Home / DI COSA PARLIAMO / Sport / Un’idea diventata grande

Un’idea diventata grande

Nato nel 2009 grazie ad un volontario del Sindacato Pensionati della Cgil di Besozzo, il progetto “Coesione Sociale, che vede protagonisti anziani e persone con disabilità, è diventato un modello esportato in altre province lombarde.

Antico, popolare e non da adesso anche inclusivo. E’ il vecchio e caro gioco delle bocce. Nell’immaginario collettivo uno sport per anziani, forse perché il camminare su e giù per un campo lungo poche decine di metri non viene considerato “motorio”, ma allora, perché il tiro con l’arco o con la pistola sono a tutti gli effetti sport olimpici? Premessa e domanda che alla locomotiva del progetto “Coesione Sociale” del Sindacato Pensionati Cgil di Besozzo non sono neanche passati per la mente. La locomotiva in questione è Severino Bonandin ex dirigente sindacale oggi “pensionato attivo” impegnato senza risparmio nel coordinare un progetto diventato punto di riferimento in Lombardia e anche fuori.

“L’idea iniziale rivolta agli anziani e tutt’ora linea guida era quella di creare una rete di attività   ludico/culturale/sportiva per ottimizzare e potenziare la socializzazione - spiega Bonandin - ridare valore al proprio tempo, essere protagonisti e positivi all’interno della società in continua evoluzione, sia come pensionati che come soggetti ancora attivi nel mondo del lavoro. Strada facendo l’idea si è rivelata talmente buona e apprezzata da arrivare ad allargare la partecipazione eliminando alla base possibili elementi di preclusione, comprendendo anziani residenti in strutture e a casa propria insieme a persone con disabilità, consentendo a tutti di interagire. Oggi come Spi Cgil possiamo dire di essere addirittura in difficoltà per rispondere alla domanda crescente di partecipazione e collaborazione e quindi siamo orgogliosi di poter essere utili anche solo come un modello per altre realtà e addirittura altre province, come accadrà nella prossima estate con le finali della manifestazione “Giochi Liberetà”, arrivata alla sua ventiduesima edizione, che si svolgeranno a Brescia”.

 

Quello di “Coesione Sociale”, parte integrante dei “Giochi di Liberetà”, è un calendario ricco che condividete con l’Istituto Sacra Famiglia di Coquio Trevisago a sua volta portatore di collaborazione con la Polisportiva Vharese dedita all’attività per persone più o meno giovani con disabilità intellettiva.

E’ stato lo sviluppo naturale di incontri e collaborazioni diventati in breve tempo autentica inclusione - conferma Bonandin -  L’esempio più bello è il torneo di bocce “1+1=3” giocato da squadre composte da anziani, volontari e intellettivi. Una formula che con nostra grande soddisfazione si sta allargando a macchia d’olio.

 

Non solo bocce.

Non solo bocce, molto di più. Nel calendario di quest’anno, distribuito soprattutto nella zona dei laghi, gli appuntamenti sono 31 e riguardano il ballo, tornei di carte come burraco, scala 40 e briscola, ballo, tennis, pesca e, grande novità di quest’anno, addirittura il golf che io per primo ho scoperto come sport popolare e per niente esclusivo, dove al nostro primo incontro mi è capitato un qualcosa di inaspettato.

 

Dica..

Alla mia età non avevo mai preso in mano una mazza da golf prima di allora. Mi presento al maestro con un po’ di soggezione e la prima lezione fila via liscia con crescente confidenza e cordialità. Al termine chiedo quanto devo e lui mi risponde ‘niente’. Ma come? - dico io - messo all’erta da molti ero preoccupato per i costi e per le caratteristiche dei nostri allievi pensavo di chiedere una trattamento di favore. Adesso mi sento dire addirittura ‘niente. A quel punto il maestro mi spiega: “Sono io che devo qualcosa di importante a voi perché con la vostra presenza contribuite a sdoganare il golf etichettato come sport per ricchi. Ogni disciplina sportiva può essere popolare o esclusiva. Voi ne siete la prova lampante”.

Questa è solo l’ultima piacevole scoperta che ho fatto vivendo questa fantastica quanto impegnativa esperienza.

 

Dove c’è una realtà con un’attività che funziona c’è prima di tutto una persona che funziona. Per quanto riguarda “Coesione Sociale” mi sembra di capire che le persone siano almeno tre.

A fare la differenza sono sempre le persone - dice Bonandin - con la Sacra Famiglia di Cocquio nella persona di Emidio Novali c’è piena sintonia ma direi grande amicizia. Un rapporto che ha favorito la conoscenza con il Vharese nella persona di Anna Sculli. Senza dimenticare quanti si impegnano senza risparmio dal guidare un pulmino all’occuparsi della burocrazia, dal partecipare alle iniziative a promuoverle. Tutti indispensabili, tutti protagonisti, tutti appassionati di attenzione per gli altri senza preclusione.

 

Modello e progetto pilota. Tanta roba!

Orgoglio e merito di tanti. Il progetto di coesione sociale è partito da Besozzo nel 2009 in accordo con altri Comuni, i centri anziani, le residenze socio sanitarie e i centri diurni per persone con disabilità. Già nel 2010 i Comuni aderenti al progetto erano raddoppiati e il progetto esteso nelle province di Mantova, Lodi e Bergamo. L’idea diventata grande va incontro a chi trovandosi dall’oggi al domani a doversi riorganizzare una quotidianità senza l’impegno del lavoro ha la sensazione di essere diventato inutile e tende a chiudersi disdegnando la condivisione di una passione o un’attività qualsiasi.

A queste persone basta aprire una porta qualsiasi e le nuvole nere spariscono nel cielo azzurro della serenità che caratterizza la socialità e l’inclusione. 

 

                                                                                                  Roberto Bof

06/05/2016