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Eversiva gratuità

Entrati nella mentalità del "do ut des", del dare per ricevere, ci ritroviamo a vivere costantemente sulle difensive o all'attacco. In difesa quando ci aspettiamo di essere imbrogliati, ingannati, derisi o schiacciati da chi incontriamo. All'attacco quando vogliamo scalare i sentieri del successo personale, professionale, economico, per cui tutto quello che facciamo è solo ai fini del nostro personale interesse.

"Non c'è nulla di più eversivo ai giorni nostri della gratuita'" (Susanna Tamaro)

Uno dei bisogni che da sempre accompagnano l'uomo è quello del sentirsi amati.
Non ci basta saperci amati, vogliamo percepire nelle parole, negli atteggiamenti, nelle azioni di chi ci è vicino un amore sincero. Ad un ragazzo come ad un adulto non basta sentirsi dire" Vedi quello che faccio per te, da questo puoi capire che ti voglio bene". No, non è sufficiente, perché si vuole avvertire con tutte le potenzialita' dell'essere, affettive, emotive, intellettive, che si è amati.
E questo avviene quando l'altro mi dedica il suo tempo, mi ascolta, è presente nella mia esistenza, mi abbraccia con il cuore, spende le sue energie con me e per me e quando agisce nei miei confronti senza pretendere nulla in cambio.

Oggi purtroppo stiamo perdendo questo senso di gratuita' con tutto l'insieme di messaggi impliciti che essa porta con sé. Entrati ormai nella mentalita' del " do ut des", del dare per ricevere, ci ritroviamo a vivere costantemente sulle difensive o all'attacco. In difesa quando ci aspettiamo di essere imbrogliati, ingannati, derisi o schiacciati da chi incontriamo, convinti piu' che mai che nessuno fa piu' niente per niente e quindi dobbiamo coprirci le spalle. All'attacco quando vogliamo scalare i sentieri del successo personale, professionale, economico, per cui tutto quello che facciamo è solo ai fini del nostro personale interesse.

Queste corazze di cui ci vestiamo anche inconsapevolmente, intasano i "ricettori" del cuore, annebbiano la sensibilita', soffocano la capacita' di accogliere e dare amore, anzi ancor prima impediscono di riconoscerlo quando si presenta a noi. E così ci disabituiamo alla gratuita' e in fin dei conti alla verita' dell'amore, perché, quando è vero, esso vive del dare senza pretendere.
La frase di Susanna Tamaro ci riporta allora a questa realta', ricordandoci che oggi non c'è nulla di piu' rivoluzionario e scandaloso della gratuita'.

Essa spezza i meccanismi dell'interesse, allarga il cuore di chi la riceve e di chi la offre, sana le ferite interiori perché ci fa sentire amati di un amore puro e libero. Ci aiuta a riscoprire la gratitudine scacciando dalla nostra testa il nefasto pensiero per cui tutto ci è dovuto e non dobbiamo mai dire un grazie. E soprattutto impedisce alla cupidigia di insinuarsi come un virus subdolo e mortale nei nostri pensieri, rendendoci schiavi ciechi dell'avere.

Con un piccolo gesto gratuito, come dare ascolto, cure, beni, consigli, senza rendiconto finale o con un atteggiamento del cuore che sa rinunciare ai progetti che a volte si fanno sull'esistenza di chi ci è caro, diciamo all'altro, anche senza usare parole: "Io non cerco il mio interesse ma il tuo bene, perché sei importante non per quello che mi dai ma per quello che sei".

Pura utopia? Forse sì, ma sono convinta che il nostro mondo abbia veramente bisogno di persone coraggiose che sappiano anche "perdere" qualcosa per "guadagnare" una nuova liberta' di amare. Mi fanno da luce guida due frasi che trovo nel Nuovo Testamento . La prima del vangelo di Matteo: "Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date" ( Matteo 10, 8), la seconda di s. Paolo : "Che cosa mai possiedi che tu non abbia ricevuto?" (1 Corinzi 4, 7 ).

Credenti o no queste parole ci ricordano che tutti siamo debitori di qualcosa e tale consapevolezza ci aiuta a non farci padroni prepotenti di quanto ricevuto, ma custodi e dispensatori responsabili e generosi. Vivere in quest'ottica è un piccolo passo, ma se compiuto da molti può cambiare uno stile di vita ormai comune che però uccide le relazioni interpersonali e il donare.

06/12/2013