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Handicap Sport missione compiuta!

Si è concluso il campionato di serie B di basket in carrozzina che ha visto il ritorno all’attività della gloriosa Handicap Sport Varese fondata nel 1982.

Doveva essere la nuova primavera del basket in carrozzina varesino. Doveva essere la stagione del risveglio e dell’entusiasmo ritrovato. Quella terminata con il terzo posto in classifica nel girone A del campionato di serie B è stata molto di più. Prima dei numeri delle vittorie e delle sconfitte vengono due nomi. Sono quelli di due giovanissimi che non hanno giocato nemmeno un minuto. Saputo a stagione in corso che anche a Varese si poteva giocare a basket in carrozzina, il varesino Alessandro Pedron e il luinese Mattia Castorino hanno bussato alla porta della palestra comunale di Valle Olona.

«Sono felice di iniziare il racconto di quest’anno da Mattia e Alessandro - risponde il presidente e coach della Cimberio SuperEnalotto Varese, Carlo Marinello - l’entusiasmo per la ritrovata attività agonistica non deve distrarci dai veri obiettivi: promozione, reclutamento e ricambio generazionale. Accogliamo a braccia aperte i nostri due nuovi “acquisti” ma ora devono bruciare le tappe per permetterci di affrontare il prossimo campionato abbattendo l’età media del gruppo».

 

- Esibiti i due gioielli di famiglia passiamo al campionato appena terminato. Terzo posto. Soddisfatti?

«Di più! - interviene uno dei fondatori dell’Hs Varese, Giorgio Pedraccini – era una vita che non provavamo la tensione di una partita vera. Per chi nel frattempo, come il sottoscritto, ha smesso di giocare, rivedere in canotta alcuni dei vecchi compagni con tante facce nuove solo fino all’anno scorso era un sogno. E invece…»

 

- Però, al numeroso pubblico presente alle vostre partite casalinghe non avete dato l’impressione che per voi l’importante era partecipare…

«La fame vien mangiando! - afferma sorridendo un altro componente dello zoccolo duro dell’ Hs, Antonio Bazzi - quando avemmo la certezza che grazie al Consorzio Varese nel Cuore, la Pallacanestro Varese, Cimberio, SuperEnalotto e Teva potevamo “spolverarci” e addirittura reclutare un numero di giocatori necessari per iscriverci al campionato di serie B i nostri occhi diventarono lucidi. L’emozione fu davvero grande. Il giorno dopo parlavamo già di come poter vincere il campionato!».

 

- Iniziamo dall’inizio.

«Dopo tanto, troppo tempo, abbiamo ritrovato un’allenatore vero e…sono stati dolori - l’espressione sul viso di Marinello è tutta un programma - Arturo Benelli ha sposato la nostra causa con grande professionalità. Troppa…Le nostre strade si sono divise ma gli dobbiamo un sentito grazie. Mi sono caricato sulle spalle il doppio ruolo e siamo andati avanti. Meglio di noi hanno fatto solo Cantù e Genova.  

Alle nostre spalle le due squadre di Torino, il Seregno, Brescia e Cinisello. Essendo la seconda squadra oltre a quella impegnata nel campionato di serie A1, Cantù ha preferito rinunciare alla promozione in quanto due squadre della stessa società  partecipanti a due campionati conseguenti non possono scambiare i giocatori tra loro nel corso della stagione. Cosa consentita dal regolamento tra due formazioni della stessa società iscritte ai campionati di A1 e serie B. Morale della favola a salire in A2 è toccato a Genova».

 

- Guardiamo ai vincitori. Come avvicinarsi a Cantù?

«Semplice. Da Varese vai verso Malnate, prosegui verso Appiano Gentile e poi svolti per Cantù…»

 

- A parte il fatto che la Briantea di serie B gioca a Seveso, intendevo la realtà della pratica del basket in carrozzina di Cantù.

«Sognare fa vivere maglio ma inseguire una utopia è tempo perso - si fa serio Marinello - tra noi e Cantù ci sono anni di storia, un settore giovanile e disponibilità economica. Per noi è stato un miracolo ripartire trovando persone disponibili a darci una mano in campo, in panchina, in società e in città».

 

- Intanto c’è un varesino che gioca a Cantù in odore di Paralimpiadi…

«Nicola Damiano è stato uno dei nostri ed è un amico.Tutti noi speriamo di vederlo partire tra i convocati per Londra. In maglia azzurra ha già vinto un campionato europeo nel 2009. La concorrenza per il posto è temibile ma un’avventura così prestigiosa Nicola se la merita».

 

- L’ultima gara di campionato con l’ Mpt Torino, decisiva per la conquista del terzo posto, l’avete giocata al PalaWhirlpool.

«E’ stato un altro regalo della Pallacanestro Varese e del nostro angelo custode Mario Oioli. Come nel resto della stagione anche quella sera c’era tanta gente. Nel parterre Cecco Vescovi, Michele Lo Nero, Roberto Cimberio, Andrea Meneghin. Dal soffitto è addirittura caduta una stella d’orata di cartone rimasta infilata da qualche parte dalla sera di festa per la conquista del 10° scudetto varesino. A tutti noi è sembrata la ciliegina sulla torta di una stagione importante, un omaggio dei grandi di quell’impresa all’impegno dei tanti che hanno avuto la volontà di rigenerare la pratica del basket in carrozzina nella città famosa nel mondo per la sua squadra di basket».

 

- E adesso?

«E adesso è arrivato il momento del bilancio e della necessità di rileggere la stagione per consolidare i pregi e limare i difetti. Nei prossimi mesi continueremo la nostra attività di promozione e reclutamento partecipando a manifestazioni e tornei. Il più importante è la sesta edizione della 24h internazionale di basket in carrozzina di Luino, in programma sul lungolago dal 13 al 14 luglio».

 

Roberto Bof

Lisdha News n 74, luglio-settembre 2012

03/12/2013