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I tre moschettieri dell’Inail

Hanno grinta da vendere Desirée, Angelo e Massimiliano che dopo un grave infortunio hanno scelto di “rinascere” attraverso lo sport.

Storie da conoscere e da raccontare per distribuire a piene mani esempi positivi di carattere e determinazione. Frequentando il mondo dello sport per disabili se ne scoprono ogni giorno. 

Dove non sono arrivata con il corpo, sono arrivata con la testa e il cuore” . Con stampato sul viso un sorriso infinito Desirée Crisafulli, 27 anni, varesina, si è presentata nel giugno scorso nella sede Inail di Varese in maglia tricolore e con al collo la medaglia d’oro conquistate ai campionati italiani di ciclismo paralimpico di Treviso. Lei, vittima nel 2005 di un incidente sul lavoro che di fatto l’ha privata dell’uso del braccio sinistro e di gran parte della muscolatura della spalla e della schiena (l’ultimo intervento di una lunga serie, nella primavera di quest’anno).

“Solo due mesi fa ero in un letto d’ospedale con i medici che mi preparavano a rinunciare per sempre alla mia voglia di tornare in sella ad una bicicletta. Ed invece, eccomi qua a festeggiare con la mia seconda famiglia, il direttore dell’Inail di Varese Alfonso Speranza e tutti coloro che mi hanno adottato, supportato e sopportato dopo l’incidente.”

Dall’incontro con il pluricampione paralimpico Fabrizio Macchi e con il meccanico del ciclismo azzurro Roberto Pavarin, Desirée ha ricevuto l’impulso determinante a riabbracciare la passione per la bici coltivata fino al brusco stop provocato dall’infortunio.

 “Desirée continua a ringraziarci ma in realtà siamo noi che abbiamo ricevuto tanto da lei in termini di grinta, coraggio e uno splendido sorriso - ha dichiarato il Direttore Inail di Varese, Alfonso Speranza - noi abbiamo fatto ciò che era nelle nostre possibilità. Lei, invece, ha superato se stessa. La nostra medaglia è il sorriso con cui si è ripresentata nella nostra sede. Una gioia contagiosa che sbiadisce la sofferenza che ha dovuto affrontare in questi ultimi anni. Pensate anche - ha continuato Speranza - cosa può rappresentare Desirèe per tanti altri giovani che come lei stanno vivendo il recupero fisico e non solo.”

La neo campionessa italiana di ciclismo paralimpico a cronometro, categoria C5, ha messo in pratica ciò che spesso viene considerato solo uno slogan: rinascere attraverso lo sport.

“Pensavo di dover vivere una vita da poveretta e invece ho ritrovato la voglia di vivere e tanta gente che mi vuol bene, con la mia mamma naturalmente al mio fianco che da quel maledetto giorno dell’incidente sul lavoro non ha mai smesso di trasmettermi amore e la volontà di rinascere.”

 

L’esempio di Desirèe Crisafulli va così ad aggiungersi a quello di altri campioni paralimpici varesini come Angelo Maffezzoni e Massimiliano Mesiti, che sotto l’ala protettrice dell’Inail potrebbero diventare una locomotiva di un progetto pilota mirato a supportare la pratica sportiva degli infortunati sul lavoro.

“La gioia di Desy mi riporta indietro qualche anno - ricorda Massimiliano Mesiti - Anch’io, malato di ciclismo, mi sono ritrovato senza una mano, schiacciata sotto una pressa. Una donna speciale ed un gruppo di amici veri, mi hanno strappato dalla disperazione e spinto a rimettermi in sella. Anch’io alla prima gara vinsi la maglia tricolore. Ma i successi che voglio mostrare con più orgoglio sono quelli dell’affetto dei miei genitori, della mia famiglia e degli amici.”

 

Non stai sottovalutando una componente chiamata: carattere?

No di certo - ribatte Mesiti – anch’io ci ho messo del mio e tutti quelli che vivono drammi di questo tipo ed anche peggiori devono necessariamente trovare in se stessi la forza di tornare ad una vita per quanto possibile normale. Ma credetemi, senza qualcuno che ti vuole bene, ritrovare la luce nel buio in cui si cade in casi come il mio e di tanti altri, è veramente difficile.”

 

Desirée è solo all’inizio, Massimiliano è un papà – operaio - corridore capace di dar sfogo alla sua passione togliendosi belle soddisfazioni. Angelo Maffezzoni, a sua volta papà e campione, è invece lanciato oltre manica…

“Londra 2012! E’ il mio pensiero fisso. Una rovinosa caduta alla vigilia dei Campionati del Mondo dell’anno scorso a Bogogno (No), mi ha sfilato  la maglia azzurra e tolto la possibilità di conquistare quella iridata. Un posto nella nazionale che parteciperà alle prossime Paralimpiadi in Inghilterra sarebbe la grande occasione  per una rivincita.”

I tre moschettieri dell’Inail varesina, penalizzati negli arti dimostrano di avere una gran testa. Non ci resta che attendere…

Roberto Bof

Lisdha News n 67, ottobre-dicembre 2010

03/12/2013