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Dio Madre

I superbi saranno rovesciati e gli umili innalzati. Credo che sia importante riflettere meglio su queste cose.

Le nostre esistenze sono legate, né il tempo né lo spazio riescono a spezzare questo vincolo misterioso che ha la sua origine in Cielo e che molte volte ho sperimentato, anche  di recente. Lo scorso dicembre infatti, a Pavia, dove ha sede l'associazione che sostiene Padre John, il missionario ugandese, che ha cresciuto come un padre  Olympia e le sue sorelle, aveva organizzato una festa cui avevano partecipato volontari e sacerdoti di quel Paese, tra loro padre Damiano, che aveva espresso il desiderio di rivedere Olympia. Il suo nome non mi era nuovo, scavando nella memoria, mi sono ricordata che più di venti anni fa, Marcella, la nostra direttrice,  aveva a lungo collaborato con lui, nell'ambito delle attività della gioventù missionaria comboniana: il miracolo della vita si ripeteva. Ma ecco, lo scorso 20 febbraio, dalla sala stampa vaticana arrivava la notizia che padre Damiano era stato nominato Vescovo di Moroto in Karamoja, una regione dell'Uganda che confina con il Kenia ed il Sudan. Subito improvvisiamo un po' di festa con un momento conviviale in amicizia, la recita del Rosario insieme al gruppo di preghiera mariano, che mensilmente si riunisce da noi, poi la testimonianza del nuovo successore degli apostoli. Le foto cominciano a scorrere e con franchezza e semplicità padre Damiano le commenta: “A differenza del resto del Paese, ricco d'acqua, dunque lussureggiante, il Karamoja  è una zona  arida, dove la siccità è quasi costante; le piogge insufficienti non permettono uno sviluppo agricolo, inoltre l'assenza di infrastrutture e servizi provocano una povertà economica, culturale e sociale gravissime. Da sempre, i Karamojon sono  allevatori di bestiame e razziatori, perché le mucche sostituiscono la loro merce di scambio. Con il bestiame, infatti, si stabilisce la dote di una sposa, si acquista il necessario per la sopravvivenza o le armi, le frecce prima, i kalashnikov ora, con le quali si difendono o si razziano le mandrie.. Il lavoro dei missionari consiste in primo luogo nel costruire pozzi e scuole dove  i bambini vengono alfabetizzati, ma soprattutto si investe molto sulle donne, affinché diventino educatrici di Pace per i loro figli. che hanno armi e violenza nel loro Dna; piccoli mandriani prima e razziatori poi. Molti di loro sono stati rapiti e costretti ad uccidere i propri fratelli...”

In silenzio, guardavano scorrere le immagini di una terra davvero desolata, ma con i bambini e le donne sorridenti, nonostante tanta miseria. Che fare? Quando la natura è così nemica, noi occidentali siamo spiazzati, tanto siamo abituati a risolvere tutto con il denaro, non così da noi, continua padre Damiano, perché gli  africani, seppur tra violenze e miserie incredibili,  sanno di non essere i padroni assoluti della loro vita e mantengono un legame forte con Dio. Per i Karamojon,  Akuj, Dio, è un nome femminile, dunque Dio è Madre!” Non smetteremo mai di ascoltare  e chiedo al Vescovo di raccontarci ancora qualcosa della spiritualità di questo popolo. “Ogni volta che i Karamojon devono affrontare una difficoltà o un evento, un matrimonio, la nascita di un bambino, una malattia o il trasferimento delle mandrie alla ricerca dell'acqua, l'anziano del villaggio compie un rito propiziatorio e agitando un lungo bastone verso ovest, prega Akuj che getti tutto ciò che è negativo in quella direzione. Allora, ho spiegato loro che la Terra è rotonda, buttando i mali ad occidente, dunque, questi tornerebbero indietro da est, mentre portandoli ai piedi della Croce, Gesù li prende su di Sè e trasformerebbe il Male in Bene. Questo Seme nuovo sta pian piano dando frutti”.

Riflettevo sul nostro mondo così progredito, e arrogante e quello dei Karamojon, misero, arretrato, ma semplice e rispettoso del Divino e penso alle parole del Magnificat, dove i superbi saranno rovesciati e gli umili innalzati. Credo che sia importante riflettere meglio su queste cose. Grazie padre Damiano per averci aiutati a farlo.

04/11/2016