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Le nuove sfide del Pararowing

Sempre più ragazzi chiedono di praticare questo sport, per il quale Gavirate è diventata punto di riferimento mondiale. Tra i progetti: portare a 32 le nazioni che gareggino a livello internazionale.

La Canottieri Gavirate ha messo in archivio nel maggio scorso una edizione super del suo meeting internazionale di pararowing che, oltre all’Italia, ha portato in provincia di Varese 23 squadre di 5 continenti con un totale di 180 atleti.

Dalla mattinata dell’inaugurazione di giovedì all’ultima premiazione di domenica pomeriggio quello che più ha colpito i protagonisti ma anche il pubblico dell’infinita serie di gare è stato il rispetto. C’erano atleti titolati insieme a giovani che per la prima volta si trovavano chi più chi meno dall’altra parte del mondo e per la prima volta in gara. Tecnici come l’italianissimo Ct del Sudafrica Marco Galeone che oltre a seguire i propri atleti si prestavano a montare o sistemare le imbarcazioni di altri.

Decine di volontari impegnati in ogni mansione utile a limare mancanze o problemi dell’ultima ora. In mezzo al giovedì, al sabato e alla domenica tropicali è capitato un venerdì invernale spazzato da vento e acqua. Un insieme di persone e situazioni che poteva rappresentare più di un problema e invece niente o meglio, tanta roba da vedere e apprezzare.

Guardando in casa nostra la novità che dovrebbe essere normalità ma non lo è mai abbastanza è stata la risposta alla Canottieri Gavirate  da parte del Comune, dei commercianti del centro storico e non ultima quella della sede dell’Istituto dello Sport Australiano operativa da cinque anni a pochi passi dalla sede della società rossoblù del presidente Pomati. Una squadra che ha funzionato e quindi da confermare per il futuro che vede sempre più vicina la decisione della Fisa di fare di Gavirate e della sua Canottieri un punto di riferimento mondiale del Pararowing. Lo meriterebbe Paola Grizzetti e con lei un territorio che ogni anno viene scelto per competenze e condizioni ideali dalle squadre nazionali di ogni parte del mondo, per raduni e stage portatori sani di scambi di informazioni ed esperienze che al di là di corsi e convegni arricchiscono tecnici e atleti.

La quattro giorni di Gavirate è stata questa e ovviamente molto altro. Rio de Janeiro, sede delle Paralipiadi 2016 è già dietro l’angolo e da quel che si è visto la lezione di Londra 2012 l’hanno capita in molti. E’ il caso della canottieri Gavirate che, vistasi togliere dalla Federazione lo status di Centro Tecnico Federale sta raccogliendo attestati di stima e consensi da ogni parte del mondo a partire dalla Federazione Internazionale che le ha affidato un progetto ambizioso con l’obiettivo di allargare a 32 le nazioni con un settore pararowing. 

“Devo parlare con calma per non dimenticare qualcuno dei tanti che hanno condiviso con noi il nostro fiore all’occhiello una nuova grande edizione del nostro meeting internazionale di pararowing – racconta il presidente della Canottieri Gavirate Giancarlo Pomati – Fin dal primo giorno del mio ritorno alla presidenza ho ripetuto a chiunque e in ogni sede che questa Società ha persone e qualità d’eccellenza ma se resta da sola è destinata a limitare l’attività sportiva integrata. Voleva essere un appello e le risposte non si sono fatte attendere.  In primis quelle dell’amministrazione comunale e dei commercianti del centro storico, senza dimenticare l’amicizia consolidata dell’Istituto dello Sport Australiano diretto dall’amico Warwick Forbes.

Una squadra che ovviamente comprende i nostri tecnici, gli atleti e i nostri fantastici e inesauribili volontari. Nel corso degli anni, con tanti sacrifici e infinita pazienza abbiamo ristrutturato e allargato la nostra sede e al termine di ogni lavoro eravamo già stretti. Sempre più ragazzi entrano dal nostro cancello per iniziare a remare. Il “progetto pararowing” nato nel 2003  è diventato ormai da tempo attività quotidiana con sempre più famiglie e realtà sociali varesine che ci portano giovani per i quali dobbiamo inventarci spazi e orari assurdi per dare una risposta alla voglia di conoscere e praticare il nostro sport. Nel frattempo, a causa delle note difficoltà, ci è venuto a mancare anche il contributo della Provincia che fino al 2013 ci ha garantito un minimo di tranquillità per quello che ogni Società come la nostra individua come migliore assicurazione per il presente e il futuro: organizzazione e programmazione. Oltre a gratificare l’impegno di Gavirate e della sua Canottieri, la quattro giorni di gare del nostro meeting ci ha contagiato con nuova fiducia ed entusiasmo. Certo, avremmo fatto volentieri a meno dei costi extra per riparare i danni ai pontili di partenza causati dal maltempo della settimana successiva ma non possiamo e non vogliamo, fermarci”.

 

Roberto Bof

13/07/2015