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Arteterapia

Una psicoterapia utile per tutte le forme di disabilità. L'arte, oltre che mezzo espressivo può diventare, a determinate condizioni, anche uno strumento per migliorare il prorio benessere psicologico.

L'arte, oltre che mezzo espressivo può diventare, a determinate condizioni, anche uno strumento per migliorare il prorio benessere psicologico. Ecco allora una forma particolare di psicoterapia: l'arteterapia, sempre più praticata in strutture pubbliche o private. Ma in che cosa consiste esattamente? Lo chiediamo ad Anna Triacca, che a Varese pratica questa forma di terapia.


- Che cosa sono le arti-terapie?
"Con il termine arti-terapie si intende una pluralità di tipi di intervento che utilizzano i linguaggi delle diverse aree delle arti in un contesto relazionale di appoggio, aiuto alla persona. Esse costituiscono un particolare modo di prendersi cura del mantenimento e potenziamento della salute psichica. Nelle arti-terapie sono comprese: musico-terapia (suono-ritmo), danza-terapia (movimento-spazio-corpo), arte-terapia (forma-colore), teatro-terapia.


- Prendiamo in esame l'arte-terapia
"Questo tipo di psicoterapia, tenendo conto dei vissuti degli utenti e facilitandone l'espressione grafica spontanea, è un'attività che privilegia modalità non verbali. Consente il recupero del nucleo creativo dell'individuo e permette di affrontare disarmonie, blocchi e disagi. La peculiarità dell'arte terapia si fonda su una relazione fra terapeuta ed utente mediata dal "prodotto creativo". Poiché la pittura e le arti plastiche - che connotano il prodotto creativo - sono attività non verbali, questo tipo di terapia, aperta a tutti gli individui, si rivela adeguata ai soggetti che, per diverse motivazioni di tipo personologico, hanno impossibilità ad esprimersi con il linguaggio verbale, oppure una maggiore capacità, o preferenza ad esprimersi attraverso canali altri da quelli verbali.


- Quali sono gli strumenti utilizzati?
"Gli utenti possono dipingere utilizzando la modalità a loro più congeniale e funzionale ed alla elaborazione dei loro vissuti. Non è un corso, non si insegna a disegnare né per forza ad apprendere alcuna particolare tecnica, ma si parte dal presupposto che l'attitudine a produrre sia innata e naturale (pensiamo al bambino che spontaneamente inizia a disegnare). Il disegno, a volte, può diventare un mezzo indispensabile per iniziare un contatto. Inoltre può chiarire aspetti psicopatologici e strutturali, fornendo indicazioni che possono orientare l'intervento terapeutico, vedendo nei disegni, nei dipinti, nel modellaggio dei "documenti artistici". L'immagine permette di "aggirare" le strutture di difesa senza il diretto confronto verbale, momento che viene differito nel tempo, sino a che l'Io del sogggetto si sia sufficientemente rafforzato. Per esempio emozioni, quali la paura, la rabbia possono, attraverso il disegno, prendere forma, essere rappresentate, quindi collocate fuori di sé, pertanto osservate, descritte, condivise, attivando la possibilità da parte del soggetto di entrare in relazione con esse come se fossero "oggetti altro da sé". L'arte-terapia, come soccorso, appoggio, aiuto alla persona, può essere una risposta ad uno specifico bisogno individuale, oppure può far parte di un progetto elaborato da una istituzione scolastica, terapeutica, assistenziale.


- Come può essere utile ad una persona disabile l'arte-terapia?
"Può essere utile come una classica psicoterapia. In alcuni casi, ad esempio nell'incapacità o impossibilità di esprimersi verbalmente, come nel ritiro emotivo e nella disabilità sensoriale, può rivelarsi più appropriata".

- Può essere utile a tutte le tipologie di persone disabili (mentali, psichici, sensoriali, fisici)?
"Si perché agisce primariamente a livello emotivo affettivo e, conseguentemente, si hanno ripercussioni positivi sugli altri aspetti della personalità. Per comprendere ciò dobbiamo ricordare che la personalità dell'individuo viene analizzata, per motivi di studio, come se fosse costituita da diverse parti, prese in considerazione dalla diverse discipline accademiche: la conoscenza (le psicologie dell'apprendimento e dello sviluppo cognitivo), l'affettività (le psicologie della personalità), la relazione (le psicologie sociali). Nella realtà le cose stanno diversamente, infatti "le parti" non sono altro che i diversi aspetti della personalità che si integrano nella totalità ed unicità di ogni individuo. Questo concetto spiega come l'intervento terapeutico su un aspetto della personalità incide positivamente anche sugli altri aspetti. Per esempio: a volte l'handicap, primario a livello mentale, incide negativamente sulla sfera emotiva, oppure viceversa; il lavoro dell'arte-terapia, direzionato allo scioglimento dei nodi psico-patologici, contribuisce alla liberazione di potenzialità che, non negate, favoriscono lo sviluppo dell'aspetto cognitivo della personalità e, quindi, l'adattamento (mentale) al reale".

- Su quale tipologia di disabilità l'arteterapia ha una maggiore incidenza positiva?
In tutti quei casi in cui è opportuno privilegiare i canali di comunicazione non verbale ed in quelle persone che padroneggiano il pensiero concreto rispetto a quello astratto. Facciamo un esempio: prendiamo in considerazione i soggetti con handicap mentale che padroneggiano con difficoltà (variabile secondo il gradi di insufficienza) il pensiero astratto, cioè quello che non "poggia" su dati visibilmente concreti e manipolabili (parliamo dei casi in cui l'apprendimento avviene se l'insegnamento è accompagnato dalla visione o dalla manipolazione di contenuti, oppure da figure). In questi casi l'arte-terapia si rivela più appropriata perché si fonda sulla sensazione (visiva, tattile, manipolativa) che favorisce la percezione, base del pensiero. Un altro esempio riguarda i soggetti, particolarmente chiusi, che non amano parlare direttamente di sé".

- Nel caso di persone disabili con difficoltà a livello cognitivo, può essere utile a tutte le classificazioni di questa tipologia di handicap (insufficienza mentale lieve, media, grave)?
"Vale la precedente risposta. Si può aggiungere che chi ha un'insufficienza mentale grave ha un suo modo di esprimersi: il soggetto disegnerà, o manipolerà i materiali, come un bambino piccolo, infatti il suo pensiero, nel caso di un handicap certificato, si è arrestato ad uno stadio di sviluppo cognitivo meno evoluto. In questi casi si adatta il metodo dell'arte-terapia al suo livello, favorendo un contatto con i suoi bisogni evolutivi sia a livello mentale che emotivo-affettivo".


- L'arte-terapia necessita di una buona manualità?
"No, perché in arte-terapia non è importante l'aspetto estetico del prodotto creativo finito, oppure la sua buona riuscita a livello di spendibilità, come negli ateliers. In altre parole, "l'arte" viene coinvolta come percorso centrato sui fenomeni che durante il processo creativo si sono sviluppati e sui simboli che sono stati espressi".

- L'arte-terapia può essere effettuata a livello individuale o in gruppo?
"Sia individualmente che in gruppo. Nel gruppo, naturalmente si agisce anche a livello interpersonale; le istituzioni preferiscono questa modalità sia per motivi economici, sia al fine di intervenite positivamente anche nei rapporti gruppali".

- Sono necessari degli ambienti, materiali, strumenti particolari?
"E' fondamentale offrire uno spazio e un tempo che si attuano in un ambiente costituito da un locale adibito ad atelier, privo di ingombri con materiali artistici (tempere, acquerelli, colori ad olio, gessetti, matite colorate, pastelli a cera, creta, collage ecc.) e materiali di recupero (sassi, conchiglie, rami, foglie, stoffe, corde...) e che non sia luogo di passaggio. Sono necessari: un ampio tavolo, sedie, una scaffalatura e una cadenza regolare di incontri. Il classico esempio per la conduzione di un gruppo (6/8 persone) è quello che si formalizza in un "contratto pratico" che prevede, di solito, un incontro settimanale di 2/3 ore. E' importante, sia a livello individuale che istituzionale, il "contratto metodologico" in cui è chiarito quello che l'utente si aspetta e quello che il modello dell'arte-terapia può offrire". 


-L'arte-terapia va bene a tutte le età?
"Si. Ogni utente troverà le proprie modalità per esprimersi, congruenti con le sue potenzialità e con la sua età cronologica e mentale".

Enrico Chini

Lisdha news n 40 - gennaio 2004

 


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07/12/2013