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Annalena Tonelli

Ancora troppo poco conosciuta l'incredibile vicenda umana della missionaria laica Annalena Tonelli uccisa in Somalia l'ottobre scorso

Annalena Tonelli è stata uccisa lo scorso 5 ottobre in Somalia. Da 33 anni viveva tra i poveri in Africa, combattendo molte battaglie in favore dei loro diritti, della loro salute, della loro libertà. Leggendo una sua testimonianza, presentata da lei stessa a Roma in un convegno sulla salute, sono rimasta affascinata dalla sua personalità e dalla sua forza interiore. Diceva di sé: "Scelsi di essere per gli altri: i poveri, i sofferenti, gli abbandonati, i non amati che ero bambina e così sono stata e confido di continuare ad essere fino alla fine della mia vita. Volevo seguire solo Gesù Cristo. Null'altro mi interessava più fortemente. Lui e i poveri in Lui. Per Lui feci una scelta di povertà radicale, anche se povera come un vero povero, i poveri di cui è piena la mia giornata, io non potrò essere mai. Vivo a servizio senza un nome, senza la sicurezza di un ordine religioso, senza appartenere a nessuna organizzazione, senza uno stipendio, senza un versamento di contributi volontari per quando sarò vecchia..."

Perdonatemi la lunga citazione, ma credo fosse necessaria per entrare, anche solo in punta di piedi, nel cuore di questa donna.

Non si accontentava di dare aiuti materiali ma voleva sollevare la dignità di ogni uomo che incontrava sulla sua via. Viveva per gli altri vivendo con gli altri. Per lei la carità era "Abitare nell'altro" secondo le parole di un'altra donna con un destino molto diverso ma dallo stesso cuore generoso: Benedetta Bianchi Porro. Non si stancava di sperare nella bontà dell'uomo a volte così difficile da scoprire e liberare nelle tante miserie morali e materiali. Voleva che ciascuno avesse la sua occasione di rinascita, per dare il meglio di sé al mondo. La sua fede senza fronzoli, asciutta e compatta la portava a cercare l'unità tra i popoli, in terre dalle culture, dalla religione, dalla società, molto diverse dalla nostra. Credo che ciò che la guidava fosse un profondo amore e un sincero rispetto non solo per l'umanità in generale ma per ogni singolo uomo o donna che le si presentava davanti agli occhi. Mentre noi con estrema facilità ci riempiamo la bocca di tante parole sulla dignità della persona, lei lavorava, viveva e moriva per ogni persona.

Se non si rispetta il singolo non si può rispettare il gruppo, se non si ama un uomo o una donna, chiunque essi siano, non si può dire di amare l'umanità. Se non cerchiamo la giustizia per uno solo, non possiamo pretendere un mondo giusto. Annalena Tonelli era un profeta perché con la sua vita ci diceva e ancora continua a dirci che il nostro cuore deve essere abitato dalla passione per ciascuna vita e non solo per la vita in generale. I mass media presentandoci tutti i giorni stragi, morti veri o falsi, ci hanno abituato a vedere la vita degli altri come una cosa da poco, da poter negare per il "bene" della collettività o per gli interessi propri. Impermeabili alla morte siamo diventati impermeabili alla vita. E così ci dimentichiamo che dietro ogni uomo c'è una storia di valore infinito che deve essere letta, compresa ed amata. Quando impareremo a riscoprire "il particolare" e l'"irripetibilità" di chi incontriamo ogni mattina, quando capiremo in profondità che non si può nuocere essenzialmente a nessun uomo per una moltitudine di uomini potremo dire di conoscere qualcosa dell'amore.

Vorrei allora terminare con le parole stesse di Annalena: "Ho sperimentato nella mia carne la cattiveria dell'uomo, la sua perversità e ne sono uscita con una convinzione incrollabile che ciò che conta è soltanto amare. Se anche Dio non ci fosse, solo l'amore ha un senso, solo l'amore libera l'uomo da tutto ciò che lo rende schiavo, in particolare solo l'amore fa respirare, crescere, fiorire? Ed è allora che la nostra vita diventa degna di essere vissuta e diventa bellezza, grazia e benedizione? Certo dobbiamo liberarci da tanta zavorra. Ci sono metodi pratici, ci sono strade, ci sono indicazioni chiare, c'è Dio nella celletta della nostra anima che ci chiama?
Dobbiamo metterci in ascolto".

 

Lisdha news 40 - gennaio 2004

07/12/2013