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Casa mia, casa mia...

Scambiare casa per le vacanze: un'idea molto particolare per risparmiare e conoscere realmente posti nuovi. Segnalate sui siti le condizioni di accessibilità delle abitazioni.

Le vacanze: uno dei temi più caldi dell'anno, che generalmente viene discusso quando il caldo ancora è solo associato alla stufa accesa e al piumino. Scegliere la meta forse è la cosa più semplice, il cercare una sistemazione adeguata è la cosa più difficile: un albergo non ha il bagno in camera, l'altro non ha il portiere di notte, l'altro è solo un bed&breakfast mentre noi vogliamo come minimo pensione completa, l'altro è troppo lontano, l'altro costa troppo... Certo, se uno potesse portarsi dietro la casa come una tartaruga sarebbe a posto, giusto?

Ecco, effettivamente questa possibilità esiste e si chiama “scambio casa”.

Sostanzialmente è un vero e proprio scambio: due persone desiderose di andare l'uno nella città dell'altro si mettono d'accordo e scambiano la propria casa per un periodo di tempo che può essere simultaneo o differito. Nel primo caso, lo scambio avviene in contemporanea ed entrambi occupano la casa dell'altro nello stesso periodo di tempo; nel secondo caso, le possibilità sono due: o si tratta di scambio di ospitalità, nel quale il padrone di casa è presente mentre gli ospiti sono a casa sua, oppure si tratta di scambio di seconde case.

Lo scambio casa viene in genere offerto e cercato da persone che amano definirsi “viaggiatori” e non semplici turisti, che della città o della regione cercano la realtà e non le idee preconfezionate che si sono fatti da film o web, come quella che Roma è solo il Colosseo, Milano solo via Montenapoleone e il Duomo, Parigi solo la Tour Eiffel e il Louvre, che vogliono poter “vivere” il luogo scelto per le vacanze, spese nei negozi sotto casa comprese, e non solo nel periodo estivo (sono comuni i giovani pensionati che magari preferiscono scambiare in maggio o ottobre che non a luglio).

Oggi lo scambio casa è reso ancora più semplice dal web, che permette di reperire contatti con praticamente tutto il mondo. I siti più conosciuti sono www.homelink.it (che ha anche una versione dedicata solo agli scambi in Italia, www.soloinitalia.it), www.scambiocasa.com, www.homeforexchange.com (tutti e tre in italiano o con sito plurilingua con italiano) e www.exchangeaway.com (solo in inglese). Tutti i siti prevedono una tassa di iscrizione, più o meno piccola: si va dai circa 19 euro più tasse a trimestre di ExchangeAway ai 120 euro annui di HomeLink. Quasi tutti i siti prevedono la possibilità della navigazione fra gli annunci senza essere registrati, con la sola possibilità di vedere gli annunci anche se in maniera più scarna o incompleta. Tutti i siti che abbiamo visitato (tranne ScambioCasa che aveva problemi con la funzione “ricerca avanzata”) prevedono nella propria ricerca avanzata, accessibile anche ai non iscritti, diverse opzioni (“disabled facilities”, “assenza di barriere architettoniche”, “ascensore”, “bagno senza barriere architettoniche”...) da spuntare per cercare immediatamente solo case con caratteristiche compatibili con una persona disabile. In tutti i casi, la cosa migliore da fare per scoprire se una casa fa al caso nostro o meno è contattare direttamente l'annuncio di nostro interesse e chiedere ciò che ci interessa: l'ascensore presente nel palazzo non sempre è grande abbastanza per una carrozzina, per esempio.

L'iscrizione al sito è legata all'iscrizione della propria casa, che viene messa online come annuncio, con la descrizione che scriverete voi e le foto che deciderete di inserire per invogliare i potenziali compagni di scambio, inserendo anche caratteristiche come la presenza o meno di Internet o di un router Wi-Fi, parcheggio, giardino, presenza o meno di animali domestici da accudire durante lo scambio, particolari viste o posizione particolarmente favorevole dell'immobile, presenza di portiere, possibilità di portare bambini o meno, possibilità o meno di fumare..., tutte caratteristiche che permettono una scrematura immediata delle varie case in modo da avere ricerche quasi sempre rispondenti alle nostre necessità e richieste. Quasi tutti i siti consigliano di non puntare solo sulle grandi capitali, ma di tenere in considerazione anche le regioni più interne o meno conosciute, soprattutto se la propria casa non è in una zona particolarmente richiesta (anche se l'Italia è la meta più richiesta ovunque) e potrebbe non essere d'interesse per il potenziale compagno di scambio.

Il tutto si regge su un rapporto fiduciario di scambio alla pari ma non necessariamente con case di pari livello: un appartamento microscopico sugli Champs Elysées a Parigi o sulla Fifth Avenue a New York, vale quanto una villa vista lago a Como: l'importante è che i propositori dello scambio vogliano entrambi visitare l'uno la città dell'altro. Generalmente, una volta che il contatto è avvenuto, il sito non ha più niente a che fare con lo scambio, con l'eccezione di quei siti che offrono l'assicurazione o assistenza in loco: è il caso ad esempio di HomeLink, che ha diversi referenti in tutto il mondo e possono essere contattati in ogni momento dai “Linkers” che dovessero avere problemi di qualsiasi natura con la casa o con i compagni di scambio.

La fiducia come dicevamo è fondamentale: il compagno di scambio sta usando casa nostra, con tutto quello che contiene, e magari sta anche dando da mangiare al cane o al gatto. Come fare a restare tranquilli? Intanto potrebbe aiutare pensare che noi, nello stesso momento, siamo a casa sua e lui si sta fidando a lasciare il suo pesce rosso e magari anche la sua auto (è possibile includerla nello scambio; generalmente le Rca considerano il guidatore-compagno di scambio come l'amico a cui è stata prestata la macchina) alle nostre cure. Poi, un  grande aiuto lo dà ancora il sito che abbiamo scelto: sono sempre presenti commenti o addirittura feedback su ogni socio del sito, storie e testimonianze su viaggi effettuati, in modo che, almeno per i vecchi soci, ci possano essere delle referenze. La percentuale di furti riportata da ogni sito è  praticamente zero, e i piccoli danni come bicchieri o piatti rotti sono solitamente risarciti con mille scuse.

In seconda battuta, tutti i siti consigliano di mettere al sicuro (in cassaforte o presso amici o familiari) oggetti di particolare valore economico o affettivo che non si desidera lasciare incustoditi o lasciare usare e soprattutto di firmare e far firmare una sorta di “accordo di scambio”, un foglio con la descrizione precisa di cosa prevede lo scambio (la casa, l'auto, eventuali animali domestici da accudire...)  con una presa di responsabilità reciproca per i danni causati alle rispettive case. A meno che non sia presente un'apposita assicurazione/fondo di garanzia offerti chiaramente, nessun sito è responsabile di nulla.

Gli scambi avvengono sempre su base gratuita, a parte l'iscrizione a pagamento al sito; se si è invece disponibili ad affittare, più che a scambiare, è buona norma segnalarlo nell'annuncio.

Esiste anche la possibilità dello scambio di ospitalità: questo prevede che qualcuno sia ospite della casa di qualcun altro ma senza che l'altro sia via nel contempo. Questa modalità potrebbe ricordare un po' il “couchsurfing”, un modo di viaggiare a costi contenuti (letteralmente “dormendo (“surfando”) sul divano” di chi ospita, che però non necessariamente sarà ospitato a sua volta dall'altro) che, di nuovo grazie al web, sta prendendo piede fra i ragazzi più giovani negli ultimi anni.

Scambiare casa può essere un'esperienza molto coinvolgente, che ci costringe a vivere sul serio una città o una regione come da turisti in albergo non faremmo mai: un'opportunità a cui vale la pena fare almeno un pensierino.

Dana Della Bosca

24/01/2014