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Il Fiume d'acqua di vita

L'importante è far circolare ciò che si è ricevuto. Lasciamoci, attraversare, dunque, da questo Fiume, l'acqua di vita farà il resto.

“Ho più fede in Dio e nella Sua Provvidenza che tutti gli abitanti di Torino messi insieme.”  In un uggioso pomeriggio di questa bizzarra estate appena conclusa, ho udito questa affermazione di San Giuseppe Cottolengo. Ero molto afflitta, perché trascorrere interminabili giornate quasi novembrine senza poter uscire stava mettendo a dura prova il mio equilibrio, turbato anche da un terzo conflitto mondiale a pezzetti, come lo ha definito Papa Francesco, che ha raggiunto livelli di crudeltà mai toccati finora. Chi non è autosufficiente infatti si sente ancora più inerme di fronte a tanta incertezza, sembra che in ogni ambito tutto stia crollando minacciosamente e l'ansia aumenta. Che fare? Quella frase mi ha fatto sentire piccola piccola... Che cos'è la Provvidenza? Sul dizionario ho trovato: “Ordine con cui Dio indirizza le cose umane al fine previsto, a favore dell'uomo.”

Nella mia faticosa storia personale l'ho vista in azione?

Dopo aver riflettuto a lungo mi sono ricordata  di qualche episodio che ora vi racconterò. Una ventina di anni fa, papà, la mia amica Maria Grazia ed io ci recammo a Verona, ad una fiera di ausili per disabili. Stavamo rientrando, quando l'auto cominciò ad avere problemi,  papà fece appena in tempo ad accostare che si bloccò sullo svincolo di uscita. Montò il triangolo, ma nonostante tutto rimanemmo tranquilli. Dietro l'ultimo dei tre Tir che ci superarono, sbucò un camioncino, si fermò davanti a noi, velocemente scesero due ragazzi dinamici ed anche un po' pittoreschi, che ci dissero essere dei  meccanici. Capirono subito il da farsi e ci trainarono fino a casa. Giunti a destinazione, mentre papà chiedeva loro quanto dovesse, i due ripartirono, dicendo “niente, abbiamo fretta”.  Dunque, a volte gli angeli nascondono le ali sotto tute bisunte!

Tempo dopo, papà tornò alla Casa del Padre ed io, che vivevo con un'assistente, dovetti farmi carico delle cose ordinarie, dalla spesa alla gestione dei soldi. Usare il bancomat mi preoccupava alquanto, perché avevo paura di sbagliare anche se la mia cara amica Betti continuava a rassicurarmi, sostenendo che fosse solo questione di abitudine. Un giorno, tuttavia, capitò ciò che avevo sempre temuto. Arrivò la spesa che ordinavo online, il garzone mi porse il pos per effettuare il pagamento, consegnai la carta, ma l'operazione non fu accettata, il mio bancomat era scaduto. Panico. Dopo aver recuperato un poco di lucidità provai a chiamare Jolanda, la mia vicina, che proprio in quel momento stava  rientrando. Mi prestò la sua carta e anche quell'incidente di percorso ebbe un esito felice.

Il terzo episodio è invece avvenuto proprio un sabato di questa mesta estate. Ero giù, mi sentivo sola, quasi perduta. Alzai gli occhi al Cielo, non riuscivo a fare altro. Suonò il telefono.  “Posso venire a trovarti, questo pomeriggio?” Era Luisa, una mia compagna delle elementari. Quando arrivò, le dissi che in quel giorno, per me, lei era stata Provvidenza. Mi spiegò che il suo grande desiderio di essere in mia compagnia l'aveva resa tale. Ricordai allora quanto ascoltato in un'omelia. In Israele, il fiume Giordano alimenta due laghi, uno vivo, il mar di Galilea, perché riceve acqua, ma la dona, l'altro morto, il Mar Morto appunto, perché la riceve ma la  trattiene. Credo che  la stessa cosa accada con la Provvidenza. Apocalisse (21,22-22,5), infatti, si afferma che “Un fiume d’acqua di vita usciva dal trono di Dio”, come un Giordano spirituale, che entra nelle persone di buona volontà anche se non credenti o non si accorgono di esserlo, ma le rende capaci di compiere opere di Vita. L'importante è far circolare ciò che si è ricevuto. Lasciamoci, attraversare, dunque, da questo Fiume, l'acqua di vita farà il resto.

04/11/2016