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GUERRA E PACE

“L'uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene, l'uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda” (Vangelo di Luca 7, 45)

Ho davanti a me due video: il primo ( https://www.youtube.com/watch?v=RAj1TNng_CM) mostra i bambini di Aleppo che nel cortile dei frati francescani presenti nella città ballano e cantano per invocare la pace all 'interno dell'iniziativa “Pace per i bambini”.  Appartengono a varie  religioni e chiedono fratellanza, solidarietà e rispetto raccogliendo firme da presentare ai “grandi” della terra per gridare la loro sete di pace. A fine Luglio anche i giovani siriani si erano radunati in chiesa pieni di entusiasmo per mandare un saluto al papa impegnato nella GMG.

L'altro video ( https://www.youtube.com/watch?v=lH4Zyc76n0M) mostra i canditati alle elezioni americane mentre si attaccano duramente accusandosi l'un l'altro di comportamenti scandalosi e illegittimi. Sguardi severi, muscoli tesi, sorrisi forzati.

I commentatori politici sono stati concordi nell'affermare che il tono dell'incontro è stato tra i più bassi degli ultimi anni.

Vengono i brividi pensando che uno dei due deciderà in futuro delle sorti di milioni di persone, probabilmente anche dei bambini siriani.

Mi sale allora in cuore una certo sdegno: possibile che la vita di tanti debba essere più o meno direttamente decisa o condizionata da persone il cui anelito principale è il potere. Persone, i tanti potenti della terra sotto varie forme,  che indossano maschere ogni giorno, il cui pensiero è spesso così corrotto da chiamare male solo quello che va contro i loro interessi? Che non si fanno alcuna remora di mentire sapendo di mentire?

Come abbiamo fatto a perdere l'orientamento morale così tanto da accettare la corruzione dell'anima e delle azioni, nostra e di altri, con tanta facilità ? Perché ci siamo adattati con così poca resistenza alla disonestà, alla falsità e alla violenza?

Ognuno troverà le sue  risposte. Io per ora mi riguardo il video di Aleppo e nel contempo penso al volto di alcuni missionari che ho conosciuto e cerco di andare oltre la paura e l'indignazione. Mi dico che se in un paese martoriato da anni dalla guerra  c'è spazio per la speranza  e la gioia allora queste, come l'amore, sono più forti della morte.  Forse proprio perché sono il frutto dell'amore.  Quei bambini hanno trovato qualcuno che tra loro si è messo a voler bene senza difendersi e senza scappare. Delle persone che hanno sperato e sperano prima di loro e con loro. Donne e uomini credibili che danno la loro vita, la loro  salute, il loro tempo vincendo ogni timore.

A persone così darei  subito in mano la responsabilità di una nazione o di un popolo. Per votarli farei migliaia di chilometri (anche se so che proprio perché puliti nel cuore sarebbero subito eliminati dal sistema).

E non per quanti davanti alle telecamere e a milioni di persone, ben truccati per nascondere le rughe, “parlano di pace al loro prossimo ma hanno la malizia nel cuore” (Salmo 28, 3).

Ma rimangono le domande a cui rispondere....

29/10/2016