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Caso o carezza di Dio?

Se attendiamo con fiducia e pazienza il nostro lutto sarà cambiato in gioia.

Olympia ed io avevamo l'influenza, quando mi è arrivato questo sms:“Oggi inizio la dieta dell'allegria. Vietato:  lamentele, ira, rancori, vivere nel passato, ricordare persone negative. Permesso: risate, abbracci, baci e vivere ogni momento come fosse l'ultimo.”

Decido di accogliere l'invito, raccontandovi una storia accaduta lo scorso gennaio che ha come protagonisti alcune date, un paio di articoli e  delle strane coincidenze.

Dopo ventidue anni di regolare lavoro in Italia, nel febbraio 2010 Olympia, che mi assiste con dedizione dal 2006, presenta la domanda per ottenere la cittadinanza. Periodo previsto per la conclusione della pratica:, tre anni. Nel 2014, visto il tempo trascorso invano, lo Sportello unico per l'immigrazione le consiglia di inviare un sollecito al Ministero dell'Interno. Passano i mesi, ma nulla di fatto. Sono molto in ansia, perché temo che per un banale intoppo burocratico tutte le sue fatiche si vanifichino. Quando mi sento costretta in un angolo, prego Colui che tutto può, affinché si prenda cura di me. Credo nella Comunione dei Santi, per me infatti coloro che ci hanno preceduto sono ancora presenti accanto a noi, anche se invisibili. Perciò subito coinvolgo in questa vicenda  la mia famiglia ormai Lassù e la Santa famiglia di Nazareth, perseguitata ed esule in Egitto, dunque sicuramente sensibile alle sorti di chi è lontano dalla propria Patria.

Finalmente, arriva una cartolina del Comune di Varese che comunica ad Olympia la conclusione della pratica e la invita a presentarsi, per  fissare la data del giuramento. E’ il giorno in cui mia zia Serena, che in vita aveva tanto  sofferto, era andata in Cielo. Ci rechiamo pertanto  all'ufficio anagrafe,  dove stabiliscono che lunedì 12 gennaio 2015, Olympia avrebbe giurato. Undici anni prima, proprio  il quel giorno mio papà tornava alla casa del Padre ed io rimanevo sola, senza famiglia. Presto, invece, avemmo festeggiato la mia sorellina venuta da lontano, che diventava una di noi.

 Arriva il momento tanto atteso. Un emozionatissimo gruppo di amici l'accompagna  alla cerimonia, al termine della quale, una giovane giornalista del quotidiano varesino La Provincia ci fa un'intervista. Da poco era avvenuto l'attentato di Parigi seguito alla pubblicazione di una vignetta blasfema contro Maometto. Le polemiche a favore o contro i migranti erano riesplose spesso con toni poco civili. Dunque, leggere un articolo su Olympia e me intitolato “Un'italiana che vien dall'Africa che ha regalato un mondo a Laura” è stato  un luminoso messaggio in controtendenza. Nel corso della festa che si  svolge a casa nostra, inoltre, esponiamo  la bandiera marina italiana, dono di Mario, un timoniere sardo che mi aveva scritto dopo aver letto un articolo pubblicato su Oggi, quando una preside rifiutò di iscrivermi in prima media per non condizionare la scuola ad una allieva invalida (sic!).

Le sorprese tuttavia non erano ancora finite, perché il 14 gennaio, Olympia  ritira la sua carta d'identità, valida per l'espatrio. Non sarebbe stato più necessario rincorrere i documenti per i continui rinnovi dei permessi di soggiorno: era il compleanno di mio papà. Il 18 febbraio, infine, ha ritirato il passaporto italiano che le permette di  recarsi in Inghilterra senza chiedere il visto: era il compleanno di mia mamma! Caso o carezza di Dio?

Lo scrittore francese Anatole France affermava che «Il caso è lo pseudonimo di Dio quando non si firma personalmente». Rileggendo con cuore grato questi  avvenimenti, vedo realizzata la profezia di Isaia (66,10) quando afferma “ Sfavillate di gioia  voi tutti che avete partecipato al suo lutto”.

Se riusciamo ad attendere con fiduciosa pazienza,  ed ho sperimentato  personalmente quante dure lotte materiali e spirituali bisogna combattere, il Signore cambia sempre  il dolore in gioia, ma fate anche la dieta dell'allegria!

02/05/2015