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Polha Varese - Campioni di sport e di umanità

Il nuoto per disabili è praticato con successo in provincia di Varese grazie all’opera di varie associazioni, tra cui la Polha. Tante storie di successo, ma anche di profonda umanità.

Nella provincia dei 7 laghi sarebbe il colmo non poter vantare una florida attività natatoria. Peccato che nuotare nei nostri laghi sia piuttosto problematico e le piscine, soprattutto quelle accessibili, straboccano di realtà e tesserati ma non di ore d’acqua.

Madre di tutte le società varesine con un settore nuoto è la Polha Varese prossima a festeggiare i trent’anni di attività, tutt’ora l’unica rivolta ai disabili fisici. Per gli “intellettivi” sono invece sul territorio il Vharese, l’Asa Varese, la Rari Nantes Saronno e la Pad Busto Arsizio.

Altra storica realtà acquatica varesina è Acquamondo, dedita all’acquaticità. Con l’avviata integrazione e la nascita della Federazione Italiana Nuoto Paralimpico sono inoltre in crescita gli atleti con doppio tesseramento. Tra i tanti, l’emergente Federico Morlacchi, Polha Varese e Luino Nuoto, proiettato a suon di risultati verso le prossime Paralimpiaidi in programma nel 2012 a Londra.

Uno dei tanti privilegi donati a chi frequenta il mondo della disabilità è avere la possibilità di vivere e raccontare storie ed esempi di rara passione, dignità, gioia. In queste pagine di Lisdha news  lascio volentieri la possibilità di raccontarsi al Team Insubrika, a una mamma di tre figli che vorrei come mia perché la mia l’ho persa troppo presto e ad un’altra mamma naturale di tre figli, adottiva di una quarta che abita a Varese in via Valverde e nell’anno paralimpico 2012 compierà i suoi trent’anni di vita. Conoscendo queste persone il pensiero vola libero alla canzone capolavoro di Vinicius de Moraes Se todos fossem iguais a você que maravilha viver…”

 

                                                                                            Roberto Bof

Lisdha News n 71, ottobre-dicembre 2011

 

TEAM INSUBRIKA

Le stelle del nuoto Paralimpico.

 

Pensato nel 2008 come un esperimento, il progetto paralimpico che vede impegnato il Team Insubrika, in sinergia con Polha Varese e G.S. Nonvedenti Milano, è diventato in poco tempo un esempio di efficienza e competenza. Difficoltà? Enormi e sempre le stesse. Su tutte la cecità delle Istituzioni e i costi pesanti che una macchina complessa come Insubrika comporta. Problemi antichi risoluzioni note: volontà e passione. Due componenti vitali. Due virus distribuiti a piene mani in Insubrika come nel Nuoto Club Gallarate del Presidente Massimo Temporiti, dalla locomotiva bionda Barbara Allaria. All’inizio fu Emanuele Parolin! Il racconto dell’avventura del Team Insubrika nel mondo paralimpico potrebbe cominciare così. Emanuele, già in forza alla Polha Varese dal 2001, è stato il primo a credere nella possibilità di unire i due emisferi dello stesso pianeta. I suoi genitori lo accompagnarono in piscina a Gallarate, accolti dal nostro allenatore di allora, Beppe Frego, manifestando la volontà di far allenare il loro figlio insieme agli “altri”. Poco più di 3 anni insieme, allenato nell’ultima stagione da Daniele Caruso, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: progressione cronometrica impressionante, assetto in acqua radicalmente cambiato, convocazione nella Nazionale Paralimpica, partecipazione ai Campionati Europei Assoluti  e, lo scorso luglio, argento e bronzo ai Campionati Europei Giovanili di Brno nei 50 e  100 dorso, rispettivamente! E siccome l’appetito vien mangiando il Progetto del Team Insubrika, ampiamente condiviso dalla Polha Varese e dalla sua Presidentessa Daniela Colonna Preti, ha coinvolto anche altri tecnici e società.

A Varese, sotto la guida di Maurizio Marsili, si allena da 2 stagioni Arianna Talamona (classe 1994), altro astro nascente del nuoto paralimpico. A Busto Arsizio, nello splendido impianto delle piscine Manara, altri due piccoli “miracoli”: il primo si chiama Martina Rabbolini, giovanissima atleta non vedente allenata da Andrea Caruggi, tesserata per il Gs Nonvedenti Milano. Sempre a Busto, sotto la guida di Gianni  Leoni, DT del Team Insubrika, si allena invece la new entry forse più interessante del nuoto paralimpico italiano: Fabrizio Sottile. Atleta agonista, classe 1993, tesserato per il Team Insubrika da diverse stagioni, Fabrizio ha dovuto fare i conti con un’improvvisa malattia, che ne ha ridotto le capacità visive ma non certo la voglia di combattere. A giugno la Polha Varese gli ha proposto il tesseramento e a luglio era a Berlino, ai Campionati Europei  dove  ha conquistato il bronzo nei 400 sl S12, finalista in tutte e 6 le gare disputate siglando 6 nuovi primati italiani! La collaborazione tra Fin e Finp(Federazione Italiana Nuoto Paralimpico) si sta dimostrando vincente e, a questo punto, per tutto il nostro Team, il sogno si chiama: Paralimpiadi di Londra 2012!”

 

A.S.D. Nuoto Club Gallarate,

Via Buonarroti, 14

21013 Gallarate (Va)

Tel. 0331 774033

www.nuotoclubgallarate.it

 

 

 

DOPO 30 ANNI HA UNA CASA TUTTA SUA

 La Polha di Varese è la “madre” delle società varesine nel campo del nuoto per disabili. Dopo aver “sfornato” tanti campioni ora ha finalmente una sua sede.

 

Vicina a compiere trent’anni di vita. Una vita intensa, una corsa ad ostacoli per migliaia di giovani e meno giovani, uomini e donne che hanno scritto la storia della Polha Varese, classe 1982. Non è nata nel 1982 e nemmeno è la Presidentessa da quell’anno ma, Daniela  Colonna Preti è la Polha Varese dal 1985. Una polisportiva che ha attraversato i mari della Fish, Fisd, Cip, Fisdir, per sbarcare con orgoglio sulla riva dell’integrazione.

 

- Ventisette anni controvento con il timone saldamente in mano guidando la rete di attività composta dall’atletica, equitazione, ginnastica, handbike, sledge hockey, kayak, nuoto, tennis tavolo, tiro a segno e tiro con l’arco.

Una lunga e corposa storia iniziata scrivendo la parola “nuoto”.

«E’ proprio così - racconta la Presidentessa – il nuoto fu la prima disciplina della Polha. Un primissimo passo che oggi è arrivato ad essere un settore agonistico con diverse collaborazioni e sfaccettature unitamente ai corsi che organizziamo dal 2004 nei comuni di Busto Arsizio, Castiglione Olona, Luino, Saronno, Tradate e Varese. Grazie a questi corsi, ogni anno circa 180 disabili vengono avviati all'attività natatoria e all'acquaticità. Per quanto riguarda Emanuele Parolin è arrivato in Polha il 25 novembre del 2000, nel mio primo anno di presidenza. Non aveva ancora compiuto i 9 anni. I suoi genitori lo portarono da noi perché volevano vederlo misurarsi con bambini come lui e non subire l'handicap di nuotare con bambini normo che potevano muovere le gambe. Aveva già fatto nuoto a Gallarate, ma con ovvi limiti. Solo dopo avere fatto nuoto per diversi anni con noi è stato di nuovo il caso di farlo nuotare a Gallarate alla Moriggia, per motivi soprattutto di comodità, evitando i continui trasferimenti a Varese per allenarsi. Una condizione che gli ha permesso di migliorare parecchio le prestazioni e di essere parte integrante di un gruppo».

 

- E intanto la trentesima stagione è già iniziata…

«Ci siamo rituffati in acqua da metà settembre. Gli istruttori di nuoto della POLHA sono circa 25, suddivisi nei vari settori di attività del nuoto Polha: Ssp, Casp, Amatori, Agonisti Fisdir, Agonisti Finp, Paralimpici. I 4 atleti Paralimpici sono "gestiti" e allenati da Massimiliano Tosin per la Polha/Finp ma si allenano anche con 4 allenatori delle varie società sportive per cui sono iscritti come Fin: Maurizio Marsili per Arianna Talamona (Team Insubrika), Fabio Cerinotti per Federico Morlacchi (Luino Verbano Nuoto), Gianni Leoni per Fabrizio Sottile (Team Insubrika) e Daniele Caruso per Emanuele Parolin (Team Insubrika). I settori Casp-Amatori-Agonisti sono sotto la Direzione Tecnica di Silvia Marchetti. Con lei collabora uno staff di tecnici, che al momento sono: Roberta Anselmi, Alessandra Quadranti, Stefania Quadranti, Gianluca Zani. Quest’ultimo segue soprattutto gli agonisti “intellettivi”. Le altre 4 istruttrici seguono in vario modo gli altri atleti».

 

- Sigle, termini e forza lavoro che tradotti in attività formano un puzzle piuttosto complesso, soprattutto a causa della cronica carenza di strutture.

«Una delle nostre care e vecchie difficoltà…già da 2 o 3 anni e in particolare per questa stagione pre-paralimpica,  il nostro settore nuoto ha trovato casa presso la Piscina Laguna Blu di Varese dove si svolgerà l’intera attività, da quella del Centro Avviamento Sport Paralimpico al settore agonistico. Grazie ad un accordo con la proprietà siamo

alla Laguna blu al sabato pomeriggio dalle 16.00 alle 18.30 con gli atleti paralimpici e dalle 17.30 alle 19.30 con i settori CAP, Amatori, Agonisti FINP e FISDIR. Al mercoledì sera dalle 19.40 alle 20.40 siamo invece in Piscina Comunale ancora con gli Amatori, Agonisti Fisdir e Finp. Da gennaio a maggio 2012 saremo al Centro Laguna Blu anche il venerdì mattina per la parte varesina dei corsi di cui ho parlato prima, un progetto provinciale denominato “Sport Si Può”».

 

- 10 discipline, 60 volontari, 90 atleti. Un’attività frenetica con la centrale operativa finalmente in una casa diversa dalla sua abitazione privata.

«Finalmente è la parola giusta. Grazie al Comune la Polha ha una casa tutta sua in Via Valverde. Alla gioia di averla è sopraggiunta ben presto la preoccupazione di ristrutturarla rendendola accessibile e ora di mantenerla. Un pensiero in più ma, un bel pensiero».

 

- Un altro bel pensiero è la stella del settore nuoto Federico Morlacchi.

«Federico sta raccogliendo i frutti di tutti i sacrifici di quest’ultimi anni, suoi e dei suoi genitori. Davanti ha un grande obiettivo: le Paralimpiadi di Londra del 2012. Le Paralimpiadi sono un sogno comune ai nostri ragazzi.

Sono la cima di un movimento che in trent’anni ha compiuto un salto di qualità impensabile. Quando penso alle prime gare alle quali ho assistito…dipendesse da me, a questi ragazzi, ai loro genitori e ai volontari darei una medaglia paralimpica ogni giorno».

 

POLHA VARESE,

Via Valverde, 17

21100 Varese

Tel. 0332 229001

dacopi@tin.it

 

 

 

 

UNA VITA COME GLI ALTRI...ANCHE GRAZIE ALLO SPORT

L’esperienza di Emanuele Parolin dal racconto della madre.

 

Emanuele, terzo figlio, aspettato e voluto, è nato a Gallarate il 10 dicembre, una notte bella, gelida. Nulla sembrava oscurare il suo arrivo.  Era bello vispo, ha pianto subito. Ma nella nursery, alla prima visita i medici si sono accorti di una lesione, Mielomeningocele o spina bifida, causata dal travaglio che aveva determinato il taglio cesareo. Il trasferimento all’Ospedale di Niguarda a Milano fu immediato. Operato e poi seguito nel percorso di crescita con i relativi problemi. Per spiegare cosa si prova quando si va a sbattere contro una diagnosi del genere racconto sempre che in quei giorni vicini al Natale in città c’erano molte luci sinonimo di gioia e allegria. Per noi fu come se qualcuno avesse staccato la spina. Io e mio marito ci ritrovammo nel buio più totale. Per completare l'opera la mia mamma morì tre giorni dopo. A lei fu risparmiata la diagnosi del nuovo arrivato, ma dopo 10 anni di difficoltà per un ictus, un infarto l'ha portata via e noi…avevamo altro da fare! Aiutato e coccolato da tutti, con una mamma che a un anno d’età l'ha portato al nido (mamma senza cuore!), Emanuele emanava una grande energia.  Era attratto da qualsiasi cosa. Ha imparato in fretta ad andare in bicicletta, a cavallo, ad arrampicarsi sugli alberi, giocava e si rotolava nella neve. A tre anni non “doveva” perdere la lezione di nuoto 2 volte a settimana perché…”fa bene”! Le prime volte piangeva e la zia voleva portarlo fuori. Frequentava il corso dei più piccoli. Ma anche lì bruciò le tappe e ben presto entrò, accompagnato, in vasca grande, con gli “altri”.

 A 8 anni e mezzo, leggendo un volumetto della Provincia di Varese, scoprimmo un’Associazione Sportiva che poteva fare al caso nostro: la Polha Varese della Presidentessa Daniela Colonna Preti. Accolto subito come la mascotte del settore nuoto, aumentò la frequenza degli allenamenti e affrontò le prime gare. La sua condizione rappresentava una novità e quindi era un po’ al centro dell'attenzione generale. Meno male che poco dopo arrivò alla Polha anche Federico Morlacchi con il quale è nata una bella amicizia che dura tutt’ora. Oggi Emanuele è seguito alla Polha da Max Tosin e alla Nuoto Insubrika prima da Beppe Frega e quest’anno da Daniele Caruso. Ma ciò che più mi riempie di gioia, ancor più dei successi di Emanuele con le due società e la Nazionale, è vedere anche tanti altri genitori con i loro figli e storie simili alla nostra vivere le nostre stesse emozioni.

Mio figlio, nostro figlio, è un ragazzo sereno e con vari interessi, compatibilmente alle difficoltà che purtroppo in questi ultimi anni si sono aggiunte potendosi muovere solo in carrozzina. Ha preso la patente di guida. E’ ragioniere, iscritto alla facoltà di Ingegneria gestionale. Non mi stanco mai di guardare le sue foto con gli “altri” ragazzi, come quelle scattate ai piedi della 3 Cime di Lavaredo portato a fatica dai suoi amici. Nell’agosto scorso l’ho salutato un po’ preoccupata alla sua partenza per Madrid dove ha partecipato alla Giornata Mondiale della Gioventù. E’ tornato stravolto dalla fatica ma nello stesso tempo radioso per l’esperienza vissuta, determinato a non mancare alla prossima, nel 2013 a Rio de Janeiro.

Nel crescerlo, io e mio marito abbiamo avuto la fortuna di avere al nostro fianco le mie sorelle che hanno dato ad Emanuele l'amore e il tempo che si danno a un figlio, oltre a tante altre persone che in molti modi gli hanno permesso di fare tutte le esperienze di vita che altrimenti gli sarebbero state negate. In questi anni, con Enti e Istituzioni non ho avuto particolari difficoltà.  Grazie alla Polha e a Insubrika le cose sono via via migliorate.  Certo, per questi ragazzi servirebbero più supporto e attenzioni ma, questo dovrebbe valere per tutti i giovani, in ogni campo e settore. E comunque, la vita mi ha insegnato a non chiedere. La mia vita è la mia famiglia e tutte le persone che permettono a Emanuele di vivere la vita…come gli “altri”.

 

                                                                                                                        Dina Parolin

 

   

 

 

03/12/2013