Home / DI COSA PARLIAMO / Scuola / Da oltre vent'anni alla Nostra Famiglia con passione e creatività

Da oltre vent'anni alla Nostra Famiglia con passione e creatività

Marco Airoldi, insegna da più di 20 anni nel centro di Castiglione Olona, dove accanto alla didattica tradizionale prendono vita iniziative nuove, tra cui una web radio e la messa in scena della Divina Commedia.

Marco Airoldi insegna da ventidue anni Cultura scientifica e informatica nel centro de La Nostra Famiglia di Castiglione Olona (Varese). Gli abbiamo chiesto che aria si respira nelle aule.

“Si respira una bella aria - ha risposto - il 98% dei nostri ragazzi ci lascia con dispiacere al termine della propria esperienza. Il percorso formativo-professionale dura infatti tre, quattro anni, al termine dei quali c’è la dimissione dal servizio. Dimissione che è sempre frutto di un accordo con i servizi territoriali, assieme ai quali si progetta la prosecuzione di un percorso formativo o professionale. Quasi quotidianamente riceviamo visite di ex-alunni che tornano a trovarci con gioia perché hanno lasciato da noi un pezzetto del loro cuore. E sono cresciuti. All’inizio del loro cammino arrivano da noi un po’ preoccupati: non capiscono bene dove sono capitati e, soprattutto, non sono abituati a stare assieme agli altri. Alcuni di loro, infatti, vengono da esperienze di sostegno scolastico che li hanno certo portati ad apprendere delle competenze, delle abilità pratiche di letto-scrittura, disimparando però a stare con gli altri perché esclusi, perché “difficili” o problematici. Da noi sperimentano un’altra dimensione, perché i percorsi sono fortemente personalizzati e legati alle esigenze di ciascuno, ma vengono poi  vissuti all’interno di piccoli gruppi di tre-sei ragazzi. Questo permette di concentrarsi sulle esigenze personali e, allo stesso tempo, creare un ambiente che favorisca la crescita e li aiuti a socializzare. Tra i primi obiettivi che ci prefiggiamo c’è quello di imparare ad aspettare il proprio turno per parlare, o quello di chiedere le cose nel modo corretto. A questo si aggiungono tutte le competenze che vengono dai vari laboratori: che siano pratici o di cultura, laboratori per lo sviluppo delle competenze di base, o per la letto-scrittura – insegnata a ciascuno in base alle personali capacità di apprendimento. Si cerca anche di offrire alternative. Io, ad esempio, insegno matematica. Quando arrivano gli studenti non amano molto la materia: allora, prima di tutto, cerco di metterli a proprio agio, scherzando sul fatto che non devono preoccuparsi, che anche a me non piace la matematica! Gli faccio capire che devono sentirsi liberi di dire ‘non lo so’, ‘non lo so fare’. ‘Impareremo a farlo e se proprio non lo sapete fare, vi insegno un trucco: si può usare la calcolatrice’. Loro sono subito divertiti ed entusiasti.

Nel lavoro quotidiano in classe io e i miei colleghi cerchiamo di passare dei contenuti, trasmettere degli apprendimenti e delle competenze ed educarli. Facciamo un lavoro didattico-educativo: c’è la didattica, c’è l’apprendimento. Facciamo insieme, leggiamo insieme, sempre cercando di crescere. E infatti, quando finiscono il loro percorso gli allievi sono davvero cresciuti nelle loro abilità. Possono vederlo loro stessi confrontando il primo lavoro realizzato, ancora molto insicuro, con l’ultimo, quello finale, che chiamiamo “il capolavoro”, che è una sorta di riassunto di tutte le competenze acquisite. C’è sempre un momento di valutazione finale, di qualifica o di attestato di frequenza. E’ un esame che vivono in modo molto intenso e sentito, nel quale mostrano con piacere quello che hanno fatto alla commissione d’esame e anche al presidente della commissione esterna, a seconda della modalità d’esame. Una delle prove più importanti è il colloquio finale, sul tema “il mio percorso formativo” nel quale devono raccontare come sono arrivati, cos’hanno imparato, chi hanno conosciuto e frequentato. Cerchiamo di trasmettere loro la consapevolezza sulla differenza che c’è tra quando sono arrivati, quello che hanno imparato e cosa andranno a fare. Noi li accompagniamo per un pezzo importante della loro vita, in cui si gettano le basi per il loro futuro di persone adulte. Alcuni di loro riusciranno a essere autonomi; siamo sempre in contatto con ex-alunni che lavorano, che hanno formato famiglie, che hanno figli, che vivono bene la loro vita, pur con le difficoltà che restano, che hanno imparato a gestire, o hanno trovato le strategie per ovviare. Poi ci sono anche persone che avranno bisogno di un accompagnamento costante … anche loro tornano da noi, magari accompagnati dai genitori, e ricordano con piacere il percorso condiviso, sia per quanto riguarda il luogo, la struttura, che per il rapporto personale con gli insegnanti e l’aspetto affettivo.        

 

Quali sono le attività quotidiane che si svolgono presso La Nostra Famiglia di Castiglione? 

Le attività che facciamo sono davvero tante: ci sono quelle curricolari, quelle nate dalla creatività degli insegnanti e degli operatori che coinvolgono i ragazzi in esperienze che li stimolano da vari punti di vista, oltreché i laboratori. Ci sono gruppi dedicati per i ragazzi dei diversi anni: quelli del terzo anno sono “i girasoli”, quelli del quarto sono “il gruppo adolescenti”. In questi gruppi hanno l’opportunità di vivere insieme una giornata intera o anche più giornate, fuori dal centro. Si gestiscono la giornata da soli, preparano da mangiare, fanno attività diverse da quelle prettamente scolastiche, si sperimentano in cose che non fanno parte della quotidianità presso La Nostra Famiglia, il tutto insieme con i compagni. All’interno di questi gruppi riflettono su se stessi, sul cammino fatto, sulla propria crescita. Un’altra importante attività è la web-radio messa in piedi da alcuni insegnanti: si chiama Turbo Radio Cfp. Trasmette una puntata ogni uno/due mesi, i ragazzi stessi sono i dj che fanno proprio la radio – lanciando i dischi e andando a intervistare - con la coordinazione degli insegnanti: i ragazzi fanno la riunione di redazione e poi partono per il centro del paese microfono o smart-phone alla mano per intervistare. Un’altra attività importante è lo spettacolo di fine anno. I ragazzi vengono coinvolti nella preparazione di questo momento che, per loro, è importantissimo. Ci mettono anima, corpo e cuore perché è un modo per esprimersi. Magari non attraverso la parola, ma con il ballo, con il gesto, le coreografie. E sono bravissimi! Abbiamo iniziato a realizzare questa grande festa quindici anni fa con una decina di ragazzi: oggi sono circa 60, sui 90 presenti nella struttura e tutti lavorano con grande passione ed entusiasmo, commuovendo fino alle lacrime il pubblico stupito! L’anno scorso li abbiamo addirittura portati in tournée, facendo due repliche fuori dal centro. Portare in giro la nostra “Divina Commedia” è stato il raggiungimento di un traguardo per loro e per noi

Chiara Ambrosioni

17/06/2016