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Il monito della nuvola

“Abbiamo un destino da uomini liberi, non facciamocelo rubare”

Olympia è in ferie, ma ci telefoniamo spesso. «Alberto è disperato»,  ride sorniona, «era venuto a trovare Padre John e deve tornare in Italia. Continua ad andare e venire dall’aeroporto, tutti i voli per l’Europa sono cancellati. Ė appena rincasato con un bottiglione di vino da cinque litri, non sa più che fare!». Dopo 187 anni, infatti, un vulcano islandese si è risvegliato, eruttando un’enorme nuvola di cenere, che ricopre i cieli europei: un aereo su quattro  rimane a terra, si stimano in 5mila i voli annullati. Il nervosismo e la preoccupazione per le  pesanti ripercussioni economiche  crescono. E le boriose certezze circa l’efficacia del modello di sviluppo occidentale? Sorrido anch’io, forse un po’ cinicamente...

Poi, la nuvola si dissolve  e tutto riprende con la solita baldanza, che tuttavia è di breve durata., perché nel Golfo del Messico l’incendio e l’affondamento di una piattaforma petrolifera della Bp causa un disastro ambientale di proporzioni imponenti. Intanto, un agente di Borsa, nell'ordine di vendita, digita una 'b' di billion invece di una 'm' di million. Questo errore (?) manda in tilt il sistema, crolla Wall Sreet, scatta il panico sui mercati di tutto il mondo, le Banche Centrali tremano. Al disastro ecologico si aggiunge quello finanziario, alcuni Stati rischiano la bancarotta, cominciano le proteste di piazza. Di tanto in tanto, per uno sbuffo più forte del vulcano,  la nube cinerina  si riforma, ricomincia a passeggiare sulle nostre teste e gli aerei restano di nuovo a terra.

Che maledetta primavera! Credo, tuttavia, che le maledizioni non c’entrino ed il messaggio da leggere in questi eventi sia pedagogico per i nostri tempi. In occasione della solennità di Maria Ausiliatrice, infatti, un allievo salesiano mi ha regalato una biro, con la scritta “Vedere con gli occhi... guardare con il cuore”, che mi ha spinta a riflettere.

Devo confessare che provo simpatia per quella nuvola. Le sue visite periodiche hanno qualcosa di profetico, sembrano voler ammonire gli uomini di potere, così fieri della loro civiltà opulenta e spregiudicata, che  non esitano  ad uccidere natura e popoli in nome del profitto di pochi. Con il  suo soffice, ma sconvolgente vagabondare di sapore biblico vuole  ricordarci che  l’Onnipotente confonde le vie degli empi e disperde i superbi nei pensieri dei loro cuori. Lo sbuffo del vulcano dal nome impronunciabile sembra dar nuova vita al durissimo anatema che il 9 maggio 1993, ad Agrigento, Giovanni Paolo II scagliò contro la mafia: «Dio ha detto una volta: non uccidere. Non può l'uomo, qualsiasi uomo, qualsiasi umana agglomerazione, mafia, non può cambiare e calpestare questo diritto santissimo di Dio.  Nel nome di Cristo, mi rivolgo ai responsabili: convertitevi! Un giorno verrà il giudizio di Dio! ». Sì, anche gli uomini di potere non possono più  pensare di giocare con la vita e la creazione come se fossero eterni e non dovessero rispondere del loro operato. Io credo nel  Giudizio di Dio e lo ringrazio per aver permesso a questa  nuvola di  cominciare a richiamarci alla nostra fragile realtà.

Adesso che l’eruzione stia finendo, mi mancherà. A noi resta il suo monito: Valutiamo molto bene in quali mani ci mettiamo, quali voci ascoltiamo. Non dobbiamo più lasciarci trattare da burattini, come Pinocchio. Siamo uomini con un dignità  ed un Destino di esseri liberi, non facciamocelo rubare.

04/11/2016