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Tra dovere e dono

Grazie a coloro che hanno computo il loro dovere come se accogliessero un dono mi sento orgogliosa di essere italiana!

”Dovere!” Ė la replica lapidaria di Gianluigi  al mio ringraziamento. Sono dovuta ricorrere al dono della sua forza per sostituire l'assistente che i Servizi sociali mandano due volte la settimana, al fine di aiutare Olimpia a farmi la doccia. Purtroppo il personale è ormai ridotto all'osso, le assunzioni sono bloccate e, nonostante la buona volontà, quando qualcuno si ammala, spesso non si riesce a garantire la continuità.  Il mio grazie voleva essere una carezza anche per la semplicità con cui quel gesto tanto prezioso era stato compiuto, ma  Gianluigi è fatto così...

Inizia un nuovo anno, che ne chiude uno particolarmente funesto a causa delle devastanti alluvioni con il conseguente elenco di danni. Il  rimpallo delle responsabilità circa lavori progettati e mai eseguiti, i soldi stanziati e finiti chissà dove, hanno spiritualmente, prima ancora che materialmente, messo in ginocchio il nostro Paese. 

Dobbiamo lasciare che il Male abbia la meglio? Che possiamo fare noi piccole formiche?

Vorrei provare a cercare il sentiero che porta alla Speranza di superare questo fetido pantano, cominciando dalla definizione di “dovere”: “Legge morale, non necessariamente scritta ma riconosciuta dalla coscienza, che impone di osservare gli impegni che ognuno contrae con gli altri e con la società”. A mio parere, infatti, per risalire la china dobbiamo partire da questo severo sostantivo. Credo che il primo passo sia mettere in pratica il monito di Papa Francesco: «Non si gioca con la vita. È un peccato contro Dio!» Ritengo che proprio la difesa dell'embrione umano da ogni sopruso e manipolazione potrà ricondurci al rispetto del seme, l'origine della vita che è dono da accogliere e custodire, non cosa da produrre e trafficare. In caso  contrario, tutto si corrompe, ogni essere umano, la natura stessa, diventano oggetto di speculazioni e turpi commerci. Sarà perciò inutile inorridire alle affermazioni del boss della mafia capitale, che sghignazzando affermava che il traffico dei migranti rende più della droga (sic!).

Inoltre, la corruzione sottrae fondi all'assistenza a disabili, anziani, alla sanità, alle scuole, l'intero Stato sociale.

Il Pontefice viene in nostro aiuto con altri due insegnamenti che vanno nella stessa direzione, entrambi contenuti nel discorso rivolto ai membri della Fao.

«Dio perdona sempre, l'uomo qualche volta, la Terra mai!» Così ammoniva Papa Francesco denunciando lo spreco degli alimenti e le speculazioni  finanziarie sul cibo che condannano quasi un miliardo di esseri umani alla fame. Stiamo dunque giocando ancora con la vita, quando non ci prendiamo cura o addirittura maltrattiamo la terra, avvelenandola. Tuttavia, il Pontefice indica una via di uscita invitando in primis chi ha responsabilità nella gestione della cosa pubblica, ma anche ognuno di noi nella vita ordinaria a «Vedere dietro ogni carta un volto, una storia!». Io aggiungerei dietro ogni gesto, il più umile.  Ecco che cosa significa compiere il nostro dovere di custodi dell'umanità e fare del Mondo una Casa per tutti.

Desidero pertanto fare un augurio speciale a quanti, operatori sociali, sanitari, insegnanti amministratori pubblici e giù giù fino all'ultimo netturbino o volontario, nonostante le scarse risorse, i pochi guadagni, i cattivi esempi e spesso i pericoli corsi, hanno compiuto il loro dovere per fare il bene dell'Uomo. Grazie a coloro che hanno computo il loro dovere come se accogliessero un dono. Grazie a loro, mi sento orgogliosa di essere italiana!

04/11/2016