettere e mail ai vostri deputati e senatori. Ricordiamoci che accettare questa guerra è accettare la guerra all’infinito”.

- C’è qualcosa che possiamo fare singolarmente per cambiare rotta?
“Ritagliatevi tempi di silenzio e di riflessione. Sappiate recuperate il vostro volto, unico e irripetibile, ma ricordatevi anche che non ricupererete il vostro volto se non ricupererete quello dei vostri fratelli. Un compito particolare è affidato alle donne: la nostra società violenta, patriarcale e maschilista ha bisogno che voi manteniate fedelta' alla tenerezza. E’ fondamentale che la societa' e la politica siano pervase dalla compassione e dalla tenerezza”.

Marcella Codini

Aprile 2003

05/12/2013