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Diventiamo gocce di pace

In un oceano di guerra quotidiana, tutti devono vedere il nostro sorriso.

Un pugno cala violentemente sul terminale del bancomat. E’ buio ed Oly si allontana veloce, rinunciando  al prelievo. Sono da poco trascorse le feste ed abbiamo fatto memoria della nascita di Gesù, il  Principe della Pace, ma c’è tensione nell’aria. La gente è preoccupata, incattivita. I volti degli automobilisti induriti, quasi pronti ad attaccare un nemico invisibile e i ragazzi sfrecciano tra noi, dando rabbiosamente gas ai motori delle loro moto, accompagnati dagli improperi, compreso il mio, dei passanti assordati. Che cosa ci riserverà il nuovo anno e che cosa possiamo fare noi? 

Credo che non tutto sia perduto, perché ho sperimentato come sia sufficiente rispondere con un grazie o un  per favore, per spiazzare l’interlocutore, addolcendolo.   Due santi del nostro tempo, che in maniera diversa hanno dato la loro vita per la causa della pace, possono aiutarci. Madre Teresa di Calcutta, infatti, sostiene che “quello che facciamo è soltanto una goccia nell'oceano. Ma se non ci fosse, quella goccia all'oceano mancherebbe. Fate che chiunque venga a voi se ne vada sentendosi meglio e più felice. Tutti devono vedere la bontà del vostro viso, nei vostri occhi, nel vostro sorriso. La gioia traspare dagli occhi, si manifesta quando parliamo e camminiamo. Non può essere racchiusa dentro di noi. Trabocca. La gioia è molto contagiosa.”

E don Andrea Santoro, martire in Turchia, ucciso da un giovane fanatico il 5 febbraio 2006, meditando il passo evangelico in cui si racconta dell’Angelo che porta l’Annuncio dell’Incarnazione  a Maria, invita i lettori delle sue lettere ad essere loro stessi angeli del Signore, “per permettere a molti di essere come Maria, portatrice di Gesù, per deporlo in grembo a qualcuno.”

Diventare gocce di pace in un oceano  di guerra, non solo quella dove scorre sangue, ma soprattutto in quella quotidiana, subdola che fa scorrere lacrime dentro di noi. E’ questa la mostra missione per il prossimo anno. Compito arduo, forse impossibile. Certamente. Ne era consapevole anche don Andrea, che infatti aggiungeva: ”Non è facile fare l’angelo soprattutto quando si è un povero diavolo.” Penso, tuttavia, che potremmo farcela. Se mi impegno io che sono un po’ pirotecnica nelle mie esplosioni, sicuramente potrete farcela anche voi.  Buon anno a tutti!

15/01/2017