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Fame di...

"Il compito principale nella vita di un uomo è dare alla luce se stesso" (E. Fromm)

Quando mi è stato chiesto se volevo cominciare una collaborazione con il Lisdha News mi sono domandata in che modo avrei potuto dare il mio piccolo apporto, non essendo io specializzata in temi legati all'handicap né sul versante della solidarietà.
Valutando però che ogni persona agisce partendo dalla sua interiorità, ho creduto potesse essere utile  provare a scavare in quel grande labirinto che è il nostro cuore perché, come ho letto in un inno liturgico, dal cuore "fluisce la vita". Cuore inteso in senso biblico come il centro dell'uomo dove abitano la sua libertà, la volontà, le intenzioni, gli affetti. Per questo ho chiamato questa rubrica "La vita da dentro".

Tutti  abbiamo la tendenza a guardare all'esterno e non all'interno. Accusiamo la società, i politici, la chiesa, Dio, dei nostri problemi. Ci è difficile dire: "E' colpa mia" o  "Io non ho fatto abbastanza per  migliorare la realtà in cui vivo".
Dimentichiamo spesso che siamo parte del mondo e lo influenziamo con i nostri pensieri, sentimenti, atti. Se poi viviamo intrisi di rabbia e di paura non illudiamoci che sarà la polizia a salvarci dal veleno che questi stati d'animo sputano in noi. Le forze dell'ordine potranno proteggerci dagli attacchi esterni ma non da quelli che vengono da "dentro".
Ecco perché il segreto della pace sta nel sondare con cura la nostra interiorità. Da lì partire per riconoscervi le parti sane, da custodire e proteggere come ci ricorda il vangelo di Luca: "L'uomo buono trae fuori il bene dal buon tesoro del suo cuore" (6, 45). Ma anche per portare alla luce quelle malate, sofferenti. È un lavoro faticoso eppure necessario. 
Dobbiamo tornare al cuore e domandarci di che cosa ha bisogno. Di cosa ha veramente bisogno! Interroghiamoci sulla sua "fame" reale e non su quella indotta dalla pubblicità o dal "così fan tutti".

C'è chi scoprirà che nel suo cuore abita una forte fame di affetto, chi di fiducia. Qualcuno avvertirà la fame di dare frutto o di sentirsi utile. Altri di silenzio e di Dio. Chi di guarigione o di liberazione. Chi di conoscere se stesso per quello che è in verità.
Se guardo al mio di cuore una delle prime cose di cui mi accorgo è che non è per nulla autosufficiente. E meno male. Ha bisogno di Dio e degli altri. E ha bisogno di speranza per stare in piedi.
Parlo di quella speranza che ti avvolge quando incontri persone il cui primo pensiero non è tanto apparire bene, riuscire bene, lavorare bene. Non è nemmeno fare del bene. Il loro primo pensiero è voler bene. Sono uomini e donne che con il loro sguardo dicono all'altro che gli vogliono bene ancora prima di aiutarlo concretamente. 
Ecco: più passa il tempo più mi accorgo di aver fame di incontrare persone così, dai gesti semplici e silenziosi che però vengono da una interiorità densa di cura e tenerezza. Sono persone che con il loro impegno ti fanno credere alla forza del bene quando tutto nel mondo ti sembra peggiorare, che ti portano a vedere il positivo nel prossimo e non solo la sua problematicità. Loro ti insegnano a condire ogni tua valutazione con la misericordia e non vivono criticando. Ti aiutano a sdrammatizzare i tuoi falsi problemi ricordandoti quelli veri. Si fidano di te perché sanno che Dio non ti ha lasciato, unico sulla terra, privo di doni e capacità. 

Ho bisogno di persone così perché quando entro nei meandri del mio cuore vi trovo tutti quei sentimenti che vedo così bene descritti nei giornali: astio, antipatia, ipercriticità, egoismo, superficialità? E talvolta ho l'impressione di perdere la battaglia contro questi "mostri" che albergano tanto comodamente in me. Allora ho bisogno di alleati che mi aiutino a non imbruttirmi e devo darmi da fare per cercarli ed imitarli.
Perché la cosa peggiore che ci può capitare è non ascoltare il bisogno che ogni cuore ha di amare e di dilatarsi sempre più. Il bisogno di donare e di condividere è grande come quello di ricevere, anche se spesso lo  neghiamo.
Possiamo allora tentare di tuffarci in questo anno denso di attività, progetti e preoccupazioni con una domanda: "di cosa ho realmente bisogno?"

Emanuela Giuliani

Lisdha news n. 63 - ottobre 2009

17/11/2013