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Ci sono strade inutili?

Nella vita di ciascuno è tracciato un Sentiero da scoprire.

Dio non fa fare strade inutili. Nella mia piccola vita non ho realizzato cose importanti e ciò che ho compiuto è frutto di molta fatica, del grande aiuto dei miei genitori e di compagni di strada che hanno voluto donarmi il meglio di sé, ma ho più volte ho sperimentato questa verità.

Nella  torrida estate 2015, poi, ne ho avuto una conferma sconcertante e sono contenta di condividere con voi le mie riflessioni. Quando ho scelto di laurearmi in Scienze politiche, facoltà che prepara anche chi intraprende la carriera diplomatica, infatti, ero consapevole che non l'avrei mai utilizzata, ma  mi gratificava studiare le materie previste dal piano di studi, perché i miei orizzonti si sarebbero aperti.  Tuttavia, poiché la mia fede non era molto salda, spesso mi arrovellavo sui ”perché” ed un nodo alla gola mi toglieva il respiro.

Dopo qualche anno, in Ruanda, dove abitava una famiglia amica della nostra Marcella, genitori e cinque figli, scoppiava un terribile genocidio. Loro chiedevano aiuto,  la situazione era drammatica, unimmo perciò le forze per tentare di metterli in salvo.  Scrivemmo e telefonammo ad organizzazioni umanitarie ed istituzioni religiose. Nei momenti più drammatici, con i miei pregavamo la novena a San Francesco Saverio, patrono delle missioni, che oltre ad ottenere la Grazia richiesta prometteva a chi l'avesse recitata che sarebbe lui stesso divenuto missionario: un altro sogno nel cassetto... Alla fine, hanno avuto tutti la possibilità di raggiungere la Francia, dove si sono ricostruiti una vita.

Nel frattempo mia zia che viveva con noi e mio papà sono venuti a mancare e le  ultime Messe alle quali hanno partecipato sono state celebrate in casa nostra da due Padri etiopi, uno dei quali è rimasto amico, tanto che lo scorso agosto ha celebrato  un'altra gioiosa Messa cui hanno partecipato diciotto persone tra amici e vicini di casa.

Sono rimasta dunque sola e bisognosa di assistenza e al mio fianco si sono avvicendate badanti provenienti da ogni dove. Ora, grazie all'ospitalità ugandese di Olympia e Grace abbiamo accolto tanti missionari, pranzato e cenato insieme; tutti  hanno raccontato le vicende politiche e umane delle loro nazioni, ho imparato modi di dire e proverbi nuovi, gustato  cibi e frutta insoliti. senza muovermi dalla mia città. Nel corso di questo excursus della mia vita, considerando con più attenzione la qualità delle relazioni che l'hanno caratterizzata, ho verificato che siamo veramente figli dello stesso Padre,  perché da qualunque parte proveniamo, quando amiamo o soffriamo, il riso o il pianto  che ne conseguono scaturiscono dagli stessi  sentimenti, espressi con atteggiamenti diversi.

Ma,  dolcis in fundo,  sul finir dell'estate, sono accaduti due avvenimenti che hanno aggiunto importanti tessere al mosaico che si stava componendo. Caterina, che ho visto nascere e crescere e Michele, infatti, di ritorno dal viaggio di nozze in una missione haitiana, hanno annunciato che dopo qualche giorno sarebbero arrivati accompagnati da una suora, e  da Jonel, un piccolo haitiano di otto mesi, nato con gravi malformazioni, che a Milano avrebbe avuto la possibilità di curarsi. Questi giovani sposi hanno scelto di accogliere ed accompagnare questo bimbo nel suo lungo e doloroso cammino verso una vita migliore

Infine,  all'inizio di settembre abbiamo partecipato all'ordinazione sacerdotale di due missionari dello Spirito Santo, Stefano quasi figlio di Olympia e Grace ed Arnold. A cerimonia avvenuta, il suono del bilà, un corno ugandese, ha dato inizio alla festa, con il rullo dei tamburi ed il gilli, tipico urlo dei molti africani presenti, alcuni venuti sia dai Paesi di origine sia da quelli di emigrazione. L'emozione è stata grandissima e il mio cuore recitava le parole del profeta Isaia (43, 16): “Così parla l’Eterno, che aprì una strada nel mare e un sentiero fra le acque potenti.”

Auguro anche a voi di scoprire il Sentiero che il Padre ha sicuramente aperto per ciascuno!

29/11/2015