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La Polha nuota nell’AcquaRio!

La storica associazione sportiva varesina inizia il suo 35° anno di storia tuffandosi in una nuova avventura che ha nel mirino le Paralimpiadi del 2016 a Rio de Janeiro.

La Polha Varese la trentina l’ha passata da un po’. Daniela Colonna Preti, la sua presidente,  il  trentennale nella Polha lo festeggerà l’anno prossimo.

Trent’anni di passione, determinazione e una molecola nel suo Dna e quello della Polha: la promozione dello sport per persone con disablità. Padre della promozione targata Polha è il progetto nuoto che ha visto il primo tuffo in acqua nel 1997.

 

“In quell’anno - inizia il suo racconto Daniela Colonna Preti - entrammo a far parte dell’Assemblea Provinciale Sport Disabili costituita per programmare e sostenere economicamente iniziative sportive di base rivolte ad alunni disabili.

Venivano chiamati ‘corsi di attività motoria per alunni disabili’, erano interamente finanziati dalla Provincia di Varese e proponevano varie discipline sportive. Venivano gestiti di anno in anno da vari soggetti - Pattinatori Ghiaccio Varese, Hc Mastini Varese, Polha, Asa, Coni e dalla Provincia stessa - fino al 2004, quando il progetto prese l’attuale nome di “Sport SI Può ” e la Provincia decise di proporre solo i corsi di nuoto affidandone definitivamente la gestione alla Polha che li coordina tutt’ora. E’ importante dire che gli alunni che partecipano a ‘Sport SI Può’ non sono tesserati con la Polha: le attività in piscina, completamente gratuite per le famiglie e per le scuole, sono considerate a tutti gli effetti ‘attività scolastica’”.

 

Rileggendo i numeri di “Sport SI Può” verrebbe spontaneo pensare “Sport SI Esagera”…

“In effetti il progetto è diventato davvero molto complesso. Quest’anno comprende: 6 Piscine (Busto Arsizio, Castiglione Olona, Luino, Saronno, Tradate, Varese), 13 Comuni, 47 Scuole tra elementari e medie, 210 utenti, 35 istruttori specializzati e 15 volontari, per un totale di 95 giorni di lezione e 220 turni in acqua da gennaio a maggio. Per realizzare l’edizione 2014 la Polha - unico Centro di Avviamento allo Sport Paralimpico della nostra provincia e quello con più discipline in Italia - si è avvalsa della collaborazione dei Comuni di Busto Arsizio, Luino, Saronno, Tradate, Varese, Venegono Inferiore e Superiore, del Servizio di Medicina dello Sport della Asl di Varese, dell’Ambulatorio di Medicina dello Sport dell'Istituto Padre Monti di Saronno e degli Istituti scolastici.

Il progetto gode del Patrocinio del Comitato Italiano Paralimpico Lombardia e della Federazione Italiana Nuoto Paralimpico. Oltre che sull’importante contributo della Provincia di Varese, lo scorso anno ha potuto contare anche sul sostegno della Fondazione Comunitaria del Varesotto (Bando Arcobaleno) e della Fondazione Milan Onlus. Una rete che in tutti questi anni ha avvicinato allo sport e in particolare al nuoto oltre 2300 alunni con disabilità”.

 

Tra i più piccoli un giorno arrivò con la sua mamma in piscina un certo Morlacci… Morlacchi. Ne hai più sentito parlare?

“Nel 2000 grazie al contributo della Provincia di Varese organizzammo i corsi per Istruttori di nuoto della Federazione Italiana Sport Disabili brevettando 30 nuovi tecnici.

Tra loro c’era Luca Porrini, che portò all’esame una tesina con la sua esperienza in acqua con un bambino di Luino che, nonostante una ipoplasia congenita alla gamba sinistra, aveva una buona acquaticità e dall’età di 3 anni frequentava i corsi di avviamento dei bambini ‘normodotati’. Questo ‘pesciolino’ era Federico Morlacchi oggi tra i più forti nuotatori paralimpici del mondo. Fondamentale per lui e per la Polha, nel 2006, l’incontro con Massimiliano Tosin, che da allora è il suo allenatore, il suo mentore e il suo migliore amico. Tosin è un allenatore esigente e molto preparato, capace di mettersi in discussione continuamente confrontandosi con altri allenatori, condividendo idee e metodi di allenamento”.

 

Morlacchi è il faro di un gruppo sportivo in grande crescita per numeri e risultati.  

“La Polha attualmente conta circa 120 atleti iscritti, tra agonisti, non agonisti e principianti. Per quanto riguarda il nuoto agonistico abbiamo dovuto organizzarci per permettere di far fare attività in acqua a Milano ai nostri atleti universitari. Gli altri si allenano a Varese, al Centro Laguna Blu e alla Piscina Comunale. Oltre a questi allenamenti fissi troviamo sempre una grande disponibilità da parte di alcuni impianti del territorio nell’ospitare all’occorrenza i nostri atleti: Robur et Fides, Sport Management Luino, Mio Club Tradate. Discorso a parte merita Fabrizio Sottile: tesserato con la Polha nel 2011 a causa dell’improvviso peggioramento della vista che lo ha portato dall’essere un valido atleta Fin con la società Insubrika all’essere un atleta di punta della nazionale Finp tesserato con noi. Dopo alcuni anni di difficile co-gestione Polha-Insubrika, quest’anno abbiamo sostenuto la scelta di Fabrizio di tesserarsi al Circolo Canottieri Aniene di Roma, dove ha trovato vitto e alloggio a due passi dalla piscina, situazione ottimale per un atleta ipovedente. Sono molto contenta che Fabrizio abbia questa opportunità di autonomia e faccio un gran tifo per lui, non solo per lo sport ma anche per la vita”.

 

Con l’arrivo del nuovo anno Daniela Colonna Preti diventerà nonna e il Progetto “Sport SI Può” padre? 

“Sono vere entrambe le ‘indiscrezioni’. Tralasciando quella famigliare che mi agita un po’, siamo belli carichi nel presentare ‘AcquaRio 2016’. Si tratta di un progetto di nuoto paralimpico che vede la Polha nel ruolo di capofila ed è finalizzato a sostenere la preparazione di 7 atleti d’eccellenza tesserati in 4 Società paralimpiche di 3 diverse Regioni che si allenano a Milano: Federico Morlacchi, Arianna Talamona e Alessia Berra della Polha Varese,  Arjola Trimi  e Susanna Ferrante della Pol.Bresciana, Francesca Secci della SaSpo Cagliari e Giulia Ghiretti della Ego Nuoto Parma. Il progetto è di assoluto carattere pionieristico perché coinvolge diverse società sportive - fatto inconsueto - senza far perdere loro la propria identità e autonomia. Gli atleti si allenano insieme condividendo spazi acqua, allenatori e preparazione atletica, cambiando il modo di considerare l'attività e la programmazione Paralimpica. ‘AcquaRio’ 2016 ha come obiettivo la qualificazione degli atleti alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro 2016 ‘passando’ dai Campionati del mondo di Glasgow 2015.

Il progetto è stato presentato alla Regione Lombardia nella speranza che potesse accedere ai contributi previsti nel Bando Progetti Speciali, ma purtroppo pur essendo stato ammesso in graduatoria non verrà finanziato per mancanza di fondi e quindi, tanto per cambiare, stiamo cercando con tutte le nostre forze altri modi di sostenere questo splendido progetto".

Roberto Bof

28/01/2015