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Grazie Nicola!

Da Lassù continua ad accompagnarci.

Nicola non è più tra noi, lo scorso lunedì Santo è ritornato alla Casa del Padre.

Olympia, Grace ed io l'avevamo conosciuto a Lourdes, durante i pellegrinaggi organizzati da Oftal. A luglio avrebbe compiuto sessantanove anni, aveva un ritardo mentale e dalla morte della mamma era ospite della Sacra Famiglia di Cocquio Trevisago, dove era diventato una delle figure caratteristiche. Infatti, quando entravi nell'istituto, lo incontravi mentre gironzolava nell'atrio e ti accoglieva  con i suoi modi gentili, i sorrisi spesso sdentati. Se gli  chiedevi:“Nicola, i denti?” sorrideva sornione e gesticolando indicava il cassetto che li custodiva. Poi, con un'espressione complice, birichina, cominciava a mostrare i suoi tesori: tre orologi che portava sempre al polso,una quindicina di biro che teneva in tasca e se qualcuno gliene regalava una un po' speciale, con gesti e simpatici  ammiccamenti  tutti venivano prontamente messi al corrente del nuovo acquisto. La sua contentezza era contagiosa, subito l'animo di chi gli stava accanto si riempiva di una rasserenante letizia, così rara anche tra i bambini e i  giovani dei nostri giorni tanto cupi. Altri oggetti che a Nicola piaceva mostrare erano una collezione di immaginette di Lourdes e un quaderno, su cui senza stancarsi scriveva con grafia infantile le lettere dell'alfabeto e raccoglieva le dediche dei suoi compagni di viaggio, dame e barellieri.

Nicola era un puro di cuore perciò,  attraverso il suo candore trasparente, la purezza circolava liberamente nell'anima di chi lo avvicinava.  A questo proposito, Roberto, il capogruppo di Oftal, ricorda con emozione le visite alla Sacra Famiglia. Ogni volta, Nicola gli correva  incontro con la sua andatura a papera, sorridendo lo prendeva sottobraccio e, indicandolo affettuosamente,  lo presentava a chi incontrava dicendo: “Mio amico!” In quel momento ti sentivi accolto, amato.

Quando  Roberto ci ha comunicato la notizia abbiamo provato un vuoto nel cuore e gli occhi si sono riempiti di lacrime. Eppure non era né un parente, né un amico, almeno non nel senso in cui lo si intende di solito. Nicola era un piccolo uomo che non aveva apparenza di bellezza e diceva solo qualche parola smozzicata, ma era capace di comunicare la tenerezza che aveva dentro.

Il primo miracolo è avvenuto il giorno del suo funerale. Per dargli l'ultimo saluto, infatti, la Chiesa parrocchiale era piena, più di cento persone, la corale ed una bellissima voce solista hanno reso gioioso questo momento tanto triste. “Sembrava - commenta Roberto con voce strozzata - la versione umana della fiaba del brutto anatroccolo ormai divenuto Cigno!”

Mi piace pensare che quando verrà il giorno in cui lasceremo questo mondo, dalla porta del Cielo uscirà Nicola, correrà verso di noi, guardandoci con un sorriso splendido, ci prenderà sottobraccio, ci accompagnerà dal Padre ed indicandoci Gli dirà. “Mio amico!” Allora entreremo nel Regno dei Cieli e lui ci mostrerà i tesori veri.

“Nicola, ci hai rubato il cuore. Il nostro cammino è molto faticoso e pieno di incertezze... Per favore, da Lassù continua a sorriderci... Grazie Nicola di essere stato nostro compagno di strada”.

13/07/2015